• NO ALLE RONDE A ROSOLINA MARE

    Rosolina 25 giugno 2015 – Dopo l’appello pubblico alla ‘taglia’ contro il delinquente, dei giorni scorsi, ecco arrivare o riarrivare le nuove ronde. Apprendiamo della volontà di Forza nuova di organizzare una ‘ronda’ a Rosolina mare per il prossimo 26 giugno. Vogliamo essere chiari su questo punto: la nostra località non ha bisogno di ronde, non ha bisogno di iniziative demagogiche e di ‘sparate’ pubblicitarie che nascono evidentemente con l’unico obiettivo di guadagnare facili consensi e di far parlare di sé.

    Le amministrazioni locali e le forze dell’ordine sono le prime garanti dell’ordine pubblico e non possono rischiare di essere intralciate, nel loro operato, da questo tipo di iniziative, che già in passato hanno dimostrato tutta la loro inefficacia, lasciando trapelare obiettivi squisitamente politici e potenziali derive di carattere estremistico. Quale idea di sicurezza e quale idea di giustizia si celano dietro chi oggi torna a proporre con tanta insistenza le ronde? Quale risultato reale ci si prefigge? Siamo davvero convinti che simili idee possano far sentire più tranquilli i turisti e i cittadini della località balneare? Noi francamente crediamo di no.

    Segnaleremo anche al prefetto di Rovigo quanto sta per accadere a Rosolina: ciò che sta per accedere in una realtà turistica, che è anche una comunità democratica e antifascista, che da sempre si riconosce nei valori della Costituzione. Un luogo più sicuro e vivibile, un luogo più appetibile anche per i turisti non si costruisce inneggiando alla ‘caccia allo straniero’, né mettendo in piedi ronde di partito, che tra l’altro richiamano – in questo caso anche nelle insegne – periodi bui della nostra storia.

    on. Diego Crivellari

     

  • Ripartire con buoni progetti

    Questa sera 25  giugno e poi il 30 giugno con quella del direttivo provinciale si farà un esame del risultato elettorale. Una cosa è certa: Julik Zanellato non si dimetterà. Il segretario polesano dei democratici l’ha detto fin da subito che non sarebbe stato questo l’epilogo. «Non credo che il Pd a Rovigo si meriti di nuovo di andare a rinnovo dopo due anni di congresso. Ne va della sua stabilità». Il deputato Diego Crivellari e il consigliere regionale Graziano Azzalin, a caldo, hanno richiesto una riflessione profonda pur senza scadere nella caccia alle streghe. E su questo Zanellato è concorde: «Verrà aperto un confronto franco. Va affrontata una discussione seria sui numeri e sulle ragioni che hanno portato a questi risultati. Da lì secondo me il gruppo dirigente deve ripartire con un progetto a medio o lungo termine. Ci sono tutte le condizioni per ripartire e mettere in campo buoni progetti politici». Il segretario assicura che in Polesine, diversamente da quel che accade a Padova e a Venezia, non soffia un vento di tempesta: «C’è un’atmosfera serena. Detto questo è chiaro che nei prossimi giorni valuteremo il percorso da intraprendere. C’è la necessità di ricompattarsi e di avere una maggiore verve innovativa, nel senso che dobbiamo costruire nel medio e lun go periodo funzioni a tutti i livelli Serve un lavoro politico di qualit; che richiede un duro impegno nell’ai tività del Pd. Non credo che queste partito abbia bisogno di fare ur congresso. Se ci saranno le condizio ni per ripartire uniti, da parte mia c'( tutta la disponibilità a proseguire i mandato». Non si seguirà dunqut l’esempio del segretario regionale «De Menech ha ritenuto di dovei mettere sul tavolo le dimissioni. Ma i tal proposto è stato chiaro, si tratta d una situazione regionale che nor deve riflettersi nelle sedi locali. Nor ha senso farsi ancora la guerri all’interno. Credo sia più utile confrontarsi in maniera concreta seppur serena».
  • IL PD DOPO LE ELEZIONI – L’interessante riflessione di Alessandro Baschieri sul Corriere del Veneto

    23 giugno 

    Segnaliamo questo pezzo pubblicato dal caporedattore del Corriere del Veneto, Alessandro Baschieri, sul sito del giornaleL’autoflagellazione del Pd

