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Tutti divisi e spaccati ma tutti attaccati alla poltrona

Un durissimo attacco alla maggioranza vibrato da Tosca Malagugini, segretaria comunale del Pd per Rovigo. Oggetto: la condotta della maggioranza di Rovigo, a suo dire divisa da fratture interne che hanno come oggetto più che altro la spartizione di poltrone e poco attenta invece a realizzare quanto promesso in campagna elettorale


Rovigo – Troppe liti interne alla maggioranza, troppa attenzione a logica spartitorie e troppo poca alle reali esigenze della città, ma anche al mantenimento di quanto era stato promesso in campagna elettorale. Questi i mali della maggioranza del sindaco Massimo Bergamin, secondo l’analisi fatta dalla segretaria comunale per Rovigo del Pd Tosca Malagugini.

“Non si può evitare – dice Malagugini – di continuare a denunciare all’opinione pubblica la distanza abissale tra le promesse elettorali ed il nulla fatto dal sindaco e dalla sua giunta.Le cronache continuano a riempirsi degli scontri interni alla maggioranza, fin dentro ai singoli partiti. Era facile profetizzare in campagna elettorale le future difficoltà di una compagine unita solo da questioni di interesse, ma la realtà si dimostra peggiore delle aspettative”.

Poi, un veloce riepilogo di quelli che sono al momento i principali problemi interni alla maggioranza. “La Lega – prosegue la nota – si divide su Bergamin, prima al congresso poi dentro l’amministrazione comunale, arrivando ad imporre le dimissioni al suo capogruppo. L’altra componente di maggioranza, quella che fa riferimento ad Avezzù, arriva a minacciare di far cadere il sindaco se non piegherà la testa sulla vendita del Cubo (problema in realtà già superato, almeno al momento, denunciando l’insipienza politica delle sue prese di posizione. E, colpo di scena, ci si mettono i Grillini a garantire a Bergamin un appoggio esterno, qualora  sia messo in minoranza da Avezzù”.

Tutti problemi che sono molto lontani dalla vita reale dei rodigini, dai loro problemi e dalle esigenze, secondo l’analisi del segretario Pd Rovigo. “Dobbiamo dirlo a chiare lettere – prosegue – tutto questo sempre per questioni di interessi e poltrone. Non ci si divide per scelte che incidano sulla vita di una città sempre più asfittica ed abbandonata a se stessa. Su queste cose il vuoto regna incontrastato. Viene da chiedersi: ma non è che tutti questi sono accecati solo dalla preoccupazione di andarsene a casa, senza possibilità di rielezione? Se non riuscite a fare almeno qualcosa di utile, abbiate la dignità di ridare la scelta alla nostra gente”.