• CASO COIMPO, LA CASSAZIONE RENDE LE NORME PIU’ STRINGENTI

    ROVIGO 07/09/2017 – Il parlamentare polesano Diego Crivellari invita il Comune di Adria a verificare i contenuti della sentenza dello scorso giugno sullo spargimento dei fanghi nei terreni agricoli:

  • … il Sindaco e la sua Giunta continuano a navigare a vista… all’orizzonte non si vede ancora nulla!

    Rovigo 6 settembre 2017 – Alla ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva ci chiediamo che cosa possiamo aspettarci per i mesi a venire dall’Amministrazione Bergamin e dalla sua maggioranza.

    I nodi da sciogliere sono sicuramente tanti, in primis il tanto discusso Lodo Baldetti, che ha “tenuto banco” in queste settimane afose e sul quale il Sindaco ha preannunciato una proposta di soluzione per il mese corrente, con il contributo di Alessandro Duò di ASM S.p.A.. Una soluzione “segretissima” che non ha meritato nessuna sorta di confronto con il Consiglio Comunale seppure la questione stia paralizzando, da mesi, la vita amministrativa della città.

    Il Piano Mercatale sarà un altro “piatto forte” dell’autunno: un’amministrazione sola contro tutti, si direbbe, visto che i commercianti ambulanti pare non gradiscano la soluzione prospettata dall’Assessore Paulon nei mesi scorsi, supportato dal Sindaco. Ma nel frattempo si fa sotto il Centro Commerciale La Fattoria che propone di espandere le proprie attività trovando un plauso, quasi imbarazzante, di alcuni consiglieri di maggioranza che sembrano non aver capito cosa sta succedendo al centro storico di Rovigo ed arrivano, con le loro dichiarazioni, quasi all’offesa nei confronti dei piccoli commercianti.

    E ancora:
    Il cosiddetto Piano del Traffico, proposto e poi congelato più volte, senza il quale diventa difficile pensare anche al nuovo Piano del Trasporto Pubblico… ma, nonostante tutto, la maggioranza consigliare ha avuto fretta di approvare la delibera per il completamento della Passante Nord;

    La Fondazione Cultura, apparentemente rinata sulle ceneri Beltotto, con un nuovo Assessore al comando che nei mesi scorsi si è occupato di ben altro, portando alla città risultati tutt’altro che significativi, e che dovrebbe ora orientare il nuovo ente verso l’impegno dichiarato dal Sindaco di candidare la città a Capitale Europea della Cultura entro il 2020;

    Il Piano degli Interventi, che dovrebbe fissare le aree di ulteriore espansione e trasformazione urbanistica ma del quale non si vede ancora nulla all’orizzonte;
    L’Università in centro, da anni sperata e dichiarata ma sin qui pura chimera, legata al completamento di alcuni lavori che dipendono da una progettualità ben definita, sulla quale la Fondazione Cariparo, prima di sborsare altri fondi, ci vuol vedere chiaro;

    E l’elenco potrebbe allungarsi, purtroppo. C’è da augurarsi che finalmente sulle questioni importanti la Giunta smetta di navigare a vista con la sua maggioranza al seguito ma accetti il confronto, quello democratico e “politically correct” sin qui sempre negato anche nei dibattiti consigliari. C’è pure da augurarsi che chi ha tentato, in maggioranza, in qualche occasione, di sfilarsi per essere coerente con le proprie radici politiche e ideologiche faccia un salto di qualità e non continui a permettere che passi tutto in Consiglio Comunale, anche ciò che va contro il buon senso, il rispetto e la dignità della persona e della democrazia. E c’è anche da augurarsi che si apra una nuova stagione anche per l’opposizione dove i protagonismi, i distinguo e le battaglie personali lascino lo spazio a ragionamenti più condivisi e concreti che guardino davvero al bene e al futuro di una città, che vorremmo completamente diversa da quella attuale.