     Insieme al sole, alla pioggia e alle tasse, l’autoflagellazione del Partito Democratico dopo ogni sconfitta elettorale è una delle grandi certezze della vita.  Anche questa volta ci siamo. Colpe. Dimissioni.  Fratelli coltelli. E l’immancabile “ripartiamo da zero”. L’esame del voto è un passaggio obbligato, specie quando ci sono risultati da tregenda, ma forse si sopravvaluta un po’ il ruolo delle strutture e degli apparati in ambito locale, ovvero la loro capacità di orientare il voto in un Comune, in una Provincia, in una Regione. Più restringi l’orizzonte territoriale e più cresce il peso del singolo candidato. E’ sempre stato così, ma mai come in questi anni.  Zaia il partito manco ce l’aveva alle ultime elezioni, era nelle mani di Tosi: tutto l’apparato, il consiglio, la sede, erano controllati dal suo avversario. La strategia l’ha decisa da solo, al massimo con un gruppetto di fidi consiglieri e magari (in realtà non ci scommetteremmo) con Salvini. E i grillini ce l’avevano un apparato? E il neo sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, alla prima esperienza politica? Della sua assenza ne ha fatto bandiera. Forse il partito che si è speso di più, alla fine, e stato proprio il Pd.

    A costo di essere tacciati di pessimismo cosmico, abbiamo anche qualche perplessità sulla cultura politica dell’elettore medio. Ovvero sulla sua conoscenza dei programmi (per altro: quante convergenze tra gli aspiranti governatori in queste ultime elezioni regionali, dalla sanità ai costi della politica, dalla sicurezza all’ambiente ), delle cose fatte e non fatte, dei risultati ottenuti.

    Tutto porterebbe quindi al confronto secco tra volti e candidati (in genere scelti dai partiti ma nel caso Pd attraverso le primarie), a ragionamenti su valore, appeal, capacità di penetrazione,  credibilità e forza che ciascun nome porta in dote. O meglio, quella che riesce a trasmettere. Qui di minuti ne servirebbero anche quattro, in due ci premeva sottolineare solo che  “Tutta colpa del partito e del suo segretario” è quantomeno una spiegazione superficiale. O di comodo.

  • Rifiuti, Zanellato contro Bergamin: “Telegramma plateale per nascondere la lotta alle poltrone”

    l segretario del Pd interviene sulla vicenda della fusione fra Ecoambiente e Consorzio Rsu stoppata dal nuovo sindaco del capoluogo: “Una decisione ‘Rovigocentrica’, presa senza confrontarsi con tutti i sindaci, incomprensibile l’appiattimento dell’assessore Simoni”, dice guardando ad Adria. Poi aggiunge che “la bonifica ed il riutilizzo della vecchia discarica di Taglietto 1, non rinviabili sul piano ambientale ed in linea con la programmazione regionale, sono la foglia di fico per nascondere altri interessi”

    Rovigo  20 giugno – Da ex direttore di una partecipata come Sodea, che nel 2013 è stata incorporata con fusione da Polesine Acque, debiti compresi, proprio come dovrebbe avvenire per Consorzio Rsu ed Ecoambiente, Julik Zanellato, attualmente segretario del Pd, parla con cognizione di causa ed interviene per criticare con durezza la scelta del nuovo primo cittadino di Rovigo di chiedere lo stop al “matrimonio”.

    “Il telegramma di questi giorni – spiega in una nota – inviato dal sindaco di Rovigo Bergamin al Consorzio Rsu e ad Ecoambiente, per sospendere il percorso di fusione fra le due realtà societarie, è senz’altro un ‘gesto teatrale’, di quelli che piacciono al grillino Ivaldo Vernelli, grande estimatore del neosindaco leghista. La teatralità, probabilmente ispirata da un’esigenza di visibilità politica, ha fatto a pugni con il rispetto delle istituzioni, mortificando il ruolo dei sindaci degli altri 49 Comuni polesani, che già nelle scorse settimane avevano responsabilmente deciso di attendere l’elezione del nuovo sindaco di Rovigo per rinnovare i cda in scadenza di Ecoambiente e Consorzio Rsu”.

    Secondo il segretario del Pd, “Bergamin, in qualità di presidente dell’assemblea dei soci del Consorzio Rsu,avrebbe infatti potuto indire una riunione con gli altri sindaci per approfondire la tematica dell’integrazione fra il ramo ‘industriale’ del Consorzio (proprietario degli impianti del ciclo dei rifiuti polesano) ed Ecoambiente, gestore del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, necessaria per pervenire ad una nuova compagine societaria che sia in grado di gestire tutto il ciclo dei rifiuti, come richiesto dalla legge”.

