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Relazione del Segretario Provinciale Julik Zanellato Assemblea Provinciale del 18 gennaio 2016

Carissime, carissimi,

una parte di Voi, preoccupata della situazione di stallo del PD Polesano, ha richiesto la convocazione dell’Assemblea Provinciale per valutare e discutere l’opportunità di celebrare un Congresso Provinciale Straordinario in concomitanza al Congresso Regionale. Lo ha fatto sottoscrivendo un documento nel quale si attribuisce alla Segreteria Provinciale, uno “status di procurata insignificanza politica”, testimoniata dalla “latitanza su tutti i temi di natura politica ed amministrativa che investono il territorio” e da “un partito all’angolo in tutte le maggiori istituzioni”. E’ stato quindi espresso un giudizio particolarmente severo nei confronti del mio operato, ritenuto “foriero solamente di opacità, fallimenti e disgregazione”.

Solo su un punto sono d’accordo: al PD Polesano serve un immediato cambio di passo; il partito non può rimanere prigioniero di una permanente guerriglia interna, caratterizzata da forzature, rivalse, personalismi, veleni, che lo rendono ingovernabile.

Il partito dev’essere un mezzo non un fine; dev’essere lo strumento tramite il quale la nostra comunità politica, democratica, riformista e progressista, porta avanti un’azione politica utile al nostro territorio, puntando a migliorare la qualità della vita dei cittadini, senza dimenticare gli ultimi e i più deboli.

Non possiamo continuare a sprecare energie per conflitti interni; quei personalismi e quei rancori che hanno segnato la complicata vita del PD Polesano, da quando è sorto, vanno totalmente superati. Serve un momento di rottura, di profondo cambiamento, di spinta rigenerativa che solo un nuovo congresso  provinciale può assicurare.

Auspico che sia un congresso per tesi, che dia la possibilità ai nostri iscritti di partecipare attivamente ad un confronto politico e programmatico vero, incentrato sui temi, sulle strategie e sulle prospettive per la crescita del territorio.

Abbiamo di fronte sfide importanti che necessitano di un PD Polesano coeso, autorevole, credibile.

Ne ricordo alcune:

  • le elezioni amministrative negli 8 Comuni polesani al voto nel prossimo giugno, fra cui il secondo Comune più popoloso della provincia;
  • il referendum sulle riforme istituzionali nel prossimo autunno;
  • il riassetto amministrativo derivante dalla futura scomparsa delle province e la costruzione dal basso della prima Area Vasta del Veneto tra Polesine, Bassa Padovana e Basso Veneziano.

Prepariamo quindi un Congresso Provinciale Straordinario che ci permetta di essere protagonisti di una fase di profondo cambiamento del nostro Paese.

Propongo di arrivare a quel Congresso dopo le elezioni amministrative o in abbinamento al futuro Congresso Regionale, tramite una gestione collegiale del partito che passi attraverso il coinvolgimento delle varie sensibilità politiche interne in un ufficio politico snello che affianchi il Segretario in carica.

Detto questo, permettetemi di tornare al contenuto del documento dei 29 firmatari; ciò mi da la possibilità anche di chiarire alcuni aspetti sollevati sulla stampa da qualche dirigente del partito e da qualche amministratore comunale.

Premetto che negli ultimi mesi 3-4 mesi ho deciso di non replicare sulla stampa agli attacchi personali, per non alimentare continue polemiche che non fanno altro che esasperare i nostri militanti ed elettori. Scelgo questa sede per esporre la mia opinione.

Non mi scalfiscono i vari epiteti che mi sono stati affibbiati. Non invidio l’arroganza e la malafede che hanno partorito quegli epiteti; di me parlano la storia ed i fatti: la politica non mi ha mai regalato nulla, così come ho sempre scelto di essere uomo libero da condizionamenti politici nella mia sfera professionale.

Nel mio lavoro hanno sempre parlato i risultati e non mi sono mai sottratto a sfide nuove ed impegnative; in politica ho sempre operato con passione, onestà e spirito volontario. Non mi interessa vivere di politica, ma mi appassiona fare politica.

Ritengo che in politica siano ingredienti importanti anche la lealtà e la coerenza, che determinano un’eticità dei comportamenti.

