• Corazzari non è credibile nell’attaccare Anas

    Venezia, 28 marzo 2018 – Azzalin (PD): “Ponte sul Po, Corazzari non è credibile nell’attaccare Anas. Gli ricordo che quando la Giunta ha ceduto il controllo di Veneto Strade, non ha aperto bocca”

    “Corazzari la smetta di fare l’assessore di lotta e di governo, è un comportamento ridicolo e irrispettoso nei confronti dei cittadini. Al Polesine non servono assessori-marionetta. Attacca Anas, dopo che appena un mese fa la Regione ha firmato l’accordo per cedere la gestione e la governance della gran parte delle strade venete: solo adesso si accorge dei problemi?”. Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico critica duramente l’uscita di Corazzari sui lavori al ponte sul Po a Santa Maria Maddalena, con conseguente chiusura al traffico o, nella migliore delle ipotesi, senso unico alternato.

    “Non si può sentir dire da un esponente della Giunta regionale che ‘Anas non risponde alle richieste, dimostrando incapacità di conoscere le vere esigenze dei cittadini’. Ci è o ci fa? Stiamo parlando della stessa società che ha in gestione, tra le altre, la Transpolesana, la Romea e la viabilità tra Rovigo e Padova, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Corazzari dovrebbe essere abbastanza pratico di queste strade, eppure non ha proferito parola quando è stato firmato l’accordo che garantiva ad Anas il controllo di Veneto Strade. Come mai, aveva paura di far arrabbiare qualche collega in Giunta? In politica c’è bisogno di serietà e concretezza: la Regione non può recitare due parti in commedia, deve ottenere impegni e tempi certi sulla durata dell’intervento e, in caso di chiusura del ponte, l’esonero dal pagamento del pedaggio tra i caselli Occhiobello-Ferrara Nord dell’A13 per i residenti”, conclude Azzalin che sulla questione ha anche presentato la scorsa settimana un’interrogazione a risposta scritta.

  • Zanda: “Impossibile governare con M5S” Intervista a Luigi Zanda di Aldo Cazzullo – Corriere della Sera

    «Martina sta facendo bene, può tenere insieme il partito dice al Corriere Luigi Zanda, capogruppo uscente del Pd al Senato -. Impossibile governare con i Cinque Stelle».

    Zanda, lei quarant’anni fa in questi stessi giorni era il portavoce di Cossiga.
    «Furono giorni terribili. A Cossiga vennero i capelli bianchi. A me impazzì la pressione del sangue».

    Quale lezione ha tratto dal caso Moro?
    «La democrazia italiana sconfisse il terrorismo senza bisogno di leggi speciali, grazie alla cultura politica. I grandi partiti si parlavano. Era una cultura che Moro aveva forgiato, e che gli sopravvisse. Dovremmo ritrovarla, oggi. E Moro nel 1976 aveva detto che nella stagione dei diritti statuto dei lavoratori, diritto di famiglia, divorzio, aborto doveva maturare un nuovo senso del dovere».

    Qual è il dovere per i politici di oggi?
    «Veniamo da una stagione proficua per i diritti: unioni civili, fine vita, divorzio breve. La stagione dei doveri invece è in una fase di debolezza. La crisi delle democrazie è drammatica: nuovi media e intelligenza artificiale manipolano le elezioni; in Francia arrestano l’ex capo dello Stato, la Spagna rischia la secessione, in Italia vincono le forze antisistema».

    Si discute della possibilità di un governo Pd-Cinque Stelle. Lei cosa ne pensa?
    «I Cinque Stelle credo di conoscerli bene, dopo una legislatura da capogruppo pd al Senato. Ci siamo contrastati in modo duro ma rispettoso. Da loro però ci separano differenze di fondo».

    Su cosa?
    «La visione internazionale: loro hanno una dichiarata simpatia per il modello Putin, che non è certo il nostro. La concezione della democrazia: loro sono per la democrazia dei clic, noi per quella rappresentativa. L’idea di partito: loro sono un’emanazione della Casaleggio&Associati, noi vorremmo una legge per applicare l’articolo 49 della Costituzione che impone ai partiti la democrazia interna. Il rapporto con l’Unione europea: noi la vorremmo più integrata, loro sono nazionalisti. Il bilancio dello Stato: per noi è fondamentale l’equilibrio tra entrate e uscite, per loro no».

