• “Il nuovo numero verde sulla sanità si prospetta come un’altra ‘amicopoli’

    Azzalin (PD): “Il numero verde per la sanità stravolge l’organizzazione dei servizi e favorisce una logica clientelare”

    Venezia, 28 settembre 2016 – “Il nuovo numero verde sulla sanità si prospetta come un’altra ‘amicopoli’ in salsa leghista, come sta accadendo per l’accorpamento delle Ulss”. È quanto denuncia il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin, primo firmatario di un’interrogazione rivolta al presidente Luca Zaia, sottoscritta da tutto il gruppo consiliare. “Ci giungono numerose segnalazioni di utenti che con una sola chiamata sono riusciti a bypassare le normali procedure che regolano l’accesso ai servizi, ottenendo una sorta di corsia preferenziale”.

    “Il numero per la ‘patient care satisfaction’ è stato istituito ‘per sottoporre richieste ed esporre suggerimenti o reclami al fine di rendere sempre più interconnesso e dinamico il rapporto tra il Servizio Sanitario e i suoi fruitori’ dice la delibera di Giunta, ma le sue funzioni si sovrappongono a quelle affidate dalla Legge 150 del 2000 agli Uffici per le relazioni con il pubblico, che vengono sviliti. Inoltre, sulla base di quanto ci è stato riferito c’è una gestione disinvolta delle criticità dei servizi, soprattutto per quel che riguarda le liste di attesa: le informazioni raccolte, infatti, vengono trasmesse a direttori generali, primari e capi servizio, scavalcando quindi il ruolo dei Centri Unici  Prenotazione (Cup) e stravolgendo l’organizzazione sanitaria”. “La cosa più grave è che in questo modo si agevolano procedure discrezionali con favori a singoli utenti, che diventano più uguali di altri. Se questo deve essere il metodo con cui la maggioranza intende procedere anche per la riorganizzazione delle Ulss c’è poco da stare tranquilli: si conferma il prevalere di una logica clientelare. Per questo chiediamo alla Regione di rivedere le funzioni e il ruolo del servizio di ‘patient care satisfaction’, per tutelare il diritto di fruire in modo equo dei servizi sanitari in Veneto, sulla base delle procedure e della legislazione vigente”.

     

    regione

    CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

    DECIMA LEGISLATURA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

    NUMERO VERDE PER LA SANITA’. FARE CHIAREZZA E RIVEDERE RUOLO E FUNZIONI DEL SERVIZIO.

    Presentata il 29 settembre 2016 dai Consiglieri Azzalin, Moretti, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis.

    Premesso che:

    – in data 01/09/2015 è stata approvata la Dgr n. 1138, con la quale, secondo quanto evidenziato nelle note per la trasparenza del provvedimento, “(…) la Regione attua una riorganizzazione del Coordinamento Regionale per i controlli sanitari, l’appropriatezza, le liste d’attesa e la sicurezza del paziente ed in particolare: si individua una nuova struttura regionale di afferenza, si definiscono i requisiti che deve possedere il responsabile del coordinamento, si dispone che il coordinamento sviluppi una nuova linea d’attività relativa all’istituzione e funzionamento di un numero verde per la ‘patient care satisfaction’(…);

    – con lettera dell’08/08/2016 n.305788, il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale ha comunicato ai Direttori Generali e ai Commissari delle Ulss l’attivazione del suddetto numero verde 800098528, a far data dal 1° agosto, “(…) al fine di offrire un costante miglioramento dei servizi sanitari (…)”. Si specifica inoltre che gli assistiti possono rivolgersi al suddetto numero verde “(…) per sottoporre richieste ed esporre suggerimenti o reclami al fine di rendere sempre più interconnesso e dinamico il rapporto tra il Servizio Sanitario e i suoi fruitori (…). Oltre al numero verde viene annunciata l’attivazione di un apposito indirizzo di posta elettronica (segnalazioni.salute@regione.veneto.it);

    – sempre con medesima lettera vengono specificati i compiti affidati al personale preposto: “(…) rispondere alle chiamate per la patient care satisfaction; prendere visione delle segnalazioni pervenute sulla casella di posta elettronica dedicata; registrare le segnalazioni  pervenute all’interno di apposita procedura informatica; verificare la sussistenza di criticità in particolare per quanto riguarda il rispetto dei tempi di attesa; relazionare, in merito alle segnalazioni pervenute, alla struttura regionale competente, che provvederà a definire le azioni da porre in essere per risolvere la criticità, contattando direttamente l’Azienda se necessario; dare riscontro all’Utente autore della segnalazione (…)”;

    – tali funzioni, affidate agli operatori del servizio per la ‘patient care satisfaction’, paiono sovrapporsi alle competenze che, in base alla Legge n. 150/2000 (Disciplina delle attività di informazione e di comunizione delle pubbliche amministrazioni), vengono affidate agli Uffici per le relazioni con il pubblico (Urp). L’art. 8, co. 2 punto d, stabilisce che gli Urp vengano organizzati secondo il criterio di “attuare, mediante l’ascolto dei cittadini e la comunicazione interna, i processi di verifica della qualità dei servizi e di gradimento degli stessi da parte degli utenti”;

    – ai sottoscritti giungono ripetute segnalazioni su casi di utenti che, rivolgendosi al numero verde, hanno bypassato le normali procedure che regolano gli accessi ai servizi sanitari. Di fatto emerge che le informazioni raccolte dagli operatori vengono direttamente trasmesse ai Direttori Generali, ai primari e ai capi servizio. Tutto questo con una gestione per la risoluzione delle vere o presunte criticità, soprattutto riguardanti le liste d’attesa, che scavalca palesemente anche il ruolo dei Centri Unici Prenotazione (Cup).

    Considerato che:

    – la suddetta situazione configura uno scenario di sconvolgimento dell’organizzazione sanitaria;
    – l’emergere di procedure del tutto discrezionali, che sfuggono al controllo delle strutture preposte, finiscono per creare inevitabilmente forme di favoritismo di singoli utenti rispetto agli altri e dunque un sistema non più rispettoso di un equanime diritto di salute.

    Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri chiedono al Presidente della Giunta regionale se non intenda rivedere le funzioni ed il ruolo del suddetto servizio di ‘patient care satisfaction’, a tutela del diritto dell’utenza a fruire in modo equo, sulla base delle procedure e della legislazione vigente, dei servizi sanitari in Veneto.

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