• PRESIDENTE ORFINI INAUGURA IL CIRCOLO PD DEDICATO A SANTARATO

    Il parlamentare polesano Diego Crivellari: Daniele un esempio per tanti giovani e militanti della sinistra.

    ARIANO POLESINE 18/09/2017 – Il Presidente nazionale del Partito Democratico l’on.Matteo Orfini ha inaugurato il Circolo PD di Ariano Polesine, intitolato a Daniele Santarato alla presenza degli esponenti provinciale del partito, del segretario locale e una nutrita presenza della cittadinanza. L’incontro con il Presidente Orfini è continuato alle ore 19 presso la Festa Democratica cittadina in piazza Donatori Sangue.

  • Azzalin (PD): “Zaia esca dalla campagna elettorale permanente e la smetta con le pagliacciate. Invece di multare le Prefetture perché non espongono la bandiera di San Marco, si occupi dei veri problemi del Veneto”

    Venezia, 18 settembre 2017 – “Un presidente di Regione dovrebbe occuparsi di cose serie e limitare le pagliacciate alle serate tra amici. Invece, in vista del referendum, Zaia ce ne riserva almeno una al giorno”. Il consigliere del Partito Democratico risponde alle dichiarazioni del governatore che ieri ha ribadito la volontà di multare le Prefetture che non esporranno la bandiera veneta.

    “È uno dei tanti provvedimenti inseriti nella legge sull’utilizzo dei simboli della Regione, un provvedimento fatto ad hoc per inasprire ulteriormente i rapporti con il Governo. E, in particolare, inserendo questa ‘perla’ delle multe alle Prefetture, uno dei motivi per cui verrà sicuramente dichiarata incostituzionale. Ma per Zaia ‘tanto peggio tanto meglio’: la utilizzerà strumentalmente come ulteriore prova del fatto che Roma ce l’ha con il Veneto. In vista del referendum è tutta benzina per far girare al massimo i motori della propaganda fasulla”.

    “Zaia specula per obiettivi personali, è obnubilato da questo referendum politico, su cui ha scommesso tutto e mi spiace per quei veneti che ancora non se ne sono accorti. Dovrebbe far riflettere come la Regione snobbi le vere questioni, come i problemi della subsidenza in Polesine o i guai causati dalla siccità, preferendo occuparsi della bandiera e delle multe alle prefetture. Non è certo il modo per tutelare l’interesse pubblico”, aggiunge il consigliere dem.

    “A questo punto – l’appello finale di Azzalin – il 22 ottobre rappresenta una bella occasione: non andare al voto per mandare a casa l’aspirante doge Zaia insieme a tutte le sue bugie”.

  • Grazie ai 35 sindaci per l`ente di bacino

    Rovigo 14 settembre 2017 _ La costituzione del nuovo Ente di Bacino per i rifiuti solidi urbani, quasi coincidente con la costituzione di Veneto Acque, deve essere occasione di porre termine nel nostro Polesine ad una stagione di: finte emergenze poste quasi ad arte, di operazioni spregiudicate mai totalmente limpide, di progetti industriali quasi imposti e che mai portano i vantaggi prospettati per i cittadini e soprattutto costano di più, di bonifiche ambientali che puntualmente finiscono per essere obbligatoriamente per prevedibili ed evitabili malgestioni oggetto di bonifica esse stesse, di problematici affidi diretti. Serve grazie al grande lavoro che i “35 Sindaci” stanno facendo che il percorso di un servizio indispensabile ed oneroso come quello della raccol- SIMLHMENTO RIFIUTI GRAZIE AI 35 SINDACI PER L’ENTE DI BACINO ta/trasporto/smaltimento dei rifiuti urbani sia più limpido, lineare e condiviso negli obbiettivi e nella salvaguardia e tutela del territorio e del cittadino utente e pagante.

    Insomma deve essere il termine di un sistema ed un modo di procedere che è ormai logoro nel modus operandi, nei controlli, nelle abitudini e nella quasi totalità degli attori sia a livello di amministratori che dirigenziale; altrimenti non si spiegherebbero tutte le criticità che sono emerse, sempre in aumento; non ultima la situazione di Taglietto O ferma da mesi e dove tanto per fare un esempio per un opera totalmente pubblica (quando i nostri piccoli Comuni per qualsiasi appalto seppur piccolo accettano fidejussioni esclusivamente bancarie) di pesante rilevanza ambientale, sono state accettate garanzie neppure assicurative ma una fidejussione finanziaria che non prevede cauzione ne altre garanzie da parte di una società la Fideas già fallita e che da anni non poteva fornire garanzie per opere ad amministrazioni pubbliche come è il Consorzio Rsu. Aggiungendo la singolare coincidenza che Fideas è anche la società delle evanescenti garanzie di Coimpo, possiamo solo concludere che per le più delicate e vaste situazioni di smaltimento richiedenti la massima attenzione per la tutela ambientale e la salute degli abitanti, nella nostra provincia sono state accettate senza alcuna verifica successiva garanzie, sulla gestione ed il post-mortem, di carta straccia.