    Noi lavoreremo in questa direzione, per una politica chiara che rinneghi opacità e trasversalismi, che aggreghi e non divida e che consenta di costruire una proposta politico-amministrativa nuova e vincente, aperta ai contributi della società civile della città, al mondo del lavoro, alle categorie economiche, all’associazionismo. Una proposta politico-amministrativa che dia nuova dignità ad un capoluogo oggi reso passibile di facile denigrazione a causa di una amministrazione che non risolve i problemi e che si affida soltanto a slogan e populismo.

    Giorgia Businaro e Andrea Borgato
    Consiglieri Comunali del PD

  • Bergamin e Acque Venete

    Rovigo 11 agosto 2017 – Bisogna fare i complimenti al Sindaco Bergamin: la sua capacità di utilizzare le parole (o quella del suo addetto stampa o di chi lo consiglia) è veramente notevole. È stato in grado di trasformare un voltafaccia clamoroso sulla questione “Acque Venete” in una sorta di vittoria, decantando risultati che, in realtà, altro non sono che l’accettazione di condizioni poste sul tavolo da mesi da parte dei 35 Sindaci che hanno lavorato al progetto di fusione, verificandone nei dettagli la fattibilità.

    Chi ha seguito da vicino l’evolversi della situazione sa bene che queste condizioni erano state concordate dagli Amministratori nel corso di lunghe trattative e che il Sindaco di Rovigo ne era informato già in occasione delle precedenti assemblee. Perché, allora, fino a pochi giorni fa, Bergamin si è sempre dichiarato contrario alla fusione? Perché questa messa in scena, con giravolta improvvisa dell’ultimo minuto?

    Il ristorno in tempi rapidi di quanto dovuto da Polesine Acque alle Amministrazioni Comunali del Polesine era sul piatto da quattro mesi; la sede di Rovigo, che stava già trattando Polesine Acque, viene trasferita al nuovo soggetto che non ne ha mai proposto la chiusura; il personale è sempre stato garantito; per la governance ci sono sempre state disponibilità di modifica e per i primi esercizi era già previsto un accordo su presidenza e vicepresidenza per i due territori.
    Queste condizioni erano già state concordate ben prima dell’improvviso risveglio di Bergamin.

    Un “tira e molla” durato quattro mesi, che non è stato altro che un cinema senza costrutto, con una decisione finale dovuta solo a misere necessità di equilibrio di maggioranza e all’impellente bisogno di reperire fondi a causa della sua improvvida gestione della questione “lodo Baldetti”. Niente a che vedere con una città che, anche a causa delle difficoltà dell’Ente Provincia, ha necessità di identificarsi come vero Capoluogo. Questo è solo il peggior esempio di gestione esistente e perennemente a rimorchio.

    Il fatto che il Presidente Cortelazzo sostenga il gioco del Sindaco di Rovigo è cosa scontata e, provando a mettersi nei suoi panni, addirittura comprensibile: l’importante era il risultato, pervenire alla fusione, e, a risultato ottenuto, mantenere un atteggiamento che non pregiudichi ulteriormente i già precari equilibri all’interno della maggioranza che governa Rovigo.

    Ci permettiamo però un’amara risata nel constatare come, per garantire la continuazione di questa fallimentare esperienza di governo della città, gli alleati siano costretti ad assecondare il Sindaco nelle sue manie di protagonismo.
    E un’ultima considerazione: l’aver rifiutato il dialogo con il gruppo di Sindaci del proprio territorio e l’aver preteso di discutere direttamente con CVS, in barba ad ogni basilare regola di rispetto istituzionale, non porterà sicuramente “fortuna” al Comune di Rovigo.

    Giorgia Businaro
    Consigliere Comunale Partito Democratico

  • Da on. DIEGO CRIVELLARI: Taglio di Po e l’emergenza profughi: chiarezza e responsabilità

    Roma, 2 agosto 2017

    qualche riflessione da condividere sulla cosiddetta “emergenza profughi”. In particolare, la vicenda dei migranti destinati a Taglio di Po merita una riflessione articolata e, soprattutto, in grado di fornire qualche maggiore elemento di verità, rispetto ad una discussione troppo spesso urlata e sfociata nell’incontro con il prefetto di pochi giorni fa.