    Non potete governare insieme, quindi?
    «Mi pare evidente».

    Quale governo si farà?
    «Probabilmente un accordo tra estremisti: Cinque Stelle e Lega, forse seguita da Forza Italia. Anche se non farà certo il bene del Paese».

    Esclude un governo del presidente?
    «È un’espressione che mi dà fastidio. Se vuol dire che i partiti devono rispettare le indicazioni del presidente della Repubblica, è un’ovvietà. Altrimenti è una definizione vuota e priva di senso».

    Un governo di tutti, o di chi ci sta, per fare le riforme.
    «Mi pare una congettura molto vaga, di cui nessuno sa se, quando e come si realizzerà».

    Intanto il centrodestra annuncia di fatto un accordo con i Cinque Stelle sui presidenti di Camera e Senato.
    «Mi pare abbiano già deciso tutto. Un tempo vigeva la consuetudine di dare la presidenza di una delle due Camere all’opposizione. Poi nel ’94 la destra fece l’en plein, imitata nel ’96 e anche dopo dal centrosinistra. A me piaceva più il vecchio sistema».

    Tradotto, significa una Camera per il Pd?
    «Non ho assolutamente detto questo. Dico che è una questione non collegata con la formazione del governo».

    Lei potrebbe rifare il capogruppo del Partito democratico al Senato?
    «Per cinque anni mi sono speso per sostenere i tre governi, far concludere la legislatura, tenere unito il gruppo del Pd. Ora escludo in modo categorico di rifare il capogruppo».

    Chi sarà il suo successore? Marcucci?
    «Marcucci è un ottimo senatore, che può avere anche cariche istituzionali».

    Vicepresidente del Senato anziché capogruppo?
    «Per i nostri capigruppo di Camera e Senato, e per le eventuali cariche istituzionali spettanti al Pd, è necessario trovare un serio equilibrio politico nel partito. Non è pensabile che i due capigruppo rappresentino solo l’anima renziana del Pd. Lo stesso varrebbe per qualsiasi altra componente. Berlinguer diceva che non si governa un Paese con il 51%; vale anche per i gruppi parlamentari, soprattutto oggi perché il Pd non si può permettere spaccature. È il momento dell’unità vera e condivisa».

    Lei è stato il primo, quando Renzi si è dimesso tentando di prendere tempo, a dargli contro dicendogli di andarsene subito. Perché?
    «Perché le dimissioni sono un atto importante, nella vita delle persone e delle comunità. Non si minacciano, non si annunciano, non si ritirano mai: si danno e basta. Alla fine se ne è reso conto anche lui. La politica è come il teatro: i due momenti fondamentali e difficili sono l’entrata in scena e l’uscita».

    Renzi farà il suo partito?
    «Lo escludo. In fondo, a un partito di cui sei stato un importante leader resti legato da un sentimento. E poi Renzi è intelligente, ha capito che più si è uniti più si vince; e le piccole costole nate da un partito hanno sempre raccolto poco».

    Il nuovo segretario sarà eletto dall’assemblea o scelto con le primarie?
    «Le cariche di partito secondo me andrebbero decise dagli iscritti; le candidature alla guida del governo con una consultazione aperta».

    Chi sarà il nuovo segretario?
    «Restiamo all’oggi. Martina sta facendo molto bene il reggente, è attento alle relazioni umane, ha impostato una gestione aperta a tutti. E viene da quel profondo Nord che dobbiamo riconquistare, come il profondo Sud. Può tenere insieme il partito».

  • Giornata mondiale dell’acqua, in arrivo per il Polesine risorse per incentivare nuove tecniche di coltivazione che favoriscano il risparmio idrico e riducano la concimazione

    Venezia, 22 marzo 2018 – “In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, una buona notizia per il Polesine. In Terza commissione è stato infatti dato parere favorevole alla delibera di Giunta sull’ottimizzazione ambientale delle tecniche agronomiche ed irrigue: si tratta di una misura sperimentale che interesserà una porzione significativa di territorio, circa 7-8 mila ettari, gran parte dei quali in provincia di Rovigo, con uno stanziamento di 15 milioni in cinque anni”. È quanto rende noto il consigliere del Pd, e vicepresidente della Terza commissione Graziano Azzalin.