    Giuseppe Traniello Gradassi
    segretario provinciale PD

  • Svilito il valore dell`autonomia

    Rovigo, 13/09/2017 – Perché pubblicizzare il Referendum del 22 ottobre con ulteriori fondi straordinari della Regione Veneto? Perché imporre il logo dello stesso in ogni sito o pratica degli uffici regionali? Perché sperperare denaro pubblico per voli pubblicitari? Ed ora non ancora sazi di assurdità fare una legge inutile sull’esposizione obbligatoria della bandiera veneta, quando questa da decenni è già presente in ogni municipio ed ufficio del nostro amatissimo Veneto con tanto di normativa su come deve posizionarsi rispetto alla bandiera nazionale e a quella europea? Perché svilire una Consultazione Popolare massima espressione di democrazia per ogni territorio, che in caso di risultato positivo obbligherà il presidente della Regione (non il Governatore) che tanto ora la pubblicizza per fini di propaganda personale e di parte, a fare quel percorso di consultazione con lo Stato per maggiore autonomia delle regioni virtuose che mai ha voluto o è stato in grado di intraprendere, usando mezzi e mezzucci, oltretutto a totale carico dei contribuenti Veneti.

    Forse il braccino del tennista? REFERENDUM VENETO/2 SVILITO IL VALORE DELL’AUTONOMIA Sono cittadino europeo, sono italiano e sono veneto, non sopporto però di essere ridicolo e soprattutto non mi piace chi strumentalizzando gli umori della piazza svilisce un valore unanime ed un traguardo importante come quello della possibilità di poter ottenere una: “Maggiore Autonomia” per il nostro Veneto. Un’affascinante idea di maggior autogoverno su alcuni temi della nostra vita quotidiana è una conquista che nulla ha a che fare con i personalismi dei governi Zaia-Galan e le false promesse populiste, tipo: paroni a casa nostra, preludio della Brexit, l’Irpef solo per la Regione ecc. ecc. e soprattutto nulla ha a che fare con l’attuale immagine e forma di governo regionale che abbiamo e subiamo.

    Lo scandalo Mose, l’arresto di un presidente regionale e di alcuni assessori, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, le ombre sulla Sanità Pubblica e sulla gestione dei Rifiuti, il caos della Pedemontana ed in particolare i Project Financing che consentono di negare qualsiasi seria concorrenza e che poi puntualmente finiscono a carico dei contribuenti…nulla hanno a che fare con l’idea di un Veneto primus inter pares, libero e liberale che idealizziamo e vorremmo. Tornando alla questione bandiera obbligatoria che è stato l’ultimo oneroso ed inutile esercizio di un Governo Regionale che ambiziosamente e tronfiamente si dimostra per manchevolezze proprie sempre più insicuro del risultato referendario che invece dovrebbe essere un’ovvietà, quasi intenerisce pietosamente vedere il sindaco Bergamin scarsamente presente da settimane e non capace con la sua Giunta di risolvere nemmeno l’ordinario del proprio programma, affermare che bandiere da lustri presenti in Municipio “sono presenti” e di avere istituito l’assessorato “sull’identità véneta”, assessorato che probabilmente ha prodotto o ha fatto meno di un altrettanto folkloristico assessorato come quello alla felicità di Ceregnano. Fortunatamente la cultura della serietà, dell’eticità, della sussidiarietà e della responsabilità dopo tanti eccessi ed indigestioni di populismo sta tornando nelle coscienze ed è nostro dovere operare perché avvenga positivamente per il nostro Paese ed il nostro Veneto. Giuseppe Traniello Gradassi Partito democratico -tit_org- Lettere – Svilito il valore dell’autonomia

  • … ed io pago

    Rovigo, 12 settembre 2017 – In Comune hanno ricevuto comunicazione nel 2011 dei 350mila euro da pagare. Perché Paolo Avezzù dice che non sa nulla? È tutto verbalizzato, basta controllare. Il settore tecnico era stato avvisato a suo tempo».
    La capogruppo del Pd, Nadia Romeo, lancia l’accusa proprio al presidente consiglio comunale, reo, a suo dire, di avere partecipato all’incuria delle passate amministrazioni di centrodestra sulla vicenda dell’ex piscina Baldetti.