Nei miei primi quindici mesi di segreteria provinciale ho cercato di attuare con coerenza il progetto di cambiamento del PD e di rinnovamento della politica polesana con cui al Congresso mi ero presentato agli iscritti ottenendo un largo consenso: circa 1400 voti a favore su 1800 partecipanti (numeri importanti, numeri veri!); così come ritengo di essere stato estremamente leale con il partito in ogni momento ed in ogni situazione, a partire dagli appuntamenti elettorali: ho profuso il massimo impegno, ho salvaguardato la pluralità nella composizione degli organismi dirigenti, non ho mai polemizzato con i nostri rappresentanti nelle istituzioni, ho sempre provocato occasioni di confronto e di dibattito ampie, coinvolgendo tutti (dirigenti provinciali, coordinatori di circolo, amministratori comunali), ho contribuito a far assumere al partito posizioni chiare ed univoche sulle principali tematiche e questioni relative al nostro territorio.

Quando abbiamo deciso, tutti, di fare squadra in maniera leale, il PD ha raggiunto risultati significativi: salvaguardia dei presidi di sicurezza sul territorio, completamento ed apertura del nuovo carcere rodigino, avvio di investimenti massicci nel servizio idrico integrato tramite gli “hydrobond”, completamento della prima fase di bonifica e riutilizzo della vecchia discarica di Taglietto 1, ingresso di nostri rappresentanti in AS2, Ecoambiente, Cda Consorzio di bonifica Adige Po, conferma della presidenza della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 18 di Rovigo. Quando invece una parte dei nostri amministratori comunali ha deciso di far da sé, senza il supporto del partito, abbiamo collezionato unicamente degli insuccessi: commissariamento del Parco del Delta del Po, esclusione dal Cda Consorzio di bonifica Delta Po, assegnazione al centrodestra della Presidenza della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 19 di Adria e del Portavoce del Contratto di Fiume.

Nelle campagne elettorali (provinciali 2014, regionali ed amministrative 2015) ho sicuramente fatto la mia parte fino in fondo; non tutti i dirigenti e gli amministratori possono dire di essere stati leali con il PD, al pari del sottoscritto.

Mi assumo le responsabilità che mi competono da un punto di vista politico relativamente alle sconfitte elettorali nei Comuni di Rovigo e Villadose, ma respingo ai mittenti qualsiasi critica al sottoscritto sull’esito delle provinciali oltre a rivendicare il miglior risultato conseguito dal PD nel Veneto alle regionali.

Per tutti questi motivi trovo completamente infondate, oltreché inopportune ed ineleganti, le accuse di presunte opacità, che mi piacerebbe capire a cosa fossero riconducibili.

Chiudo con un passaggio doveroso sull’ormai famosa lettera al Ministro Orlando: lasciamo le bieche strumentalizzazioni a Vernelli, a Bergamin e a qualche altro avversario politico; so che quell’iniziativa ha creato malumori e disagio e di questo mi scuso, soprattutto con la nostra base; col senno di poi quella lettera non la riscriverei ed utilizzerei altri strumenti per condurre una battaglia di civiltà contro la spettacolarizzazione delle inchieste giudiziarie, dannosa tra l’altro alla stessa efficacia delle inchieste.

Mi rammarica che autorevoli esponenti del nostro partito, travisando lo spirito di quell’iniziativa, mi abbiano attribuito una volontà di contrasto all’indipendenza della magistratura, cardine di una società democratica; sono cresciuto a pane e Costituzione, per cui rispetto profondamente l’indipendenza ed il ruolo della magistratura. Non oserei mai criticare un’indagine od interferire con l’azione dei magistrati.

Sono anche dell’idea che, come stabilito dall’art. 27 della nostra Carta Costituzionale, l’imputato non sia da considerarsi colpevole sino alla condanna definitiva e non debba essere sottoposto ad una preventiva gogna mediatica; per questo considero errata la spettacolarizzazione mediatica delle inchieste (avvenuta nel caso specifico da un articolo di stampa a tutta pagina immediatamente seguente a delicate operazioni di perquisizione domiciliare e di consegna agli indagati delle apposite informazioni di garanzia) e ho sentito il dovere di interloquire con il Ministro della Giustizia, tramite una missiva personale spedita in plico sigillato, che qualche codardo ha deciso di divulgare alla stampa, arrecando danno a me stesso ma anche al Partito Democratico.

Ci ho comunque messo la faccia, ho liberato da qualsiasi responsabilità altre figure ed organismi dirigenti del PD a qualsiasi livello, così è cessato subito ogni imbarazzo.

A testa alta e con la schiena dritta riprendiamo a lavorare tutti assieme per il bene del Polesine!

 

Il Segretario Provinciale
Julik Zanellato