• Azzalin: Proroga dei diritti di pesca, dalla Provincia paure ingiustificate. La Regione, invece, conferma l’assoluto disinteresse per il Polesine

    Venezia, 26 luglio 2019
    “Sui diritti di pesca la Provincia, e in particolare gli uffici tecnici, devono muoversi superando i dubbi, che somigliano più a delle paure, secondo me immotivate. Paure che rischiano di compromettere la vita di un settore fondamentale per l’economia polesana, dà reddito a 1.500 famiglie più l’indotto, oltre ad essere socialmente rilevante per l’equilibrio del Delta del Po. Questo imbarazzante stallo danneggia tutti. Quello che però stride maggiormente è il comportamento della Regione. Zaia, Pan e il solito Corazzari: silenti, eppure la Regione ha competenze specifiche”. Così Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico interviene sull’impasse nel rinnovo delle concessioni, nonostante il parere favorevole dell’Avvocatura di Stato.

    “L’unico segno di vita da Palazzo Balbi è un parere che dice cose diverse rispetto al Governo, nonostante siano entrambi targati Lega. La latitanza della Regione è l’ennesima conferma che a Zaia della provincia di Rovigo gliene frega solo in campagna elettorale. Per affrontare e risolvere i problemi di un territorio non basta venire soltanto una volta a ridosso del voto, magari per definire l’ospedale del capoluogo un ex lebbrosario. Il comparto ittico è trainante per la nostra provincia e i diritti di pesca sono la condizione-base, improcrastinabile, senza cui è impossibile parlare di investimenti, a partire dalla vivificazione delle lagune, e di prospettive future”

  • Elezioni Comunali Rovigo 2019: la trasparenza dei candidati PD

    Logo PD

    Come previsto dall’art. 1, comma 14, della
    Legge 9 gennaio 2019, n. 3 (Misure per il contrasto
    dei reati contro la pubblica amministrazione
    ,
    nonché in materia di prescrizione del reato e in materia
    di trasparenza dei partiti e movimenti politici)
    , al link
    sotto indicato sono pubblicati i curriculum vitae dei candidati
    del Partito Democratico e il relativo certificato penale
    rilasciato dal casellario giudiziale non oltre novanta giorni
    prima della data fissata per la consultazione elettorale succitata.

    Curriculum vitae e certificati penali dei candidati

  • La sicurezza nei luoghi di lavoro non si fa con le chiacchiere

    Venezia, 21 maggio 2018 -Azzalin (PD): “La sicurezza nei luoghi di lavoro non si fa con le chiacchiere. Zaia non ha potenziato gli Spisal, nonostante una mozione approvata all’unanimità quasi un anno fa”

    “Con le parole non si fa sicurezza. Bene gli stati generali del lavoro, ma adesso al di là delle chiacchiere c’è bisogno di azioni concrete. In Veneto gli ispettori degli Spisal sono solo 140, dimezzati rispetto a sei-sette anni fa, in Emilia Romagna i tecnici della prevenzione sono 221. In provincia di Rovigo sono scesi da 13 a 7, a fronte di 250mila aziende presenti in tutta la provincia. Forse passa anche da questi numeri la maglia nera della nostra regione per quanto riguarda le ‘morti bianche’”. È quanto dichiara Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico commentando l’incontro di oggi a Palazzo Balbi promosso dal governatore Zaia.

    “I dati Inail evidenziano come nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno gli incidenti mortali siano aumentati. E non si può parlare di fatalità. Se si vuole intervenire in maniera davvero incisiva, con controlli più frequenti e interventi educativi sul versante della prevenzione, occorre voltare pagina e chiudere la stagione dei tagli. Con i numeri odierni, infatti, non si raggiungono gli obiettivi minimi previsti dal Piano di prevenzione nazionale. Nel documento sottoscritto oggi leggo che si parla di un programma straordinario di assunzioni per gli Spisal: è da un anno che in Consiglio è stata approvata all’unanimità una mozione in cui si chiedeva proprio questo alla Giunta. Perché da allora non è stato fatto niente? Serviva maggiore autonomia per avere più risorse? Domani in aula ne discuteremo un’altra dello stesso tenore, ancor più dettagliata, è comunque evidente che finora sul tema della sicurezza Zaia e i suoi assessori hanno mostrato uno scarso interesse. Le mozioni, una volta approvate, non possono cadere nel dimenticatoio, la Giunta dovrebbe fare mente locale sugli impegni fissati dal Consiglio”.