    Questo sindaco deve capire che in giunta con lui e alla presidenza del consiglio ci sono proprio le persone che in realtà quella faccenda se la sono portata avanti dalla giunta di Bruno Piva», spiega la capogruppo.

    Ricordo che incalzando la dirigente Nicoletta Cittadin, mi è stato risposto che lei era venuta a conoscenza del debito I’ll agosto del 2011, epoca in cui erano presenti anche l’assessore Luigi Paulon e Avezzù. Politicamente all’epoca c’erano loro al governo e se quella cifra fosse stata pagata, adesso non ci ritroveremmo a dover pagare 1,8 milioni di euro. E Bergamin perché non ha pagato gli 1,4 milioni stanziati dal commissario straordinario Claudio Ventrice?

    E come dice Toto: “.. ed io pago”

  • Azzalin (PD): “Il presidente Ciambetti attacca sul web chi è contro il referendum-truffa e fa campagna per l’astensione. È inadeguato al ruolo che ricopre”

    Venezia, 12 settembre 2017 – Ci mancavano le liste di proscrizione tra le tante ‘perle’ del presidente commentologo Ciambetti, che non perde occasione per agire come fosse il capogruppo della Lega. Indicare il sottoscritto e altri colleghi del Partito Democratico come ‘quelli che vogliono impedire ai veneti di votare’, cosa fatta sul proprio profilo Facebook, è assolutamente falso e scorretto. Questo comportamento evidenzia due cose: siamo di fronte a una consultazione di parte e un presidente del Consiglio che presta il fianco a un linciaggio mediatico è inadeguato alla posizione che ricopre. Giustificarsi, nascondersi, dietro al fatto che è un profilo privato fa ridere. Il suo ruolo dovebbe essere di garante. Sempre”. A dirlo è l’esponente dem Graziano Azzalin, che ieri ha presentato alla Corte dei Conti un esposto sottoscritto dal deputato Alessandro Naccarato, denunciando, tra l’altro, la mancanza di imparzialità del piano di comunicazione della Giunta.

    Non andare a votare rientra tra le legittime scelte degli elettori, ipotesi non contemplata evidentemente da Zaia e dalla maggioranza che lo sostiene, visto che stiamo assistendo a una propaganda a tamburo battente, ben diversa dalle finalità istituzionali che dovrebbero essere, per legge, di semplice comunicazione. Si sta trasformando una campagna elettorale in un Far west e il presidente del Consiglio si presta a questo gioco, aizzando sul web la propria claque. Qua si vuole criminalizzare chi la pensa in modo diverso, invece bisognerebbe rispettare le idee altrui. È alla base del confronto democratico, ma probabilmente non è contemplato nello Stato veneto che sognano questi signori. L’astensione è un diritto, chissà perché non hanno mai usato toni simili nei confronti dei milioni di elettori che per disaffezione o protesta nei confronti della classe politica, disertano le urne alle amministrative o alle politiche.

    Rivendichiamo – continua Azzalin – la scelta di non partecipare a una consultazione truffa, che non servirà a niente, come certificato dalla Corte Costituzionale. Il negoziato, il cui eventuale esito negativo costituiva condizione indispensabile per indire il referendum sulla base del quesito ammesso dalla Corte, è stato attivato dalla Giunta nel marzo 2016: il Governo però non ha mai respinto questa richiesta. La trattativa, che poteva essere fatta già adesso a costo zero anziché spendere 14 milioni sottratti alla soluzione dei veri problemi che affliggono il Veneto, non è mai decollata per una precisa e deliberata scelta della Regione che vuole arrivare a uno scontro istituzionale

  • ….non è questa la Rovigo che vorremmo …auspichiamo di trovare altri compagni di strada

    L’ “affaire” Centro Commerciale La Fattoria sui cui si sta discutendo e, in parte, polemizzando in questi giorni ha bisogno, a nostro avviso, di un ragionamento più complesso e meno settoriale.

    Le affermazioni e le prese di posizione di qualche consigliere di maggioranza sul lavoro dei commercianti del centro, ai limiti dell’offesa e lontane dalla realtà, ci dicono come certa politica faccia fatica a capire il sacrificio di questa categoria di lavoratori, le preoccupazioni giornaliere e le ansie notturne per le tasse da anticipare, la commessa da pagare, l’affitto da saldare, nonostante gli scarsi incassi. E chi dice che la causa sia la mancanza di professionalità e cortesia del personale, probabilmente frequenta poco le attività del centro.

