• Orlando: “Non si metta a rischio il governo, la posta è alta” Intervista ad Andrea Orlando di Daniela Preziosi – Il Manifesto

    «Se si mette in fibrillazione costante il governo si mette in conto di esporre il paese a un’involuzione del suo carattere democratico. Il governo ha senso se ha l’obiettivo di battere i sovranisti e i populisti». Parla il vicesegretario Pd Orlando: «Al Pd ora serve una rifondazione, un congresso su piattaforme politiche, non su nomi».

    Andrea Orlando, sulla finanziaria è partito il tira e molla al governo. Il suo paragone degli ultimatum di Renzi a quelli di Salvini è diventato il lancio pubblicitario della Leopolda?

    «Spero ne abbiano di più efficaci. La Leopolda è stato uno stimolo anche per chi, come me, non l’ha frequentata. Non ho paragonato Renzi a Salvini e chi ha finto di non capirlo non è in buonafede. Abbiamo chiesto discontinuità a questo governo, non solo nel merito ma anche al metodo: non possiamo fare quattro campagne elettorali parallele da qui al voto. Non si cambia l’Italia a colpi di ultimatum. A prescindere dai contenuti e da dove lo lanci. Gli ultimatum non si fanno e basta, se no si sfascia tutto».

    C’è aria da ’98, o da 2008, le volte in cui Prodi cadde dall’interno della maggioranza?

    «Sento e vedo toni che mi preoccupano. La posta è più alta che nel ’98 e nel 2008. Qui in gioco non c’è un governo, c’è la tenuta della democrazia liberale in Italia. Se si mette in fibrillazione costante il governo si mette in conto di esporre il paese a un’involuzione del suo carattere democratico. Abbiamo mandato a casa una forza che intratteneva rapporti con una potenza straniera perché guardava a quel modello sulla base di uno scontento che nasceva dalle profonde diseguaglianze sociali. Noi disinneschiamo il rischio sovranista e populista solo se siamo in grado in pochissimi mesi di dare un segnale forte di lotta alle diseguaglianze sociali. Per noi questa esperienza di governo ha senso se mette al centro l’obiettivo di battere i sovranisti e i populisti. E li battiamo solo se parliamo a tutti quelli che li hanno votati».

    Restano le differenze di merito. Italia viva chiede di rimandare il taglio del cuneo fiscale.

    «Non capisco l’ostilità dei nostri alleati a questa misura. Semmai ci dobbiamo rimproverare di non aver affrontato prima questo problema dopo la sacrosanta misura degli 80 euro. In Italia c’è un milione di lavoratori sotto la soglia di povertà, con un terzo della busta paga che finisce in tasse. Questa misura va fatta, anzi rafforzata. Cosa deve fare la sinistra con urgenza se non dare sollievo alle persone con non arrivano a fine mese?

    «Lo dico anche agli amici che sono al governo: meno timidezza».

    Eravate partiti con l’idea di alzare le tasse?

    «La pressione fiscale non va alzata, è già alta. Semmai rimodulata. Ci sono persone che pagano troppo e vanno aiutate. Ripeto: ci sono lavoratori che non possono permettersi un affitto. Se ne parla troppo poco. Quella per la casa è una battaglia che va fatta diventare prioritaria».

    Prima parlava di populismo. State approvando il taglio dei parlamentari, una riforma dal segno populista. E sulla giustizia il destino del Pd sembra lo stesso: accettare riforme ispirate al populismo giudiziario. Come lo stop alla prescrizione

    «Sulle questioni istituzionali un’intesa si è raggiunta e non si limita al taglio dei parlamentari. Sulla giustizia non faccia fare a me quello che contesto ad altri, cioè dettare condizioni a mezzo stampa. C’è un tavolo aperto, le posizioni sono note e diverse, lavoriamo per avvicinarle. Noi dobbiamo chiamare tutte le forze, anche liberali, che avvertono il rischio della frana della democrazia liberale. Allargare la maggioranza non è trasformismo né un modo solo per difendersi dal filibustering quotidiano ma una chiamata a quelli che credono che prima di tutto c’è da difendere la democrazia».