  • Polesella. Ricordando Arialdo – Venerdì 15 dicembre

  • Canaro 7 agosto alla festa dell’unità sarà presente il Segretario Regionale Veneto Alessandro Bisato

  • Canaro – Manifestazione con Alessia Rotta

  • PARCO UNICO: ANACRONISTICA LA CONTRARIETA’, SARA’ UN PROCESSO PARTECIPATO

    ROVIGO 12/11/2016 – Il parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari è convinto che la legge istitutiva di un nuovo ente interregionale potrà dare riconoscimento e maggior opportunità per il territorio del Delta del Po. A giorni un momento di confronto tra sindaci e il relatore sen Massimo Caleo.

    Invochiamo da anni ed in maniera totalmente condivisa che il Delta del Po debba essere riconosciuto nazionalmente delle proprie specificità e delle proprie bellezze naturali, per essere luogo dove determinare uno sviluppo economico compatibili con la tutela dell’ambiente e di un territorio estremamente fragile. E proprio oggi che qualcosa inizia a muoversi seriamente in questa direzione, qualcuno inizia a cavalcare le campagne di contrarietà all’istituzione di un parco interregionale del Delta del Po.

    Con queste parole il parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati Diego Crivellari desidera rispondere alle affermazioni dei colleghi parlamentari polesani che hanno espresso contrarietà alla legge istitutiva di un parco del Delta unificato tra Veneto ed Emilia Romagna, durante il suo passaggio per l’aula di Palazzo Madama.

    Chiediamo il massimo coinvolgimento dei Comuni e dei territori e per questo nei prossimi giorni costruiremo un momento di confronto tra i Sindaci coinvolti e il relatore dalla legge in senatore Massimo Caleo. Il processo che ha portato alla necessità di un maggior riconoscimento del Delta del Po – ha continuato Crivellari – e all’idea di una nuova forma di parco naturalistico comprensivo di tutta l’area di pregio ambientale a cavallo delle due regioni, ha dichiarato fin da subito la sua volontà partecipativa. Il territorio e i suoi abitanti non saranno sicuramente lasciati ai margini e tanto meno l’istituzione di un parco interregionale sarà una scure sugli abitanti o un’imbalsamazione delle attività economiche. Questo tipo dualismo “parco si, parco no” i polesani lo hanno già vissuto e contrariamente ai sostenitori del no in questi anni abbiamo capito l’assoluta necessità di preservare il nostro ambiente.

    Tutte le nuove forme di governo dei processi prevedono aree più vaste e metodi partecipativi, si veda il contratto di Foce – ha concluso Crivellari – e il parco interregionale sarà una legge ed una scelta della stessa portata.

  • “Il nuovo numero verde sulla sanità si prospetta come un’altra ‘amicopoli’

    Azzalin (PD): “Il numero verde per la sanità stravolge l’organizzazione dei servizi e favorisce una logica clientelare”

    Venezia, 28 settembre 2016 – “Il nuovo numero verde sulla sanità si prospetta come un’altra ‘amicopoli’ in salsa leghista, come sta accadendo per l’accorpamento delle Ulss”. È quanto denuncia il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin, primo firmatario di un’interrogazione rivolta al presidente Luca Zaia, sottoscritta da tutto il gruppo consiliare. “Ci giungono numerose segnalazioni di utenti che con una sola chiamata sono riusciti a bypassare le normali procedure che regolano l’accesso ai servizi, ottenendo una sorta di corsia preferenziale”.

    “Il numero per la ‘patient care satisfaction’ è stato istituito ‘per sottoporre richieste ed esporre suggerimenti o reclami al fine di rendere sempre più interconnesso e dinamico il rapporto tra il Servizio Sanitario e i suoi fruitori’ dice la delibera di Giunta, ma le sue funzioni si sovrappongono a quelle affidate dalla Legge 150 del 2000 agli Uffici per le relazioni con il pubblico, che vengono sviliti. Inoltre, sulla base di quanto ci è stato riferito c’è una gestione disinvolta delle criticità dei servizi, soprattutto per quel che riguarda le liste di attesa: le informazioni raccolte, infatti, vengono trasmesse a direttori generali, primari e capi servizio, scavalcando quindi il ruolo dei Centri Unici  Prenotazione (Cup) e stravolgendo l’organizzazione sanitaria”. “La cosa più grave è che in questo modo si agevolano procedure discrezionali con favori a singoli utenti, che diventano più uguali di altri. Se questo deve essere il metodo con cui la maggioranza intende procedere anche per la riorganizzazione delle Ulss c’è poco da stare tranquilli: si conferma il prevalere di una logica clientelare. Per questo chiediamo alla Regione di rivedere le funzioni e il ruolo del servizio di ‘patient care satisfaction’, per tutelare il diritto di fruire in modo equo dei servizi sanitari in Veneto, sulla base delle procedure e della legislazione vigente”.