    Forse, aggiunge ancora Zanellato, “se avesse chiesto consiglio al sindaco di Stienta Corazzari, commissario provinciale della Lega Nord, Bergamin si sarebbe anche reso conto della generale condivisione fra i sindaci polesani sui percorsi avviati, che in tempi brevi dovranno portare pure alla nascita della nuova autorità d’ambito in materia di rifiuti, il cosiddetto Consiglio di Bacino”.

    L’accusa che arriva dal segretario del Pd è, dunque quella di aver agito senza aver consultato tutti gli altri sindaci. In realtà, l’uscita polemica di Bergamin era stata dettata, proprio per esplicita dichiarazione del sindaco rodigino, da operazioni che erano state compiute proprio pochi giorni prima che il capoluogo avesse il suo nuovo primo cittadino.

    Temo che dietro al ‘gesto teatrale’ di Bergamin – è invece la lettura che ne dà Zanellato – ci sia una volontà politica ‘Rovigocentrica’ o peggio ancora isolazionistica, tesa a contrastare qualsiasi ipotesi di riequilibrio dell’assetto societario di Ecoambiente, che per effetto dell’incorporazione del ramo ‘industriale’ del Consorzio Rsu vedrebbe sicuramente ridimensionato il peso del capoluogo a vantaggio degli altri Comuni della provincia”.

    Ecco, allora, che Zanellato da adriese guarda anche “in casa” dove, non a caso, il prossimo anno si terranno le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione e non è da escludere che l’attuale segretario del Pd abbia fatto un pensierino a correre come sindaco. Secondo alcune letture maliziose sarebbe proprio questo il motivo per cui ha spinto Gino Spinello ad immolarsi sull’altare delle elezioni regionali: vincente o perdente, gli avrebbe in ogni caso lasciato il campo libero nella città etrusca.

    Detto della mossa a suo avviso “Rovigocentrica” del sindaco di Rovigo, Zanellato spiega che in questa ottica “appare incomprensibile l’appiattimento dell’assessore adriese Simoni sulla posizione di Bergamin, anche se in effetti gli attuali amministratori del Comune di Adria non si sono mai distinti in questi anni per la capacità politica di esprimere proposte autonome ed autorevoli in grado di far riconquistare alla seconda città della provincia il ruolo che meriterebbe”.

    “Il dato vero – rimarca Zanellato tirando in ballo senza citarlo direttamente l’ex assessore Matteo Zangrolami – è che all’interno del centrodestra polesano, che tre anni fa si vantava di aver asfaltato i rappresentanti del centrosinistra nell’ambito della gestione del ciclo dei rifiuti, da troppi mesi si sta consumando uno scontro di potere feroce che ha di fatto ingessato una società importante come Ecoambiente, con pesanti ricadute negative sull’efficienza dei servizi erogati ai Comuni e ai cittadini; la stessa difficile posizione finanziaria della società è causata da uno scollamento non più sopportabile fra il management di Ecoambiente e la maggior parte dei sindaci dei 50 Comuni polesani”.

    Per Zanellato, “la bonifica ed il riutilizzo della vecchia discarica di Taglietto 1, non rinviabili sul piano ambientale ed in linea con la programmazione regionale (deliberata da Zaia)”, sono dunque a suo avviso imprescindibili, anche se a ben guardare bonifica ed ampliamento siano due piani diversi e non inscindibili come i vertici del Consorzio Rsu vanno dicendo, tanto che inizialmente il progetto non prevedeva una tale volumetria da destinare ai nuovi rifiuti. Ormai, tuttavia, non ci sarebbero alternative.

    “Siccome però prima o dopo tutti i nodi vengono al pettine – spiega infatti Zanellato – non possiamo sempre attenderci che siano gli altri a toglierci le castagne dal fuoco: Zaia e la Regione non potranno concederci per molto altro tempo l’autorizzazione a portare i nostri rifiuti alla discarica di Sant’Urbano derogando dalla necessità di pretrattarli, così come prima di arrivare a riciclare i rifiuti in maniera integrale dovremo continuare ancora per qualche anno ad utilizzare siti di smaltimento in totale sicurezza ambientale, come la Taglietto 1 bonificata di Villadose”.