    Quello che sta facendo Renzi?

    «Allargare le basi della maggiorana è utile chiunque lo faccia. Ma non era necessario dividere il Pd per farlo».

    Alla festa di Dems (la sua corrente, ndr) a Rimini avete lanciato l’idea di una rifondazione del Pd. A trent’anni dalla Bolognina, che svolta volete fare?

    «La vicenda della Bolognina riguarda solo alcuni di noi. Oggi dobbiamo andare oltre ad alcuni dei presupposti del Pd. Lo scenario è completamente diverso da quello dell’ultimo congresso. Si sono determinate le condizioni per un’alleanza con una forza che ha tratti populisti, alcuni anche inquietanti ma nella quale convivono corde che ci sono più vicine. Il M5S è in buona parte la radiografia dei nostri limiti. Dobbiamo ‘civilizzare’ i nostri interlocutori, riportarli in un alveo di democrazia compiuta, come è già successo con il loro sì alla presidente Van der Leyen. Ma anche noi dobbiamo ‘civilizzarci’: dobbiamo riassumere una responsabilità nei confronti di quei pezzi di società che si sono sentiti abbandonati da noi. E dall’alleanza di governo nasce un’occasione».

    In concreto? Rilanciate il Pd di Veltroni, o un partito più ‘di sinistra’, o più vicino alle socialdemocrazie europee?

    «Il Pd così com’è oggi non va, non ha gli strumenti necessari a riavvicinare il popolo. Questi giorni di nuovi tesseramenti sono un primo passo ma non basta. Serve un momento rifondativo. Il Pd è nato in un sistema bipolaremaggioritario, e con una lettura troppo ottimista nei confronti della globalizzazione. Immagino un percorso nel quale gli organismi nazionali siano eletti sulla base di piattaforme politiche. Che ci si costringa a parlare di contenuti e non solo di nomi come in questi dodici anni. Un percorso costituente, in grado di raccogliere le energie che emergono dalla società: ci si sta riavvicinando il mondo dell’associazionismo, riparliamo con il sindacato, ci sono culture importanti e nobili – non abbiamo mai affrontato fino in fondo la questione socialista -, e un cattolicesimo democratico che non sempre abbiamo rappresentato».

    Non ho capito: chiedete un congresso, con nuove primarie?

    «Dobbiamo andare a un coinvolgimento più frequente dei nostri iscritti a un coinvolgimento di merito. Goffredo Bettini ha già immaginato dei percorsi, ma una cosa è chiara: ci si sente parte di una comunità se ci si sente parte del processo decisionale di quella comunità. Anche a partire dai singoli temi. Nel nostro partito rischiano di starci solo i samurai, quelli dell’abnegazione, o chi ha ambizioni. Stenta a trovare spazio adeguato chi semplicemente vuol dare un contributo sulla base delle competenze o del l’elaborazione».

  • Consultazioni Da Direzione PD mandato pieno che supera modello dei 2 vice premier

    28  agosto 2019 – Riunita oggi la Direzione del PD, al termine della quale è stato dato mandato al segretario nazionale, Nicola Zingaretti, di esprimere oggi pomeriggio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la disponibilità del Partito Democratico a verificare con il Presidente incaricato le condizioni politiche e programmatiche e contribuire a dare vita al nuovo Governo.

    “Oggi, dopo la stagione consumata con la crisi voluta dalla Lega, Giuseppe Conte sarà il candidato Presidente indicato dai 5 Stelle per la guida di un Governo fondato su un impianto e un programma diversi – così il segretario Zingaretti nel corso della sua relazione. Noi riconosciamo –aggiunge il segretario- in questa scelta l’autonoma decisione del partito di maggioranza relativa in questa Legislatura. Con questa volontà il M5S, ed è legittimo, rivendica la Presidenza del Governo. Ha rifiutato altre ipotesi. E in questa scelta è inciso il superamento di un modello sul quale si fondava il vecchio Governo”.