    1. Per cominciare, massima solidarietà al sindaco del Partito democratico Francesco Siviero e all’amministrazione comunale, oggetto di una serie di attacchi fin troppo scopertamente strumentali e finalizzati alla (maldestra) ricerca di una sorta di rivincita post-elettorale, a distanza di poche settimane da un voto amministrativo che ha dato un risultato molto chiaro. Ci sembra che l’amministrazione si sia mossa con equilibrio, utilizzando gli strumenti a propria disposizione e ricercando la sintesi tra le diverse forze politiche. Chi dall’opposizione ha cavalcato la protesta ogni limite, creando un clima da “corrida”, chiamando alle barricate e favorendo la presenza (o l’inflitrazione di forze di estrema destra o dichiaratamente neo-fasciste come Forza nuova) non ha certo reso un grande servizio alla comunità né ad una risoluzione del “problema”.

    2. Come ha spiegato più volte (anche) il prefetto Enrico Caterino, i poteri di una amministrazione comunale, in questo caso, sono davvero molto limitati. Peraltro, andrebbe realmente apprezzata la disponibilità del prefetto a ricercare il dialogo con le istituzioni locali e con i cittadini, nel segno della chiarezza e della responsabilità. Dovrebbe essere noto che il prefetto non rappresenta il governo “di un partito”, ma lo stato italiano, il governo come istituzione, non una istituzione “di parte” come si è cercato di argomentare in modo davvero poco corretto, magari per aumentare la confusione.
    3. Ci ritroviamo pienamente nelle parole di chi in questi giorni, a cominciare da Siviero e dal vicepresidente della Provincia di Rovigo Piasentini, si è detto disgustato da toni ed espressioni apertamente razzisti, dal paragone tra “profughi” e “animali”, dai richiami striscianti al fascismo o alla violenza di piazza ecc. Si può criticare un governo o un presunto metodo di accoglienza, è sacrosanto!, ma la discussione non può trascendere oltre certi livelli e specialmente chi occupa ruoli istituzionali di qualsiasi tipo non può avallare slogan e motivi di questo tipo.

    4. Queste settimane sono state caratterizzate da una forte iniziativa del Governo (e del Parlamento) in materia di “emergenza profughi”. Siamo dunque obbligati a fornire qualche dato e qualche notizia… concreta, in mezzo a tanta propaganda urlata. a. Diminuisce, per la prima volta nel corso del 2017, il numero degli sbarchi di migranti in Italia: sono 95.215 ad oggi, contro i 97.892 del 2016. Dal 1° gennaio al 2 agosto si è registrato, come indicano i dati del Viminale, un calo del 2,7%. I flussi migratori, che vanno dal Nord Africa verso l’Europa e l’Italia, stanno subendo quindi una riduzione, come confermato anche dall’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim); b. Proprio in queste ore, il Parlamento ha dato il via libera alla missione navale in Libia, con l’obiettivo di contenere in maniera significativa gli sbarchi, contrastare l’illegalità, garantire la sicurezza del nostro Paese. Analogamente, il recente decreto Minniti ha messo sul tavolo tre linee d’azione: la prima è un nuovo governo dei flussi, agendo direttamente dai porti libici in cui i profughi si imbarcano. La seconda iniziativa riguarda la drastica riduzione dei Centri di accoglienza in favore di soluzioni su larga scala come quella, ad esempio, degli Sprar. La terza iniziativa è il taglio dei tempi per concedere o meno lo status di rifugiati, portandoli da 2 anni a 6 mesi; c. Infine, pur restando indiscutibile la prevalenza del diritto marittimo internazionale, saranno valutati a livello giuridico provvedimenti o regolamenti con un effetto cogente sulla condotta delle ong impegnate nei salvataggi. Tra i punti del nuovo codice, il divieto – tra gli altri – per le ong di entrare nelle acque libiche, di spegnere il trasponder, di trasbordare i migranti sul altre imbarcazioni e, soprattutto, la disponibilità a ricevere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria. L’obiettivo, anche in questo caso, è quello di dare regole comuni.

    on. Diego Crivellari

  • L’ennesima scelta infelice dell’Amministrazione Bergamin che rischia di dare un nuovo colpo alla città che già è al collasso.

