AZZALIN: “PONTI DI BARCHE E PISTE CICLABILI SENZA FONDI, SOLO TAGLI PER IL POLESINE SEMPRE PIU’ ABBANDONATO DA VENEZIA”

AZZALIN: “PONTI DI BARCHE E PISTE CICLABILI SENZA FONDI, SOLO TAGLI PER IL POLESINE SEMPRE PIU’ ABBANDONATO DA VENEZIA”

ROVIGO 14/8/2016 – “Corazzari, se ci sei batti un colpo”: è all’assessore regionale alla Pianificazione territoriale e urbanistica, ai Beni ambientali, culturali e tutela del paesaggio, a Parchi ed aree protette, che si rivolge il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin sottolineando come “il Polesine sia sempre più marginalizzato dalla Giunta Regionale: ad oltre un anno dalle elezioni non vi è stato un testo di legge o un bando che abbia interessato il nostro territorio, se si escludono i finanziamenti europei. Gli unici provvedimenti hanno riguardato la revoca di contributi già assegnati e questo è inaccettabile. E tanto più lo è pensare a come il Parco del Delta del Po ed il Po stesso, che invece di essere al centro di progetti di valorizzazione e sviluppo vengono completamente abbandonati”.
A supporto delle proprie affermazioni Azzalin cita come esempi “il caso dei fondi per le piste ciclabili lungo il Po e, soprattutto, quello del mancato finanziamento per la gestione dei ponti di barche. Per i due veri e propri simboli del Parco del Delta del Po la Regione si era impegnata a stanziare 100mila euro, una quisquilia in confronto ai milioni che vengono elargiti agli altri territori del Veneto. Eppure, anche questa promessa sembra essere caduta nel vuoto: a settembre scadrà la proroga e il rischio è che i due collegamenti vengano interrotti.
Non si tratta, fra l’altro, di semplici ponti, ma di infrastrutture caratteristiche del Delta e non a caso presenti in tutti i depliant promozionali del parco regionale. Sono un simbolo e simbolico è, quindi, il mancato contributo che attesta il totale disinteresse regionale verso questo territorio”.
“Il Parco è commissariato – rimarca il consigliere del Pd – e non ha i fondi per nessun tipo di attività. La verità è che Zaia, ormai completamente assorbito nel suo ruolo di aspirante banchiere, si ricordava del Delta del Po solo quando c’erano da incassare gli undici milioni annui che Enel girava a Venezia per il prelievo di acque della centrale di Polesine Camerini. Soldi che sarebbero dovuti essere investiti per il Delta stesso e che, invece, sono confluiti nel bilancio generale e sono andati a favore di tutti gli altri territori. La Regione si è fatta bella con il riconoscimento Mab-Unesco, arrivato, è bene ricordarlo, grazie all’iniziativa della Fondazione Cariparo.
Dal canto suo, però, non ha mosso e continua a non muovere un dito per dare un futuro al Parco del Delta. Così come anche i quasi 3 milioni e mezzo per le piste ciclabili lungo il Po si sono rivelati essere solo una promessa elettoralistica e sono stati tagliati, con la provincia di Rovigo, unica in Veneto a non aver ricevuto nemmeno un euro per la mobilità lenta. E’ inaccettabile e, per questo, chiedo all’assessore che dovrebbe rappresentare tutto il Polesine a Palazzo Balbi, e non solo Stienta dove, nell’ultima campagna elettorale, sono stati convogliati tutti i suoi sforzi. Senza nulla togliere al comune rivierasco, i confini del Polesine sono un po’ più ampi”