    D’altra parte, non crediamo che la situazione drammatica del centro storico sia da imputarsi esclusivamente a La Fattoria.
    Quello basato sui centri commerciali e sulla grande distribuzione è sicuramente un modello lontano dalla nostra idea di sviluppo sostenibile, sotto il profilo ambientale, economico e sociale ma ci rendiamo conto che questo ragionamento, nelle condizioni odierne, potrebbe risultare anacronistico o puro esercizio di stile. Occorre affrontare la realtà che vede, nei dintorni di Rovigo, un grande e florido centro commerciale che da’ e crea lavoro per centinaia di persone, molti supermercati di grandi e medie dimensioni e, dall’altra parte, un commercio di vicinato avviato ad una crisi che sembra irreversibile.

    Le cause di difficoltà dei piccoli commercianti sono molteplici ma riteniamo che le principali debbano ricercarsi non tanto o non solo nella legittima attività imprenditoriale svolta dal Centro Commerciale La Fattoria quanto in una mancanza totale di politica e di visione strategica per il centro città che ha subito e subisce tutt’ora forze centripete associate ad una totale mancanza di attrattività.

    Mancanza di programmazione, incapacità di vedere la città come un sistema complesso, da governare con un’ottica integrata e una strategia precisa: per affrontare il nodo della decadenza del centro storico occorre rendersi conto che la situazione del commercio non è la causa ma la conseguenza di un’incapacità politica conclamata. Qualità ambientale, politiche per il turismo e la cultura, viabilità, trasporto pubblico locale, urbanistica, sociale… tutti questi aspetti, quando e se vengono affrontati dall’attuale amministrazione, sono trattati in modo settoriale e disgiunto, creando molto spesso cortocircuiti difficilmente risolvibili.

    Il famoso e tanto atteso Piano degli Interventi del Commercio, sbandierato come la cura di tutti i mali del centro storico, lascia alquanto perplessi. Ferma restando la necessità di approfondire e studiare accuratamente il documento che, per ora, si limita ad una bozza di linee guida, le notizie di stampa risultano quantomeno preoccupanti: la ricetta per il rilancio del centro storico sarebbe “meno abitazioni e più attività commerciali e uffici”. A noi risulta una contraddizione palese, buona, forse, per la City londinese, ma assolutamente incongrua per una piccola città come Rovigo che dovrebbe fare della vivibilità e della qualità della vita la propria bandiera per attrarre nuovi abitanti giovani, meno giovani e famiglie.

    Non è questa la Rovigo che vorremmo e per questo faremo la nostra parte per cambiarla auspicando di trovare altri compagni di strada.

    Andrea Borgato e Giorgia Businaro
    Consiglieri Comunali Partito Democratico

  • LAVORO AUTONOMO: NUOVE TUTELE E POLITICHE ATTIVE PRESENTATE AD ARIANO

    ARIANO NEL POLESINE 11/09/2017 – Alla Festa Democratica l’on.Gribaudo e l’on.Crivellari parlano degli effetti positivi dei provvedimenti presi: calo della disoccupazione di 154mila unità, possiamo tornare a crescere.

    Legge 81, nuove tutele per lavoro autonomo, lavoro agile, nuove forme di riconoscimento del periodo di maternità, Ape, cumulo gratuito dei versamenti previdenziali e le future politiche attive del lavoro sono stati gli argomenti trattati dall’on.Chiara Gribaudo, Vicepresidente del Gruppo PD alla Camera dei Deputati e Responsabile nazionale del Lavoro all’interno dell’Esecutivo del Partito Democratico e dal parlamentare polesano del PD Diego Crivellari Lunedì 11 Settembre a partire dalle ore 21 nell’incontro all’interno della Festa Democratica dell’Isola di Ariano dal titolo “Lavoro Autonomo e Mercato del Lavoro: nuovi bisogni e nuove tutele.

    A coordinare il dibattito e gli interventi l’architetto Luisa Beltrame di Ariano Polesine e il segretario del circolo locale del PD Stefano Bucci. Incontro che ha dato vita ad un interessante dibattito sul tema del lavoro e delle nuove forme di lavoro vista la presenza delle segreterie provinciali di Cgil e Cisl, del mondo cooperativistico oltre a numerosi professionisti polesani.