    Rovigo 27 giugno 2017 – La maggioranza che governa a Rovigo pare abbia ormai deciso di far “sloggiare” il mercato ambulante dal Corso del Popolo relegandolo in vie più decentrate, smembrandolo e riducendolo davvero a piccolo mercato rionale.

    Anche questa pare l’ennesima scelta infelice dell’Amministrazione Bergamin che rischia di dare un nuovo colpo alla città che già, in termini di commercio, è al collasso.

    Lo scorso 5 giugno, in un folto e partecipato incontro in Gran Guardia organizzato dal Gruppo Bachelet, come consiglieri comunali abbiamo ribadito quanto sia opportuno non svuotare ulteriormente la città, richiamando iniziative che la rendano più viva, più attrattiva, più frequentata, al di là della semplice “movida”.
    Sul commercio, in particolare, alla presenza dei rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria, è stato chiesto un ruolo più propositivo da parte del Comune di Rovigo, una regia più sapiente e lungimirante che guardi ben oltre la scadenza di questa Amministrazione.

    Lo spostamento del mercato per liberare Corso del Popolo e renderlo fruibile alla viabilità “tout court” per ridurre l’inquinamento dei mezzi di trasporto, come sostenuto dall’Assessore Paulon nel corso dell’incontro del Bachelet, ci pare una ragione assolutamente insufficiente e comunque tutta da argomentare.
    Togliere il mercato settimanale dal centro significa non aver inteso che c’è bisogno di rilanciare la nostra città e non di deprimerla con interventi che limitano le opportunità delle persone di venire a Rovigo. In ogni caso basta fare un giro tra i banchi degli ambulanti per percepire l’avversione verso lo spostamento del mercato.

    Sostenere, poi, che il mercato sul Corso fa concorrenza ai negozi, come sostiene qualche consigliere di maggioranza, appare come un’idea “strampalata” visto che si tratta di target di consumo completamente diversi. Confondere lo storico mercato del martedì con le altre iniziative, alcune criticate anche durante il nostro incontro (per esempio “street food”), evidenzia ulteriormente i limiti di tali ragionamenti.
    Con questa scelta, per noi “scellerata”, si archivia, probabilmente, anche quella “cabina di regia” da più parti invocata per coordinare le iniziative del centro storico e nella quale il ruolo dell’Amministrazione Comunale poteva essere determinante. Forse un altro “buco nell’acqua” della Giunta Bergamin di cui la città non aveva bisogno.

    Per il Gruppo Bachelet
    Giorgia Businaro e Andrea Borgato
    Consiglieri Comunali

  • Il Teatro Sociale di Rovigo tra le destinazioni culturali in cui i giovani diciottenni potranno spendere il bonus cultura da 500 euro

    Apprendo con piacere che il Sindaco Bergamin e l’assessore Donzelli hanno deciso di inserire Il Teatro Sociale di Rovigo tra le destinazioni culturali in cui i giovani diciottenni potranno spendere il bonus cultura da 500 euro, a loro dedicato ed introdotto dal Governo Renzi.

    Quella che qualcuno aveva definito una sorta di “mancia elettorale” è invece un atto importante per avvicinare i giovani ad eventi culturali, spesso costosi, e per promuovere la cultura nelle sue svariate forme.

    La validità di questa iniziativa del governo è confermata ora anche dalle scelte di un’amministrazione di differente colore politico.

