• PRECARIETA’ E QUERELE TEMERARIE, A ROMA LA MANIFESTAZIONE SUL LAVORO GIORNALISTICO

    ROMA 25/05/2017 – Il parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari ha partecipato all’evento della Fnsi davanti all’aula di Montecitorio. Crivellari: .

    . Lo afferma il deputato del Partito Democratico Diego Crivellari dopo aver partecipato alla manifestazione indetta sotto la Camera dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana con l’adesione di tutti gli organismi di categoria e di diverse associazioni, espressione della società civile.

    .

  • PARCO DEL DELTA, NESSUN RISCHIO DI NAZIONALIZZAZIONE

    ROMA 25/05/2017 – Il parlamentare polesano Diego Crivellari corregge le esternazioni dell’assessore regionale del Veneto in merito al rischio di un “parco nazionale”: .

    .

    Così il parlamentare polesano Diego Crivellari.

  • Luigino Boarin il nuovo Coordiantore del Circolo di Fiesso Umbertiano

    Fiesso Umbertiano 24 maggio 2017. Nella serata di ieri sera si è tenuta l’Assemblea degli iscritti a Fiesso Umbertiano.

    IL Segretario Provinciale Giuseppe Traniello Gradassi presente come garante all’Assemblea di Fiesso Umbertiano per l’elezione del nuovo Segretario di Circolo, essendo il segretario precedente Roberto Bolzoni dello stesso, dimissionario per motivi di lavoro da svariati mesi, ringrazia il circolo per la disponibilità e per aver consentito finalmente alla Segreteria Provinciale di iniziare quel riordino e rafforzamento territoriale che il PD merita e che è l’ossatura portante di un partito che vuole essere protagonista e guida della vita del proprio territorio.

    Un sentito grazie particolare va al coordinatore uscente per il suo impegno e disponibilità, complimentandosi per la unanime elezione a coordinatore del circolo di Fiesso Umbertiano di Luigino Boarin.
    Gli augura un buon lavoro , affinchè porti a compimento felicemente il programma proposto per il PD e per Fiesso Umbertiano …

    .

  • VENTO BICI TOUR. UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER IL POLESINE

    Anche quest’anno passerà dalla nostra provincia il VenTo Bici Tour, la lunga pedalata amatoriale ideata per diffondere e sostenere VenTo, il progetto di ciclovia lungo il corso del Po. La ciclovia – finanziata e individuata dal governo come una delle prime ciclovie di interesse nazionale – è stata ideata dal Politecnico di Milano con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare un territorio nascosto ma ricco di bellezza invidiata in tutto il mondo: 679 chilometri da Venezia a Torino, attraverso quattro regioni, undici province e ben 177 comuni, per un ambizioso progetto già approvato ed inserito nella Legge di Stabilità.

    Al grido di “Pedalando assieme ricuciamo la bellezza” gli esploratori di VenTo pedaleranno dal mare sino ai piedi della Alpi, da Venezia a Torino, tra cascine e risaie, osterie e antichi monasteri, musei e castelli, borghi e campi coltivati, toccando con mano lo sviluppo del progetto in un’occasione unica in cui le strade saranno chiuse al traffico. Il Politecnico uscirà dai propri laboratori per raccontare a voce ai partecipanti e ai curiosi le potenzialità di questo progetto e la sua capacità di innescare importanti cambiamenti culturali. Tra pedalate, incontri e degustazioni, il VenTo Bici Tour sarà un primo assaggio di un vecchia e nuova idea di viaggio.

    Data l’importanza del progetto per il nostro territorio, segnaliamo questa nuova edizione di VenTo Bici Tour e raccomandiamo a tutti gli interessati – amministratori, associazioni, enti, singoli, famigllie ecc. – l’iscrizione e la partecipazione all’evento. La prima tappa, che porterà da Venezia a Rosolina, partirà il2 giugno e sarà possibile iscriversi fino al giorno stesso della partenza.