    Non una ripetizione dello schema precedente, dunque, ma un cambio radicale e una diversa impostazione: “Un cambio –ha detto Zingaretti- dove non chiediamo abiure – non è questo il punto – ma la concretezza di un impianto diverso, questo sì. A partire dal metodo. Che per noi non può essere lo schema di prima”.

    “Con un premier arbitro e due forze che sommano i rispettivi programmi e valori, mantenendoli però distinti in un doppio binario che non prevede mai una sintesi. Questa impostazione – quella del ‘Contratto’ non poteva reggere. È stato un errore. E non poteva reggere per ciò che abbiamo ripetuto in questi mesi. Quindi, nessuna replica del contratto. Ma il ritorno a una prassi normale di condivisione di un programma, di una visione, di un orizzonte comune”, ha detto ancora Zingaretti.

    Chiudere la stagione dell’odio e della furbizia per Zingaretti è prioritario: “Per formazione e cultura resto convinto del bisogno di ancorare anche il conflitto più duro a regole e prassi, a un linguaggio, che non travalichino mai i confini della civiltà e di un reciproco riconoscimento, e questo dovrà essere uno degli obiettivi prioritari della nuova politica che il Governo dovrà proporre. Chiudiamo la stagione dell’odio, del rancore, della furbizia, dell’egoismo come valori di riferimento. Rimettiamo al centro, certo la sicurezza, la legalità, il benessere delle persone ma non contro capri espiatori. Riscopriamo e riproponiamo l’idea – ha aggiunto – della politica come servizio, strumento a servizio delle persone, del Paese e dei suoi problemi, non contro qualcuno ma per qualcosa”.

     

  • Forum per l’Italia – Milano 27-28 ottobre 2018

    Sabato 27 ottobre
    Ore 9.30 – Accrediti
    Ore 10.30-13.00 – Discussione Plenaria

    Introduce:
    Tommaso Nannicini – “Le parole che abbiamo perso”

    Scenari:
    Mauro Calise – “Democrazia, tecnologia e partiti”
    Enrico Giovannini – “Lo sviluppo sostenibile per le politiche di oggi e domani”
    Ilaria Madama – “Generi, generazioni e stato sociale”

    Ore 13.00-14.00 – Pausa lavori

    Ore 14.00-16.00 – Discussioni parallele
    Serve ancora la politica o basta la Rete?
    Immigrazione: inseguire o governare?
    A che serve studiare?
    Nuovi monopoli: di chi sono i dati?
    Lavoro o sussidio?
    Politica economica e mercati: chi crea lo spread?
    Ricchi e poveri: come si salva la classe media?
    Città e provincia: luogo o valore?
    Chi ha paura delle donne?
    Come si usa la tecnologia in politica?
    Tutto questo conta senza un pianeta?

    Ore 16.00-18.00 – Discussione plenaria: “Fine dell’Europa o nuovo inizio?”
    Intervengono:
    Pedro Sanchez
    Presidente del governo della Spagna e segretario generale PSOE
    Federica Mogherini
    Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri
    Frans Timmermans
    Primo Vicepresidente della Commissione Europea
    Scenari:
    Maurizio Ferrera – “Rischi in comune: verso l’Unione sociale”
    Lucrezia Reichlin – “Quale governo dell’economia per l’Europa”

    Ore 18.00-18.15: “Eurocrati e Socialisti Gaudenti: satira o politica?”