    La battaglia contro la discarica è, dunque, a detta del segretario Pd “la classica ‘foglia di fico’, dietro la quale Bergamin, Avezzù e Simoni vorrebbero nascondere l’incapacità di decidere di un centrodestra locale più interessato alle poltrone che a dare risposte serie e praticabili alle esigenze della comunità”.

    “Al Polesine – conclude Julik Zanellato – conviene attuare la programmazione regionale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, chiedendo contestualmente a Zaia e alla Regione il definitivo blocco della realizzazione della discarica per amianto di Bergantino e l’impegno a non permettere la collocazione nel nostro territorio di qualsiasi altro impianto per trattamento di rifiuti pericolosi”.

  • Pd in lutto per la morte di Lucio Tessarin Coordinatore del Circolo di Porto Viro

    PORTO VIRO 23 giugno 2015

    Il ricordo della figlia Marialaura Tessarin, del sindaco di Porto Viro Thomas Giacon, dell’onorevole Diego Crivellari, dell’esponente del Partito democratico Francesco Bianco e di Graziano Azzalin

    E’ morto all’ospedale di Adria a mezzanotte ed un quarto del 23 giugno Lauro Tessarin, segretario pro tempore del Partito democratico locale e padre dell’assessore alla cultura Marialaura Tessarin. Originario di Taglio di Donada, Lauro “Quacio” (soprannome attribuito alla sua famiglia, fin dal nonno) è venuto a mancare ai suoi cari nel giro di pochi mesi a seguito di un male incurabile. Il prossimo 11 luglio avrebbe compiuto 66 anni.

    Poche ma significative le parole della figlia Marialaura: “A mio padre devo tutto. Ha dedicato tutta la sua vita per la mia felicità, e mi ha insegnato che la vera cultura è amare e aiutare gli altri”.

    Lo consideravo quasi come un padre – racconta di lui il sindaco Giacon – sia perché aveva la stessa età di mio padre, sia per i consigli che sempre si prodigava a darmi. Fu proprio lui a lanciarmi come segretario del Pd locale nel 2011, ma già dal 2010, era certo che avremo vinto le elezioni del 2014”. Tessarin, prima della pensione, aveva lavorato all’ufficio delle entrate di Adria e nel settore ittico. “Ho cominciato a conoscerlo bene dal 2009 – continua il primo cittadino – momento in cui ho intrapreso la mia carriera politica con Gabriele Mariotto e la figlia Marialaura Tessarin. Quando sono stato eletto sindaco, Lauro cominciò a ricoprire il ruolo come segretario del partito. Una delle frasi che mi diceva sempre era ‘Le persone oneste, nella vita, saranno sempre premiate”.

    Gli amici lo ricordano come una persona apparentemente riservata e un po’ misteriosa, ma di buon cuore, perché si prodigava e si batteva sempre per le persone in difficoltà. La sua vita era stata contraddistinta da due gravi lutti familiari. Due eventi che lo avevano segnato profondamente, ma nello stesso tempo era riuscito a trovare le sue ragioni di vita nella figlia Marialaura e nella moglie.

    “Era una persona determinata e convinta nel portare a casa i risultati importanti – aggiunge ancora Giacon – perché credeva nelle persone, verso le quali aveva stima e fiducia e quindi meritevoli di avere dei risultati. E per questo era ben voluto anche dalle altre parti politiche”. I funerali del 65enne segretario del Pd locale, si svolgeranno giovedì 25 giugno. Il corteo funebre partirà dalla camera mortuaria dell’ospedale di Adria, verso le 15.30, per giungere alle 16 nella chiesa Scalon, dove amici e parenti, potranno salutarlo per l’ultima volta. Dopo il funerale, la salma verrà tumulata nella cappella di famiglia nel cimitero di Contarina.

    A poche ore dalla fatto arrivano i commenti di cordoglio da alcuni esponenti del partito democratico a partire dall’onorevole Diego Crivellari: “Esprimo il mio profondo cordoglio per la scomparsa di Lauro Tessarin, segretario del Pd portovirese, ma soprattutto persona perbene, uomo di dialogo, risorsa della sua comunità, che anche in questi mesi difficili è rimasto per noi punto di riferimento e ha sempre saputo dimostrare il proprio attaccamento al partito e alla sua gente. Un pensiero particolare va, in queste ore, a Marialaura e alla famiglia: vi siamo vicini e cercheremo, insieme a voi, di onorare e trasmettere la memoria di Lauro e il senso del suo impegno umano e civile”.