    Le previsioni sullo sviluppo economico confermano che possiamo tornare a crescere – hanno sottolineato i due parlamentari Gribaudo e Crivellari – e la questione del lavoro diventa oggi più che mai prioritaria. Dopo tre trimestri di crescita – come riportano i dati statistici – nel secondo trimestre del 2017 torna a diminuire il numero di disoccupati, che scendono in Italia a 2 milioni 839 mila. Una diminuzione di 154mila in un anno pari al 5,1%. Inoltre il tasso di disoccupazione – hanno concluso i deputati – scende al 10,9%, in calo di 0,6 punti percentuali in confronto ad un anno prima e di 0,4 punti rispetto al trimestre precedente.

  • Cartelli per il sì al referendum nelle sedi comunali: è illegale. Le prefetture intervengano per far rispettare le norme elettorali

    Venezia, 11 settembre 2017 – Il referendum truffa si sta trasformando nella sagra dell’illegalità, quasi a voler chiudere il cerchio. Ma le istituzioni non possono essere complici”. Dura presa di posizione del consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin, che denuncia la comparsa di cartelli che invitano a votare sì alla consultazione del 22 ottobre in numerosi Comuni.

    L’ultima segnalazione riguarda il Municipio di San Giorgio in Bosco, dove questa mattina, su ordine del sindaco, sono apparsi manifesti a favore del sì. Non l’avviso del referendum, ma una netta presa di posizione, che è chiaramente fuori legge. Ieri un analogo striscione era stato affisso fuori dalla sala consiliare Villa Rina, sede della biblioteca di Cittadella. Invito caldamente le prefetture a far rispettare le norme elettorali”, dice ancora il consigliere polesano che proprio oggi ha presentato un esposto alla Corte dei Conti contro il Piano di comunicazione della Giunta relativo alla consultazione sull’autonomia, firmato anche dal deputato dem Alessandro Naccarato.

    Le finalità istituzionali dovrebbero essere quelle di comunicare agli elettori il contenuto del quesito e le modalità di partecipazione, non fare una campagna elettorale di parte – attacca Azzalin – Invece, com’era prevedibile, visto che Zaia ne ha fatto la principale se non unica battaglia del suo secondo mandato, pur di vincere vale tutto. Anche calpestare palesemente le regole. Ogni giorno l’asticella viene spostata un po’ più in alto, non riesco a immaginare cosa potranno inventarsi di peggiore, visto che al 22 ottobre manca ancora un mese e mezzo.

    Graziano Azzalin
    Consigliere Regionale Veneto

  • Sui vaccini Zaia non può cambiare versione in 48 ore e scaricare tutto su Mantoan

    Azzalin e Moretti (PD): “Sui vaccini Zaia non può cambiare versione in 48 ore e scaricare tutto su Mantoan: la responsabilità del decreto, poi sospeso, è interamente sua”

    Venezia, 7 settembre 2017 – “Un presidente di Regione deve assumersi la piena responsabilità delle proprie azioni, metterci la faccia. E sul caso-vaccini non è andata così: Zaia non può nascondersi dietro la figura, peraltro non voluminosa, del direttore generale dell’Area Sanità. Sul decreto nel giro di 48 ore sono apparse due versioni assolutamente inconciliabili”. A dirlo sono i consiglieri del Partito Democratico Graziano Azzalin e Alessandra Moretti, che attaccano il Governatore per le dichiarazioni sulla moratoria di due anni dell’applicazione della legge sull’obbligo vaccinale, adesso sospesa. Dichiarazioni su cui i due esponenti dem insieme al collega di partito Claudio Sinigaglia hanno annunciato un’interrogazione.

    “Comunicando il parziale dietrofront della Regione con un lungo post sulla propria pagina Facebook, oggi Zaia ci fa sapere che è stato Domenico Mantoan a sospendere il decreto ‘temporaneamente, con decisione autonoma’, chiedendo alla Regione di attivarsi per un parere dal Consiglio di Stato sul contenzioso con il Governo. La stessa, totale, autonomia, ha aggiunto, che c’era stata nella formulazione del provvedimento. Tutta farina del sacco di Mantoan quindi. Un’affermazione che ci lascia sorpresi considerato l’importanza della questione. Una sorpresa che però diventa sconcerto rileggendo un’intervista apparsa sul Gazzettino appena due giorni fa, in cui a domanda precisa, il presidente del Veneto risponde che è stato lui a volere un decreto e non una delibera ‘per evitare strumentalizzazioni politiche’. È evidente che una delle due dichiarazioni non corrisponde alla realtà. Siamo curiosi di sapere, dunque, perché ha cambiato idea in così poco tempo e quale delle due versioni è la verità vera”.

    I consiglieri Regionali
    Alessandra Moretti
    Graziano Azzalin