    18.15-19.30 – Discussione plenaria

    Conclude:
    Walter Veltroni – “La sinistra nel nuovo secolo”
    Domenica 28 Ottobre
    9:30-13.00 – Discussione plenaria

    Saluti di
    Giuseppe Sala
    Sindaco di Milano
    Scenari:
    Leonardo Becchetti – “Un manifesto economico e sociale per la società generativa”
    Massimo Cacciari – “Europa, quale democrazia?”
    Intervengono:
    Graziano Delrio
    Andrea Marcucci
    Patrizia Toia

    Conclude:
    Maurizio Martina

    Forum per l’Italia

  • Festa Unità di Ravenna – Prima riunione del Dipartimento Cultura

    Domenica 9 settembre ore 14.30. Spazio Libreria. “Prima riunione del Dipartimento Cultura” organizzata dal Sen. Roberto Rampi, responsabile del Dipartimento Cultura ed editoria. Sono invitati a partecipare i responsabili Cultura regionali, provinciali e di Circolo e gli assessori alla Cultura di Regioni e Comuni.

  • Vaccini, il diritto alla salute dei bambini non si rinvia Firma la petizione

    Pubblicato il 6 agosto 2018 in Welfare
    Vaccini: il diritto alla salute dei bambini non si rinvia
    Deputati e Senatori,
    vi chiediamo di retrocedere dalla recente decisione presa dal Parlamento di rinviare l’attuazione della normativa sull’obbligo vaccinale, varata solo un anno fa.

    È una scelta che riteniamo grave e inaccettabile. Per i nostri cari e per tutti i bambini che vivono in Italia.

    Il nostro paese ha bisogno di invertire una pericolosa tendenza che ha fatto registrare negli anni un significativo calo delle coperture vaccinali.

    Perché è importante?
    La scienza e la medicina indicano con chiarezza la direzione di marcia da seguire, al di là delle posizioni politiche di parte, per garantire sempre meglio la difesa della salute di tutti i nostri bambini, anche di quelli immunodepressi che non possono vaccinarsi, e sconfiggere malattie gravi e mortali. I risultati della Legge varata dal governo Gentiloni già si vedono e sono di segno positivo.

    Aderiamo in pieno all’appello “Io Vaccino” delle mamme dei bambini trapiantati e quindi, in conseguenza dei farmaci post-trapianto, immunosoppressi.

    Sono loro, i più deboli, ad avere bisogno di una copertura vaccinale piena ed estesa. Condividiamo la seria preoccupazione dell’Ordine dei medici il cui presidente ha affermato: “l’emendamento approvato non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza”.

    È inaccettabile che oggi chi governa lasci spazio alla disinformazione antiscientifica giocando con la salute dei cittadini e dei bambini in particolare. È inaccettabile l’approssimazione con cui si giustificano scelte pericolose per la salute di tutti.

    Non si combatte la scienza, si combattono le malattie. Il diritto alla salute dei bambini non si rinvia. Deputati e senatori, vi chiediamo di non dividervi su un tema come questo e, qualunque sia il vostro orientamento politico, di tutelare la salute dei nostri figli.

    Scarica il modulo per la raccolta firme per la petizione – Vaccini: il diritto alla salute dei bambini non si rinvia

    #iononrinvio. Vaccini: il diritto alla salute dei bambini non si rinvia.

  • Proposte concrete e realizzabili

  • Biotestamento, Giachetti: “Amo la vita ma scegliere è un diritto” Intervista a Roberto Giachetti di Valentina Stella – Il Dubbio

    «La sofferenza fisica e morale a volte non consente più di onorare la vita in modo pieno e dignitoso. Il testamento biologico è l’espressione della volontà del vivente sul comportamento che i medici e i familiari devono tenere nei suoi riguardi se si trovasse in insostenibili condizioni di sofferenza o di incoscienza, destinati inesorabilmente alla morte»: è con il ricordo delle parole pronunciate nel 2005 da Luca Coscioni morto nel 2006 soffocato perché non volle la tracheotomia, rifiutando di continuare a vivere attaccato ad una macchina che l’onorevole Roberto Giachetti ha commentato sulla sua pagina Facebook l’approvazione della legge sul biotestamento».

    Onorevole Giachetti che valore ha questo risultato?