     

    regione

    CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

    DECIMA LEGISLATURA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

    NUMERO VERDE PER LA SANITA’. FARE CHIAREZZA E RIVEDERE RUOLO E FUNZIONI DEL SERVIZIO.

    Presentata il 29 settembre 2016 dai Consiglieri Azzalin, Moretti, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis.

    Premesso che:

    – in data 01/09/2015 è stata approvata la Dgr n. 1138, con la quale, secondo quanto evidenziato nelle note per la trasparenza del provvedimento, “(…) la Regione attua una riorganizzazione del Coordinamento Regionale per i controlli sanitari, l’appropriatezza, le liste d’attesa e la sicurezza del paziente ed in particolare: si individua una nuova struttura regionale di afferenza, si definiscono i requisiti che deve possedere il responsabile del coordinamento, si dispone che il coordinamento sviluppi una nuova linea d’attività relativa all’istituzione e funzionamento di un numero verde per la ‘patient care satisfaction’(…);

    – con lettera dell’08/08/2016 n.305788, il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale ha comunicato ai Direttori Generali e ai Commissari delle Ulss l’attivazione del suddetto numero verde 800098528, a far data dal 1° agosto, “(…) al fine di offrire un costante miglioramento dei servizi sanitari (…)”. Si specifica inoltre che gli assistiti possono rivolgersi al suddetto numero verde “(…) per sottoporre richieste ed esporre suggerimenti o reclami al fine di rendere sempre più interconnesso e dinamico il rapporto tra il Servizio Sanitario e i suoi fruitori (…). Oltre al numero verde viene annunciata l’attivazione di un apposito indirizzo di posta elettronica (segnalazioni.salute@regione.veneto.it);

    – sempre con medesima lettera vengono specificati i compiti affidati al personale preposto: “(…) rispondere alle chiamate per la patient care satisfaction; prendere visione delle segnalazioni pervenute sulla casella di posta elettronica dedicata; registrare le segnalazioni  pervenute all’interno di apposita procedura informatica; verificare la sussistenza di criticità in particolare per quanto riguarda il rispetto dei tempi di attesa; relazionare, in merito alle segnalazioni pervenute, alla struttura regionale competente, che provvederà a definire le azioni da porre in essere per risolvere la criticità, contattando direttamente l’Azienda se necessario; dare riscontro all’Utente autore della segnalazione (…)”;

    – tali funzioni, affidate agli operatori del servizio per la ‘patient care satisfaction’, paiono sovrapporsi alle competenze che, in base alla Legge n. 150/2000 (Disciplina delle attività di informazione e di comunizione delle pubbliche amministrazioni), vengono affidate agli Uffici per le relazioni con il pubblico (Urp). L’art. 8, co. 2 punto d, stabilisce che gli Urp vengano organizzati secondo il criterio di “attuare, mediante l’ascolto dei cittadini e la comunicazione interna, i processi di verifica della qualità dei servizi e di gradimento degli stessi da parte degli utenti”;

    – ai sottoscritti giungono ripetute segnalazioni su casi di utenti che, rivolgendosi al numero verde, hanno bypassato le normali procedure che regolano gli accessi ai servizi sanitari. Di fatto emerge che le informazioni raccolte dagli operatori vengono direttamente trasmesse ai Direttori Generali, ai primari e ai capi servizio. Tutto questo con una gestione per la risoluzione delle vere o presunte criticità, soprattutto riguardanti le liste d’attesa, che scavalca palesemente anche il ruolo dei Centri Unici Prenotazione (Cup).