    “Vorrei ricordare Lauro Tessarin come una persona che ha saputo ‘domare’ il mio carattere ‘politico’ spesso esuberante ma diretto alle questioni che contano. – scrive invece Francesco Bianco, esponente del Pd –  Lo voglio ricordare con la sua ultima frase a me diretta: ‘vedi Francesco, la politica al giorno d’oggi cambia ogni tre mesi’. Si, è proprio vero, caro Lauro. La politica cambia ma il mio ricordo per la tua persona no. Perché la politica è una questione che deve rimanere al di fuori delle simpatie, amicizie e soprattutto al di fuori della stima. Eri un vero politico e conoscevi benissimo la realtà dei tuoi concittadini”.

    “Lauro era prima di tutto un amico, una di quelle persone sulle quali sai di poter sempre contare. – afferma Graziano Azzalin – Era un punto di riferimento importante, con la sua burbera ironia ed una lucidità di analisi che non gli è mai mancata. Una figura importante la cui scomparsa lascia un vuoto enorme in tutti quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Anche dal punto di vista politico ha avuto la forza e la capacità di assumersi la non facile responsabilità di ricostruire il Partito democratico a Porto Viro in una situazione non facile. Il suo senso del dovere e la voglia di impegnarsi per il bene comune erano una bussola che ha segnato la strada di tanti che hanno camminato al suo fianco”.

     

  • ARMI AI VIGILI URBANI, CRIVELLARI: LA POLITICA DELLO SCERIFFO E’ UNA VERGOGNA

    Il parlamentare polesano del PD boccia l’idea del neo eletto sindaco leghista di Rovigo di armare la polizia locale: aumenterebbero i fattori di rischio per gli agenti.

    ROMA 23/06/2015 – <Armare qualcuno non è mai stata una soluzione vincente. La strumentalizzazione della sicurezza a fini di propaganda elettorale è sempre mal sopportata, ma oggi difronte a scelte amministrative che chiedono serietà giocare con la sensibilità dei cittadini mi sembra vergognoso>. L’on. Diego Crivellari interviene dopo l’annuncio del neo sindaco di Rovigo di armare i vigili urbani per garantire sicurezza in città a Rovigo. <Pensare che con l’armamento della Polizia Locale – ha continuato Crivellari – si ottiene maggior sicurezza è da tempo, alla luce dei fatti, una scelta sbagliata e puramente propagandistica. Si confondono persino i ruoli: al Vigile urbano non è demandata la sicurezza pubblica, che spetta ad altre forze dell’ordine, e per questo l’adozione di un’arma dovrebbe essere intesa come strumento per la propria difesa nell’esercizio del suo lavoro. E’ risaputo e persino sigle sindacali nazionali sostengono che l’armamento aumenta i fattori di rischio per gli agenti della polizia municipale, ai quali ribadisco non spetta specificatamente la funzione di assicurare la sicurezza pubblica. Ci sono altri mezzi decisamente meno “cruenti” per garantire sicurezza ai propri cittadini. Non è con l’idea dello “sceriffo” che si risolve il delicatissimo problema della sensazione, oggi molto diffusa, di abbandono ed insicurezza che la popolazione vive nelle nostre città, Rovigo compresa. Penso che una miglior organizzazione del personale ed un maggior presidio del territorio, in coordinamento con le forze dell’ordine e di pubblica sicurezza, sono i primi passi che un amministratore dovrebbe fare. Questo seguito dal recupero del degrado urbano per arrivare alla garanzia di un efficiente servizio di trasporto pubblico. La sicurezza – ha concluso Crivellari – la si ottiene sommando diversi fattori spesso lontani fra di loro, ma che riguardano da vicino i servizi e le risposte quotidiane che un Comune offre ai sui cittadini>.

  • Roger De Menech analizza le ragioni della sconfitta elettorale

    Padova – Il segretario regionale del Partito democratico Roger De Menech si è assunto oggi pomeriggio le responsabilità della pesante sconfitta elettorale ma non ha presentato le dimissioni, come preannunciato. Nella riunione della segreteria regionale, allargata ai segretari provinciali, il deputato bellunese ha analizzato profondamente le ragioni della debacle di Alessandra Moretti nei confronti dell’irraggiungibile Luca Zaia, proponendo soluzioni per provare ad allestire un progetto in grado di contrastare e presentarsi competitivi tra cinque anni.