    «Lo stesso valore delle unioni civili, della legge del “dopo di noi”, di tutta una serie di leggi che in qualunque altro Paese europeo sono già da anni in vigore e che sono semplicemente leggi di civiltà. Sono molto contento che siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo e sono molto contento che siamo riusciti a raggiungerlo anche se siamo perfettamente consapevoli che questo è un Governo nato in una situazione difficile, di emergenza e, nonostante questo, ha fatto dei provvedimenti sul campo dei diritti che nessun Governo più omogeneo, uscito vincitore dalle elezioni, è mai riuscito a fare».

    Crede che la partita sia conclusa qui e quindi il risultato sia salvo anche in futuro?

    «Si tratta di una delle poche cose che non possono essere messe in discussione: i Governi Renzi e Gentiloni, con il voto del Parlamento, sono riusciti a realizzare quello che per anni abbiamo atteso e che per veti incrociati e motivi di qualunque genere non siamo riusciti a fare. Quando questo Paese è riuscito ad imporre al Parlamento di garantire dei diritti, ogni qualvolta si è tentato di annullarli magari con un referendum come si è fatto col divorzio o con l’aborto i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quindi sono assolutamente convinto che essendo questa legge voluta in modo straordinariamente maggioritario dal nostro Paese, dai nostri cittadini, che sono spesso più avanti delle loro classi dirigenti, qualora qualcuno tentasse ma dubito che lo farà in futuro di metterlo in discussione avrà la risposta del popolo italiano».

    Marco Cappato ieri ha subito twittato: «Prossima tappa: #EutanasiaLegale». Lei crede che ci siano le condizioni per fare nella prossima legislatura questo ulteriore passo?

    «L’eutanasia è una cosa molto diversa rispetto a quello di cui stiamo parlando. Ed è del tutto evidente che sul tema dell’eutanasia ci sarebbero come ci sono già adesso delle sensibilità molto differenti. Non credo che oggi in Parlamento ci siano i numeri per una legge sull’eutanasia. Il tema stesso non avrebbe la stessa popolarità che ha avuto il biotestamento. Qui stiamo parlando della libertà di una persona, nel rispetto dei principi costituzionali, di poter decidere che non vi sia accanimento terapeutico in una situazione drammatica di sofferenza. Le dico molto francamente; io sono un laico ma sono però anche una persona che se dovesse oggi fare una DAT (ndr dichiarazione anticipata di trattamento) non la farebbe perché laicamente penso che finché c’è vita c’è speranza. Ma questo non vuol dire che io non possa lasciare la libertà a chi la pensa difformemente da me di decidere in modo diverso. Questo significa essere in un Paese civile dove sono garantite le libertà di tutti».

    Francesco Storace a margine dell’approvazione del biotestamento ha dichiarato: «Una legge per morire. Già c’era una legge per abortire. Attendiamo ora una legge per vivere e una per convincere a nascere». Lei come commenta?

    «Una dichiarazione del genere si commenta da sé. Oggi dobbiamo soltanto gioire e rallegrarci di una grande pagina che il Parlamento è riuscito a scrivere».

    Quanto ha pesato la battaglia radicale per il raggiungimento di questo obiettivo?

    «Come sempre, quando ci sono battaglie di civiltà che riescono a trionfare nel nostro Paese c’è sempre un ruolo importante dei radicali. Non è un caso che ancora una volta i radicali il ruolo importante siano riusciti a giocarlo anche quando non sono materialmente in Parlamento. Fu così con il divorzio, fu così con l’aborto, è stato così anche con le unioni civili, battaglia sulla quale anche loro si sono mobilitati. E del tutto evidente che il risultato vede innanzitutto premiare la determinazione del Partito Democratico e dei Governi che si sono succeduti: se non ci fossero stati i voti e la compattezza, anche con le differenze di sentimento di opinione che ci sono tra i deputati e i senatori del PD, se non ci fosse stato uno straordinario lavoro per trovare un punto di equilibrio non avremmo questa legge. Ma non c’è dubbio che la spinta che i radicali hanno dato in tutte le grandi avanzate civili dei nostro Paese è sotto gli occhi di tutti»

  • AICCRE E POLESINE: RILANCIARE L’EUROPA

    17 luglio 2017 – I parlamentari Crivellari, Narduolo e Zardini a confronto con il direttore generale dell’associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni: per settembre una iniziativa sulla progettazione e l’utilizzo dei fondi europei.