    “A giorni usciranno i bandi con scadenza 15 maggio per le domande. L’obiettivo del provvedimento è quello di divulgare tecniche di coltivazione che consentano di risparmiare acqua e riducano la concimazione, problema particolarmente sentito in Polesine. È fondamentale promuovere un corretto utilizzo di una risorsa limitata attraverso un uso mirato ed è significativo che il via libera arrivi proprio oggi. È una misura che introduce nuovi oneri a carico dell’impresa perché l’intero percorso deve essere tracciabile, ma non siamo di fronte a un appesantimento burocratico fine a se stesso. Anzi. È ovvio che trattandosi di un provvedimento sperimentale, le analisi devono essere fatte in un certo modo, seguendo determinati criteri oggettivi. Però quest’onere viene conteggiato e remunerato. L’unico limite – conclude Azzalin – è quello delle risorse: tre milioni l’anno per cinque anni non sono molti. Tuttavia la buona riuscita della sperimentazione è il presupposto imprescindibile per farli aumentare in futuro”.

    Graziano Azzalin – Consigliere Regionale PD

  • I lavori al ponte sul Po sono un banco di prova per la Regione

    Venezia, 21 marzo 2018 – “I lavori al ponte sul Po sono un banco di prova per la Regione: ottenga tempi certi e l’esonero dal pedaggio autostradale per i residenti”

    “I lavori del ponte sul Po sono un banco di prova per i rapporti tra Anas e Regione, vedremo se la ‘parità di ruolo’ rivendicata nella nuova governance di Veneto Strade, nonostante la cessione delle quote, è reale o pura fantasia”. A dichiararlo è il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta sulla chiusura per lavori di manutenzione del ponte sulla Statale 16 a Pontelagoscuro, nel comune di Occhiobello.

    “La Regione non deve chiedere, bensì ottenere impegni certi sulla durata del nuovo intervento e sulla possibilità, come già accaduto in passato, di ottenere per i residenti l’esonero dal pagamento del pedaggio tra i caselli Occhiobello-Ferrara Nord dell’A13 per tutto il periodo dei lavori. L’assessore De Berti ha promesso di essere ‘l’incubo di Anas’ per avere una migliore manutenzione delle strade, la aspettiamo alla prova dei fatti”, afferma ancora il consigliere dem polesano.

    L’intervento dovrebbe cominciare a metà maggio e durare circa quattro mesi, con chiusura completa del traffico sul ponte e il tratto autostradale come percorso alternativo per collegare le province di Ferrara e Rovigo. “I disagi sulla viabilità sono evidenti, considerando che ogni giorno si spostano tra le due sponde del Po circa 20mila persone. Se Anas non avesse trascurato per anni il ponte, non ci troveremmo in questa situazione. Hanno ragione i Comuni di Occhiobello e Ferrara a chiedere una riduzione dei tempi di esecuzione, prevedendo tre turni di lavori nei cantieri, ancora però non hanno ottenuto risposta. La Regione deve quindi farsi garante, senza se e senza ma. Discorso identico per quanto riguarda il pedaggio: non possono essere scaricate sui pendolari le inefficienze di Anas, che dovrà raggiungere un accordo con Autostrade per avere gratis il passaggio tra i due caselli”.

    Graziano Azzalin _ Consigliere Regionale PD

  • I problemi della sanità veneta: carenza di personale, attrezzature vecchie e lunghe liste di attesa

    Venezia, 21 marzo 2018 – “Totem negli ospedali, non è con la demagogia di Zaia che si risolvono i problemi della sanità: carenza di personale, attrezzature vecchie e lunghe liste di attesa”

    Non è con la demagogia di Zaia che si risolvono i problemi della sanità veneta che viene usata come proscenio per fini politici personali. L’arrivo dei totem negli ospedali, quando già ci sono gli Uffici relazioni con il pubblico, è totalmente inutile se non controproducente: servirà ad aizzare gli utenti contro la struttura e non, certo, ad assumere personale, dimezzare le liste di attesa o acquistare nuove attrezzature. Ci stupiamo del singolare silenzio delle direzioni generali, che su questa iniziativa non hanno avuto niente da ridire. A proposito di autonomia..”. Il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin attacca direttamente il governatore a proposito delle postazioni con questionari sulla soddisfazione del servizio e cassette postali dove inserirli che sono state collocate negli ospedali del Veneto.

