Maggiore protezione sui luoghi di lavoro contro le molestie

Maggiore protezione sui luoghi di lavoro contro le molestie

Dichiarazione alla Camera dell’Onorevole Lia Quartapelle

Alle volte quando noi ratifichiamo gli accordi internazionali lo facciamo anche in modo un po’ meccanico, un po’ burocratico, perché, insomma, la decisione è già stata presa dal Governo, che in questo caso era il Governo precedente, dove c’erano la Lega e il MoVimento 5 Stelle, e quindi, il Parlamento lo fa in modo un po’ “automatico”. Questo, però, è un accordo internazionale che può effettivamente incidere nella vita di tante persone; è un accordo internazionale che norma finalmente le molestie sui luoghi di lavoro. Che cosa sono le molestie sui luoghi di lavoro secondo l’accordo che andiamo a ratificare tra poco? È quell’insieme di pratiche e comportamenti inaccettabili o la minaccia di porli in essere, ripetutamente o in una sola occasione, che si prefigga, causi o possa comportare un danno fisico, psicologico, sessuale ed economico; questa è la definizione di molestie che avvengono sul luogo di lavoro. In sostanza, che cos’è una molestia? Sono tutte quelle attenzioni che nessuno di noi vorrebbe che venissero rivolte a una moglie, a una sorella, a una figlia.

La ratifica, sostanzialmente, riconosce queste molestie che avvengono anche in un solo episodio, anche in forma telematica, durante i viaggi di lavoro, durante i colloqui di lavoro, per tutte le forme di lavoro, inclusi gli stage, che spesso sono delle forme di lavoro molto subordinate e soggette a una possibile conferma e, quindi, più deboli, per le persone che svolgono attività di volontariato, le persone che sono coinvolte nel lavoro domestico e le persone che hanno dei rapporti di lavoro in nero (quindi, comprende tutti i rapporti di lavoro, anche i rapporti di lavoro ancora più subordinati). In Italia, lo diceva prima la collega Montaruli, sono il 9 per cento le donne che, secondo l’Istat, hanno subito una molestia di lavoro; dicendo il 9 per cento può sembrare che, insomma, sì, siano tante donne, ma è il 9 per cento: il restante, più del 90 per cento delle donne, si è salvato. In realtà, stiamo parlando di un fenomeno che riguarda un milione e 400 mila donne, molte delle quali, la stragrande maggioranza delle quali, lo ricordava prima la collega Annibali, non hanno mai denunciato.

Questa ratifica, quindi, è importante, anche se la riteniamo un passaggio come questo. Io voglio dare voce a queste donne, che spesso si sono trovate in una condizione di subordinazione e che non avevano strumenti per farsi valere. Voglio dare voce, per esempio, a Barbara, che durante il colloquio di lavoro come cameriera si è sentita chiedere se lei il servizio avrebbe voluto farlo magari senza reggiseno. Voglio dare voce a Sara, che fa la rappresentante commerciale e che troppe volte ha dovuto ricordare ai suoi clienti che lei vendeva degli oggetti di arredamento, ma che lei non era in vendita e che le attenzioni che le rivolgevano erano assolutamente inaccettabili. Voglio dare voce a quelle donne e magari anche a quegli uomini che hanno ricevuto qualche volta sul loro telefonino dei messaggi inappropriati dal capo o dal collega. Ecco, questa ratifica risponde a tutte quelle donne e anche, se ci sono, a quegli uomini che si sono sentiti umiliati e sporchi dopo aver subito delle attenzioni pesanti.

Oggi, con questa approvazione – speriamo con un’approvazione rapida da parte del Senato – noi votiamo a favore di uno strumento per loro, per stare al loro fianco, per dargli più diritti e per dargli più tutele. È grazie alla collega Boldrini che lo facciamo, che ci ha molto tenuto a farlo rapidamente, a coinvolgere le associazioni datoriali, le associazioni sindacali nella discussione della proposta di legge, ed è un peccato, onestamente – lo dico rivolgendomi ai colleghi della Lega -, che la Lega su questo si astenga. È un peccato che non voglia essere a fianco di quelle tante donne e degli uomini che hanno subito delle molestie e che, potenzialmente, potrebbero sentirsi più tutelati, più difesi da una ratifica che pone l’Italia all’avanguardia della legislazione internazionale sulla protezione contro le molestie sui luoghi di lavoro e che potrebbe aiutare tante e tanti a denunciare e a far sì che i nostri luoghi di lavoro siano luoghi di civiltà, luoghi più inclusivi, luoghi abitabili da tutti.