    A Roma negli uffici di Piazza di Trevi con i parlamentari Giulia Narduolo, Diego Zardini e il deputato polesano Diego Crivellari hanno incontrato il nuovo segretario generale di Aiccre, Carla Rey. Aiccre l’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa presieduta da Stefano Bonaccini Presidente della regione Emilia Romagna, è una istituzione che raggruppa centinaia di enti locali – ha sottolineato Crivellari – il Polesine conta Rosolina, Occhiobello, Porto Tolle, Badia Polesine ed altri. L’associazione è attiva istituzionalmente sui temi dell’integrazione europea. Una istituzione che, per noi, è anche legata all’eredità di un grande polesano “d’adozione” come l’ex sindaco di Lendinara Gianfranco Martini. Per settembre, stiamo preparando con Aiccre una iniziativa che coinvolgerà anche la nostra provincia e che sarà rivolta espressamente agli enti locali, sulla progettazione e l’utilizzo dei fondi europei.

  • Democratica 2017 Forum nazionale PD

    Democratica 2017Forum nazionale PD

    Forum nazionale PD
    30 Giugno – 1 Luglio 2017
    Teatro Linear Ciak
    Viale Puglie 26 – 20137 Milano
    Iscriviti scegliendo una ‘Piazza tematica’ alla quale partecipare
    Scarica la nota logistica – Democratica 2017
    Scarica il Programma – Democratica 2017

    Programma

    Venerdì 30 Giugno
    Ore 16.00 – Accrediti
    Ore 17.15 – Saluti di Giuseppe Sala
    Ore 17.45 – Intervento di apertura di MATTEO RENZI
    Ore 18.30 – “Il gioco di squadra” intervento di Mauro Berruto
    A seguire: Piazze Tematiche *:
    Casa PD – Il partito delle comunità, #magliettegialle e partecipazione civica
    Social Media Party – Il nuovo PD tra rete digitale e social network
    Amministrare oggi – Il governo delle comunità
    Giovani, Democratici e protagonisti – Per una nuova militanza nel PD
    Dalle parole ai fatti: Italia 2020 LAVORO, CASA, MAMME
    Sabato 1 Luglio
    Plenaria:
    Ore 10.00 – Idee per l’Italia ospiti tra gli altri:
    Roberto Burioni
    Lucia Annibali
    don Luigi Ciotti
    Ore 12.00 – Idee per l’Italia
    Testimonianze dal mondo del lavoro e dell’impresa, della ricerca, della scuola e del sapere, del volontariato sociale e dell’associazionismo civico
    Ore 13.00 – Intervento conclusivo
    * Per preparare il lavoro delle piazze tematiche ti invitiamo a inviare alla mail organizzazione@partitodemocratico.it idee, documenti e buone pratiche del tuo circolo che possano essere utili al lavori delle piazze stesse.

  • Grande Assemblea Nazionale di tutti i Circoli del Partito Democratico

    Dalla sede del Pd di Milano Matteo Renzi con Pietro Bussolati e tutta la squadra lancia la Grande Assemblea nazionale di tutti i circoli del Pd che si terrà venerdì 30 giugno e sabato 1 luglio.

    “Saremo alcune migliaia -dice Matteo Renzi- e sarà l’occasione per decidere insieme dove andare. Non solo lavoro, casa, mamme ma anche la discussione sul futuro da costruire”.

    Vi aspettiamo a Milano