    Visto che Zaia parla di efficienza, gli ricordo che per rispondere a un’interrogazione ci mettono mesi. Quanto tempo impiegherà lui a rispondere in prima persona, per scritto, alle richieste degli utenti, come ha promesso? La realtà è che non la riforma sanitaria fa acqua da tutte le parti e prova a placare l’insoddisfazione con una spruzzata di populismo. È curioso che voglia proporsi come garante terzo, quando in realtà è la parte apicale del sistema e dovrebbe assicurare che funzioni a monte. Invece preferisce ergersi a ‘uomo della Provvidenza’ con un provvedimento privo di senso e costoso.

    Ancora una volta – insiste Azzalin – fa propaganda con soldi pubblici, 80mila euro. Le strutture sono in sofferenza, gli organici ridotti all’osso, il personale va in pensione e viene sostituito dopo mesi o addirittura anni, come se non fosse un qualcosa di conosciuto e quindi programmabile. E queste non-scelte sono una responsabilità politica che ha un nome e cognome. Che non si cancella con la spugna della demagogia. E comunque, visto che ha tempo a disposizione, perché non chiede anche l’opinione e il grado di soddisfazione del personale, ovviamente in forma anonima, che lavora nelle strutture sociosanitarie?.

    Graziano Azzalin – Consigliere Regionale PD

  • Zaia rispetti i pescatori di Pila e il Polesine: basta rinviare, si acceleri il progetto definitivo per l’ampliamento del porto

    Venezia, 20 marzo 2018 -Ci vuole maggiore rispetto per una comunità che da troppo tempo attende risposte. La Regione deve ascoltare i pescatori e farsi carico delle loro richieste. Avrei voluto vedere se si fosse trattato di Prosecco: Zaia non solo li avrebbe ricevuti, ma si sarebbe esposto in prima persona per risolvere i problemi, cosa che si sono ben guardati dal fare gli assessori Pan, De Berti e Corazzari”. È quanto afferma a nome del Partito Democratico, il consigliere Graziano Azzalin a proposito dell’incontro odierno a Palazzo Balbi sull’allargamento della bocca di porto a Pila, con il governatore grande assente.

    L’atteggiamento di Zaia è la conferma che esistono territori e territori, un Veneto di serie A e uno di serie B. Siamo di fronte a un problema infrastrutturale e come tale va affrontato, basta con le somme urgenze. Il fatto che negli ultimi quattro anni siano stati spesi ben due milioni con questa modalità, senza risolvere niente, la dice lunga sull’assenza di programmazione della Giunta. È un dovere intervenire, non solo nei confronti dei pescatori di Pila, ma di tutta l’economia polesana e di una fetta importante della marineria veneta. I problemi posti hanno ripercussioni non solo dal punto di vista produttivo, ma anche sul piano naturalistico e turistico. Oggi un’intera comunità si è mossa, è venuta a Venezia per chiedere soluzioni definitive, non tampone. E invece la risposta è sempre la stessa”, denuncia Azzalin, che sulla questione ha anche presentato la scorsa settimana una mozione.

    Ancora una volta si interverrà con la somma urgenza, mentre per il progetto occorre aspettare scaricando le responsabilità, come al solito sul Governo nazionale. Non c’è nessun cronoprogramma, solo discorsi aleatori che mostrano l’impreparazione e l’improvvisazione di questa Giunta. I soldi ci sono, se si vogliono trovare. Il Polesine non vuole elemosine, chiede. Anche perché ha dato in abbondanza, non dimentichiamo che fino a qualche anno fa venivano versati nelle casse regionali 13 milioni per il prelievo idrico dell’ex Centrale Enel di Polesine Camerini. Chiediamo quindi una rapida inversione di rotta, si acceleri l’approvazione del progetto e i soldi che verranno spesi per interventi di somma urgenza rientrino in una pianificazione definitiva. Questo non significa che non ci sarà più bisogno di manutenzione, tanto più in quel contesto, assai fragile, dove la mano dell’uomo è indispensabile”.

    Graziano Azzalin – Consigliere Regionale PD

  • Con la Brexit il Veneto rischia di perdere due miliardi di euro

    Venezia, 20 marzo 2018 – Fondi europei, sabato a Vicenza convegno organizzato dal Pd che lancia l’allarme: Con la Brexit il Veneto rischia di perdere due miliardi di euro.