    “Un partito serio fa così – commenta il segretario provinciale del Pd Julik Zanellato – non sarebbe stato utile rimanere senza segretario e sarebbe stato ingeneroso nei suoi confronti. Ho ascoltato un’analisi molto chiara e coraggiosa, ci vuole un progetto di medio – lungo termine per arrivare a sconfiggere il centrodestra. Da parte di De Menech e Alessandra Moretti partirà un tour di confronto sull’esito, per raccogliere indicazioni e umori. Metteremo in campo una proposta politica concreta. Ho rimarcato che a tutti i livelli di partito, coinvolgendo sindaci e amministratori, è necessario fare squadra. Governiamo bene in molti comuni del Veneto, dobbiamo mettere in campo un’idea alternativa alla Lega sui temi concreti, dimostrando che Pd e centrosinistra sa legare attraverso buoni amministratori”.

    Non sarebbe stato opportuno – chiosa Julik Zanellato – spaccare il partito veneto a pochi giorni dai ballottaggi. Mi domando solo perché il Pd solo l’anno scorso è stato votato dal 37% dei veneti e adesso è tornato a dare consensi a Zaia”. Un problema di organizzazione, forse, un qualche responsabile ci sarà.

  • “Non ho nulla da rimproverarmi”

    Il segretario provinciale Julik Zanellato non teme gli imminenti confronti interni per analizzare le sconfitte elettorali

    Comunque sereno Julik Zanellato (foto a lato con Nadia Romeo), segretario provinciale del Partito Democratico, all’indomani della sconfitta al ballottaggio rodigino di Nadia Romeo. La prossima settimana i vertici dell’Unione comunale e del comitato provinciale. Il segretario ritiene di aver fatto tutto il possibile


    Rovigo – La Provincia a Marco Trombini, Villadose al sindaco Gino Alessio, il vicesegretario Sandro Gino Spinello non diventa consigliere regionale, Partito democratico rodigino al minimo storico e ora Nadia Romeo pesantemente battuta al ballottaggio da Massimo Bergamin. Se c’è una cosa che il Pd polesano sa fare bene è incassare la sconfitta con signorilità, guardando al futuro con speranza e progettualità.

    Il segretario provinciale Julik Zanellato resta in sella: “Sicuramente ci confronteremo all’interno del partito, il primo passaggio verrà fatto a livello di comitato rodigino, poi in direzione provinciale. Ci prenderemo qualche giorno per riflettere, raccogliere qualche dato in più. Apriremo un confronto che spero sia fruttuoso”.

    Non ho nulla da rimproverarmi, ho fatto tutto il possibile per coordinare al meglio il mio ruolo in questa campagna elettorale – le considerazioni il giorno dopo il pesante verdetto del ballottaggio da parte del segretario provinciale – devo ringraziare Nadia per la bella corsa fatta e la coalizione che l’ha sostenuta. Abbiamo messo insieme belle persone, tante alla prima esperienza. Un valore aggiunto non solo per il Pd ma per la città. C’è un gruppo di spessore che cercheremo di tenere unito e impegnato. Abbiamo seminato in questa campagna elettorale, abbiamo fatto un lavoro di confronto coi cittadini e gettato le basi per una progettualità politica di medio e lungo termine”.

    Nessun passo indietro ma un’azione politica di ampio respiro: “Partiremo dall’opposizione a questo sindaco di centrodestra, che si dovrà allargare sul territorio con un raccordo sul cittadini per le prossime sfide che ci attenderanno in provincia. Tanti nodi verranno al pettine – conclude uno speranzoso Julik Zanellato – e tante boutade di carattere demagogico verranno messe in evidenza. Abbiamo pagato disaffezione politica generalizzata, che ha colpito più noi che il centrodestra. Avevano il vento in poppa delle regionali, abbiamo pagato temi politici generali del momento che non hanno favorito la nostra coalizione. Tutti i giorni si parla di ondate di profughi, di Mafia capitale, che non hanno favorito. Adesso vediamo se chi ha promesso di azionare le ruspe lo fa davvero, vediamo se Bergamin e Avezzù fermeranno i cantieri della discarica di Villadose”.

  • Il Pd difende Asm Set e le farmacie “Il patrimonio non si svende”

    Julik Zanellato spiega la sua linea in merito alle società partecipate e alle farmacie.