    Considerato che:

    – la suddetta situazione configura uno scenario di sconvolgimento dell’organizzazione sanitaria;
    – l’emergere di procedure del tutto discrezionali, che sfuggono al controllo delle strutture preposte, finiscono per creare inevitabilmente forme di favoritismo di singoli utenti rispetto agli altri e dunque un sistema non più rispettoso di un equanime diritto di salute.

    Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri chiedono al Presidente della Giunta regionale se non intenda rivedere le funzioni ed il ruolo del suddetto servizio di ‘patient care satisfaction’, a tutela del diritto dell’utenza a fruire in modo equo, sulla base delle procedure e della legislazione vigente, dei servizi sanitari in Veneto.

  • 18 marzo incontro pubblico a Fratta Polesine “Parlare di Mafia in Veneto”

    I Giovani Democratici della Federazione di Rovigo hanno il piacere di invitarvi all’incontro pubblico intitolato “Parlare di Mafia in Veneto” che si terrà venerdì 18 marzo c.a. dalle ore 20.45 presso la Sala Civica “Giacomo Matteotti” a Fratta Polesine. L’incontro, dedicato al prossimo 21 marzo, “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, vedrà la partecipazione di:

    –          On. Alessandro Naccarato, Parlamentare PD e membro della commissione antimafia;

    –          Roberto Tommasi, coordinatore di LIBERA – Veneto;

    –          Andrea Cereser, Sindaco di San Donà di Piave e coordinatore regionale di AVVISO PUBBLICO.

  • Nuovo carcere di Rovigo, il sottosegretario Ferri: attenzione massima per una tempestiva funzionalità

    ROMA 22/01/2016 – Il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia  Cosimo Ferri è intervenuto in Commissione Giustizia assicurando l’attenzione del governo nazionale sul carcere di Rovigo in risposta ad una interrogazione a risposta immediata giunta dai deputati del Movimento 5Stelle.

    Soddisfazione per il deputato polesano del Pd Diego Crivellari: “Le parole del rappresentante di Governo confermano che non è mai calata l’attenzione sulla nuova infrastruttura e che ci sono anche novità positive alle porte. Naturalmente continueremo a vigilare e ad accompagnare il percorso verso la piena funzionalità di una struttura così importante per la città”. Queste le parole del on.Ferri: “Nel caso specifico ritengo doveroso ricordare che l’opera in questione è stata lungamente interessata da operazioni di collaudo, sia statico che di natura tecnico-amministrativo di competenza del Ministero delle infrastrutture e che, soltanto in data 31 dicembre 2015, la stessa è stata provvisoriamente presa in consegna dall’Amministrazione Penitenziaria, ancorché priva di utenze (energia elettrica, gas, acqua e telefono)”.

    Continua il sottosegretario: “Peraltro, nonostante la provvisorietà dell’acquisizione, sono state attivate da parte della Amministrazione tutte le iniziative possibili per favorire la tempestiva funzionalità della struttura e, per assicurare l’esecuzione di lavorazioni aggiuntive finalizzate alla sicurezza ed alla funzionalità del nuovo istituto ed emerse in corso d’opera, è stata assegnata alla Sede Centrale del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Triveneto la somma di  233.750,00 euro. Inoltre, secondo quanto verificato dal competente Dipartimento, non risultano riscontrate le ulteriori doglianze. In particolare, i servizi generali – sia amministrativi che di polizia – non risulta siano stati ancora attivati, eccezion fatta per il servizio di guardiania, svolto da due agenti per ogni turno di servizio per evitare rischi di furti e di vandalismo. Attualmente, nessun altro operatore penitenziario presta servizio nella nuova struttura. Nessun aggravio in termini lavorativi può, quindi, ipotizzarsi a carico del personale tutto.

    Quanto alla riferita situazione di conflittualità tra le OO.SS. e la direttrice dell’istituto, rappresento che nel citato incontro del 12 gennaio scorso tra Provveditore regionale, direttore e sigle sindacali sono stati affrontati i profili di potenziale conflittualità e sono state valutate le possibili soluzioni con rinnovato spirito di collaborazione per il raggiungimento dei comuni obiettivi istituzionali. Si assicura, quindi, la costante attenzione all’istituto di Rovigo ed in tale ottica comunico la determinazione già assunta dalla Direzione Generale del personale e della formazione di destinare 15 unità al nuovo carcere di Rovigo in occasione dell’assegnazione dei neo agenti del 170° corso”.