    Stesso discorso si può fare per l’annuncio dell’assessore Donzelli in merito alla volontà di inserire Il Teatro Sociale nell’elenco di beni culturali pubblici che potranno beneficiare dell’art bonus. La trovo un’ottima idea, che estenderei ad altri beni culturali presenti a Rovigo. L’art bonus, introdotto sempre dal Governo Renzi, è stato presentato, qualche mese fa, dall’onorevole Crivellari e dalla Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Flavia Piccoli Nardelli in iniziative che si sono tenute in provincia. Sono molto felice che anche Rovigo voglia sfruttare questa grande opportunità.

    Solo unendo le forze e sfruttando gli strumenti messi in campo a più alto livello sarà possibile, per Rovigo, creare occasioni di sviluppo e crescita culturale e sociale.
    Giorgia Businaro

  • Quale stile “insultate pure i Visentini”… le dichiarazioni del Sindaco Bergamin

    Rovigo 16/06/2017 – Abbiamo letto, non certo con sorpresa perché conosciamo lo “stile” di Massimo Bergamin, ma sempre con vergogna, le dichiarazioni del Sindaco di Rovigo, nei confronti della famiglia Visentini per la vicenda dello stadio Gabrielli.

    Aldilà del merito della questione, sulle cui ragioni, anziché offendere, occorrerebbe approfondire e capire, certe frasi, certi modi di fare, portano disonore all’intera città e non sono mai accettabili, perché fanno riferimento semplicemente alla buona o cattiva educazione; in questo caso pessima educazione.

    Invece di offendere ed incitare ad offendere, il Sindaco dovrebbe affrontare e risolvere le questioni, ma a quanto pare non è in grado di farlo e scarica con metodo la colpa sempre su altri. Il Direttore della Fondazione cultura si dimette: “era un “fenomeno” di cui Rovigo non aveva bisogno”; le buche? “Colpa del Governo”; gli assessori non funzionano: “ora arrivo io e sistemo tutto”; la famiglia Visentini lascia Rovigo: “i cittadini dovrebbero insultarli per strada”. Uno stile inqualificabile, che non risolve nulla e, anzi, alimenta un clima negativo per la città e i cittadini.

    Per restare al tema sport, non c’è una iniziativa del Comune che dimostri efficacia ed efficienza. Quello che c’è è dovuto alla buona volontà e alla dedizione degli appassionati. Dei cittadini, quindi, non dell’amministrazione, che denigra chiunque cerchi di proporre una riflessione, una valutazione anche critica ma serena e seria.

    Medesimo atteggiamento si riscontra in Consiglio Comunale. Se un consigliere comunale si permette di dissentire viene offeso e denigrato. Chiunque, si badi bene!

    Si rassereni, Signor Sindaco, fra i Consiglieri Comunali non ci sono “accattoni” (uno degli epiteti che le sono sempre molto cari) né di sinistra né di destra ma gente che ha un lavoro, una famiglia e che dedica, senza altri fini, tempo ed energie a favore della città, così come moltissimi cittadini impegnati nell’associazionismo sportivo, sociale, culturale e ambientale. Un abbassamento dei toni e metodi più educati non potrebbero che fare del bene a Rovigo.

    Giorgia Businaro, consigliere comunale
    Andrea Borgato, presidente Gruppo Bachelet e consigliere comunale.

  • Calendario Feste de l’Unità 2017

  • Rovigo cultura: è la politica di “piccolo cabotaggio” anche stavolta ad aver fallito