    Rovigo 10 giugno – Un partner per le farmacie comunali e nessuna cessione di Asm Set. Il Partito Democratico mette un punto fermo nella gestione delle aziende partecipate. E lo fa per bocca di Julik Zanellato, numero uno provinciale del partito.
    “Per fare qualche esempio concreto – dice Julik Zanellato – non significa svendere pezzi di patrimonio comunale per fare cassa, come vogliono Avezzù con le farmacie comunali e Bergamin con Asm Set. Significa eventualmente allargare la gestione delle farmacie comunali ad un socio imprenditore di minoranza, scelto con gara pubblica, salvaguardando i posti di lavoro e la funzione sociale del servizio in tutto il territorio comunale, frazioni incluse; significa inoltre mantenere il controllo del comune su un’azienda come Asm Set che ha sempre ottenuto buone marginalità di esercizio”.
    In pratica, e fuor di politichese: cedere ai privati una quota di minoranza delle farmacie (diciamo entro il 49%), per fare cassa, sì, ma senza rinunciare del tutto al proprio ruolo guida dei negozi. Dall’altra parte, no alla vendita della Set, quella che era stata lanciata da Bruno Piva negli ultimi mesi di legislatura, salvo vedersela poi bloccare in consiglio comunale: l’azienda del gas, nella visione di Zanellato, “fa soldi”, e dunque deve restare in mano al comune, che ad oggi detiene il 51% delle quote a fronte del 49% in mano ad Ascopiave.

  • La commissione circondariale ha terminato il lavoro: 978 voti annullati

    La presidente della Commissione circondariale di Rovigo, giudice Valentina Vecchietti, ha invalidato gli esiti dei seggi 37, Concadirame, e 44, uno dei due di Mardimago 4, i cui verbali presentavano grandi omissioni 

    Rovigo – Un marasma elettorale causato da errori materiali di persone alla prima esperienza di seggio, non è stata possibile altra strada per la Commissione circondariale di Rovigo se non quella di annullare l’esito dello spoglio. La giudice Valentina Vecchietti, presidente della commissione nominata dalla presidente del Tribunale di Rovigo Adalgisa Fraccon, ha invalidato il verdetto di due dei 56 seggi. Nel numero 37, Concadirame, il verbale era stato consegnato in bianco, nel 44, uno dei due di Mardimago, non sono stati riportati voti di lista e al sindaco. L’ultima parola sulle preferenze spetta alla Prefettura, che dovrà decidere se sono valide o meno. Intanto, i voti annullati complessivamente sono 978, facendo scendere la conta totale da 25804 a 24326. Validi i responsi di tutti gli altri 54 seggi.

    Difficili le strade per un ricorso, anche annullando questi due seggi le differenze sono minimali e la classifica non muta. A rimetterci di più i due rivali per il ballottaggio: Nadia Romeo perde 200 voti, Massimo Bergamin circa 180.

    Nel dettaglio:

    Silvia Menon scende da 3885 a 3834 voti – lista collegata da 3702 a 3652;
    Federico Donegatti da 194 a 193  –  lista collegata Fn- Fiamma tricolore da 184 a 183 ;
    Antonio Saccardin da 864 a 840 –  lista collegata Presenza Cristiana da 804 a 781;
    Ivaldo Vernelli da 2589 a 2511 – lista collegata Movimento 5 stelle da 2452 a 2373;
    Massimo Bergamin da 4810 a 4630 – liste collegate Lega Nord da 3440 a 3299 e Forza Italia da 1206 a 1174;
    Andrea Bimbatti da 1169 a 1146  lista collegata Andrea Bimbatti da 1117 a 1093;
    Paolo Avezzù da 3929 a 3852  liste collegate Obiettivo Rovigo da 1294 a 1275, Vero nuovo inalterato 118, Tosi per Rovigo da 1206 a 1150, Area popolare resta a 1065;
    Nadia Romeo da 6167 a 5957  liste collegate Pd da 4456 a 4276, Rovigo Cambia Verso da 563 a 538, Viva Rovigo da 739 a 700, PSI da 352 a 349;
    Giovanni Nalin invariato a 541 lista collegata Sel resta a 498);
    Livio Ferrari infine cala da 1380 a 1322  liste collegate Liberi Cittadini per il Polesine da da 199 a 194, La sinistra per l’altra Rovigo da 327 a 284, Coscienza comune da 787 a 751