    “Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, dopo il 2020 il Veneto rischia di perdere 2,1 miliardi di fondi strutturali comunitari. È un argomento che va affrontato apertamente, aspettando anche il prossimo Governo che, in sede di Commissione, dovrà dire quale scenario intende sostenere: più o meno Europa?”. L’allarma arriva dal gruppo regionale del Partito Democratico, che ne discuterà sabato prossimo, 24 marzo, dalle 9.30 alle 12 al Viest Hotel nel corso del convegno ‘Le Regioni e l’Europa, due miliardi in meno’ dove interverranno il capogruppo dem Stefano Fracasso (che concluderà i lavori), la consigliera Francesca Zottis, Pierluigi Boda (responsabile #Cohesion Alliance, Comitato europeo delle Regioni), l’europarlamentare Damiano Zoffoli, Marco Dus (consigliere comunale di Vittorio Veneto) ed Enrico Peroni (responsabile Europa del Pd Veneto). L’introduzione è affidata a Stefano Campolo dell’associazione Eudem.

    “A causa della Brexit – ha spiegato il capogruppo Stefano Fracasso – mancheranno circa 100 miliardi al bilancio europeo. Quali saranno gli scenari futuri? Ci saranno dei tagli ai fondi strutturali oppure verrà chiesto un contributo maggiore agli altri Paesi? Con la ‘sforbiciata’, comunque, due scenari su tre non comprendono né il Veneto né le altre regioni dell’Italia centrosettentrionale, con i fondi destinati solo alle Regioni in difficoltà che devono recuperare il gap. Per questo è urgente sollevare il dibattito, da parte nostra presenteremo una mozione in Consiglio regionale e ne prepareremo una analoga per tutti i Consigli comunali”.

    Sull’importanza delle risorse europee ha insistito la consigliera Francesca Zottis: “Una parte dei Fondi europei di sviluppo regionale fanno parte del Por Fesr dedicati ai progetti di sviluppo, programma che coinvolge settori trainanti del Veneto come per esempio il settore ricettivo turistico. Finora questi soldi sono stati ben utilizzati, spendendo 180 dei 248 milioni disponibili, avviando 49 bandi e finanziando 1491 domande. Se non agiamo rischiamo di perdere, oltre ai finanziamenti Fesr, anche quelli per la formazione-lavoro Fondo sociale europeo e il miliardo per l’agricoltura previsto dal Piano di sviluppo rurale. Dobbiamo far capire che indebolendo le Regioni più virtuose, che fanno da traino, si penalizzano anche quelle più svantaggiate”.

  • Appello al voto

  • Evento conclusivo campagna elettorale di Diego Crivellari

    ROVIGO 01/03/2018 – Ultime ore di campagna elettorale sotto la neve e domani venerdì alle ore 20 al Caffè Borsa concluderemo la bellissima serie di incontri ed eventi lungo tutta la Provincia. Quanto fatto in questi giorni lascia forte la sensazione di un ottimo risultato per il Polesine e per la sua rappresentanza in Parlamento. Un impegno ed un desiderio che ho trasmesso e condiviso con moltissime persone in cinque anni di legislatura precedente e soprattutto negli ultimi trenta giorni di campagna elettorale. L’essere presenti e con fatti concreti nei settori importanti per la crescita del nostro territorio è stata la cosa più caratterizzante e ho notato che la gente, i cittadini anche se incerti o spesso smarriti comprendono molto bene quanto davanti a loro c’è concretezza, idee positive e responsabilità. Come comprendono altrettanto bene quando davanti a loro ci sono candidati inventati all’ultimo minuto pieni di slogan e principi irrealizzabili. La coalizione ed il partito che rappresento ha proposto una serie di interventi e riforme in linea con quelle che abbiamo provato ad attuare e con un impegno di spesa nettamente inferiore agli altri partiti, di circa 30 miliardi la nostra proposta contro i 200 del Centrodestra. Questo perché non abbiamo promesso l’irrealizzabile ma quello che i conti pubblici e le casse dello stato consentono, siamo una forza responsabile e pronta a governare questo Paese e in particolare pronti e responsabili a rappresentare il Polesine. Vorrei chiudere con un sincero grazie e attendere così il voto dei cittadini e l’esito del 4 marzo consapevole che molti, anzi moltissimi polesani saranno con me pronti a rappresentare la nostra Provincia per farla crescere e renderla migliore.