    Rovigo 14 giugno 2016 – Apprendiamo che il Presidente della Fondazione Rovigo Cultura ha lasciato l’incarico attribuendo tutte le responsabilità di questa sua decisione ai dirigenti del Comune di Rovigo che non gli avrebbero consentito di portare avanti il suo progetto.
    Sarà anche vero che la macchina burocratica comunale possa aver giocato un ruolo in questo epilogo della vicenda ma ciò che appare ancora più evidente è la sconfitta, anche sul versante della cultura, dell’Amministrazione Bergamin. Per troppi mesi si sono tenute nei cassetti le idee e i progetti attorno alla Fondazione e al suo potenziale e futuro ruolo rispetto al Teatro Sociale, al Museo dei Grandi Fiumi e alle inziative culturali della città. Mai se ne è parlato “alla luce del sole”, in Consiglio Comunale ad esempio, la sede più autorevole e democratica in cui la politica può far valere le sue ragioni e i suoi indirizzi anche sulle regole e i meccanismi della dirigenza e degli Uffici. Se tutto si è impantanato due possono essere, a nostro avviso, le ragioni: o non c’era alcun progetto (ed è la scatola vuota che nessuno ha riempito in questi mesi) oppure il progetto che la Giunta comunale aveva in testa non era chiaro, forse per taluni aspetti magari a senso unico e, quindi, non rispettoso di una coralità di gestione che in politica ci deve essere.
    Beltotto, uomo forte di Zaia, se ne va da Rovigo stanco di aver aspettato per nulla… Ma è la politica di “piccolo cabotaggio” anche stavolta, ad aver fallito. Non si può pensare a candidare la città a “capitale della cultura” con un semplice annuncio e a distanza di un paio di settimane assistere al naufragio della Fondazione che avrebbe dovuto, almeno dalle parole dell’assessore Donzelli, assumere un ruolo determinante sui temi e le strutture della cultura in città. Ancora una volta restiamo ai margini del territorio regionale e nazionale, rischiando di perdere risorse preziose per le prossime stagioni, per i progetti culturali e per i lavoratori che sono ad essi collegati, mentre questa Amministrazione continua a governare senza idee assumendosi responsabilità enormi sul futuro della città.

    Giorgia Businaro e Andrea Borgato
    Consiglieri Comunali PD

  • MANOVRINA, PER GARANTIRE RISORSE ALLE PROVINCE

    Roma 18 maggio 2017. Il deputato polesano del Partito democratico Diego Crivellari ha incontrato, a margine dell’iniziativa promossa dall’Upi al Teatro Quirino, la delegazione della Provincia di Rovigo capitanata dal presidente Marco Trombini e dal suo vice Vinicio Piasentini. Così ha commentato l’incontro Diego Crivellari: “Ho raccolto la preoccupazione trasversale dei rappresentanti dell’ente venuti qui a Roma dal Polesine. Abbiamo anche ascoltato con attenzione le parole del presidente di Upi e sindaco di Vicenza Achille Variati e comprendiamo le difficoltà di questi enti in una fase di delicata transizione”.

    Prosegue Crivellari: “Ho riferito al presidente Trombini che siamo fattivamente impegnati con diversi colleghi del gruppo parlamentare del Partito democratico ad emendare la cosiddetta ‘manovrina’ – il decreto enti territoriali 50/2017, attualmente in discussione alla Commissione bilancio della Camera – in modo da garantire da subito maggiori risorse alle province e, soprattutto, per riuscire a garantire i servizi essenziali che sarebbero a rischio, se fossero confermati i tagli previsti all’ultima finanziaria. Strade e scuole in primis”.

    “In particolare – ricorda il deputato polesano – abbiamo sottoscritto e presentato con alcuni colleghi del gruppo un emendamento alla manovra-bis che chiede di raddoppiare gli stanziamenti previsti per quest’anno dalla manovra correttiva, moltiplicandoli poi ulteriormente a partire dal 2018. La proposta di modifica propone di portare il contributo previsto per il finanziamento delle funzioni fondamentali delle province da 110 milioni a 220 milioni nel 2017 e da 80 milioni a 480 milioni a decorrere dal 2018. Abbiamo inoltre presentato altre proposte relative alle facoltà assunzionali dei piccoli comuni e per il sostegno dei sistemi bibliotecari provinciali. Ora ci aspettiamo una risposta positiva del governo, che vada nella direzione auspicata e consenta di dare ossigeno a queste realtà, garantendo i serivizi ai cittadini”.
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