    Riteniamo che VenTo rappresenti davvero una straordinaria opportunità per rilanciare lo sviluppo turistico della nostra provincia e per far conoscere il Polesine ad un pubblico sempre più vasto. Fondamentale sarà la presenza e la vicinanza delle nostre amministrazioni dentro questo percorso. Noi ci crediamo!

    On. Diego Crivellari – Leonardo Raito, sindaco di Polesella

    VENTO BICI TOUR 2017

    Dopo 5 anni di dedizione, ricerche e cambiamenti e le tantissime richieste pervenute nel tempo il tour sarà aperto al pubblico per un’esperienza unica, in sicurezza
    su quella che potrebbe essere la più lunga dorsale cicloturistica d’Italia!

    1° weekend di pedalata collettiva dal 2 al 4 giugno da Venezia a San Benedetto Po

    2 giugno
    Venezia – Rosolina | 40 km
    3 giugno
    Rosolina – Ferrara | 75 km
    4 giugno
    Ferrara – San Benedetto Po| 86 km

    INFO E ISCRIZIONI
    www.progetto.vento.polimi.it/bicitour2017.html
    per ogni domanda sulle pedalate scrivere a: info@witoor.com

    Affrettatevi ai primi 100 una maglietta di VENTO in omaggio!

    PEDALIAMO ASSIEME PER RICUCIRE LA BELLEZZA e mercoledì 7 giugno, a Cremona, non perdetevi il VENTO day.

    IMPORTANTE
    PER ISCRIVERSI è NECESSARIO ACCEDERE AL PORTALE CHE TROVATE AL SITO www.progetto.vento.polimi.it/bicitour2017.html

  • MANOVRINA, PER GARANTIRE RISORSE ALLE PROVINCE

    Roma 18 maggio 2017. Il deputato polesano del Partito democratico Diego Crivellari ha incontrato, a margine dell’iniziativa promossa dall’Upi al Teatro Quirino, la delegazione della Provincia di Rovigo capitanata dal presidente Marco Trombini e dal suo vice Vinicio Piasentini. Così ha commentato l’incontro Diego Crivellari: “Ho raccolto la preoccupazione trasversale dei rappresentanti dell’ente venuti qui a Roma dal Polesine. Abbiamo anche ascoltato con attenzione le parole del presidente di Upi e sindaco di Vicenza Achille Variati e comprendiamo le difficoltà di questi enti in una fase di delicata transizione”.

    Prosegue Crivellari: “Ho riferito al presidente Trombini che siamo fattivamente impegnati con diversi colleghi del gruppo parlamentare del Partito democratico ad emendare la cosiddetta ‘manovrina’ – il decreto enti territoriali 50/2017, attualmente in discussione alla Commissione bilancio della Camera – in modo da garantire da subito maggiori risorse alle province e, soprattutto, per riuscire a garantire i servizi essenziali che sarebbero a rischio, se fossero confermati i tagli previsti all’ultima finanziaria. Strade e scuole in primis”.

    “In particolare – ricorda il deputato polesano – abbiamo sottoscritto e presentato con alcuni colleghi del gruppo un emendamento alla manovra-bis che chiede di raddoppiare gli stanziamenti previsti per quest’anno dalla manovra correttiva, moltiplicandoli poi ulteriormente a partire dal 2018. La proposta di modifica propone di portare il contributo previsto per il finanziamento delle funzioni fondamentali delle province da 110 milioni a 220 milioni nel 2017 e da 80 milioni a 480 milioni a decorrere dal 2018. Abbiamo inoltre presentato altre proposte relative alle facoltà assunzionali dei piccoli comuni e per il sostegno dei sistemi bibliotecari provinciali. Ora ci aspettiamo una risposta positiva del governo, che vada nella direzione auspicata e consenta di dare ossigeno a queste realtà, garantendo i serivizi ai cittadini”.
    unnamed

  • #LeggeElettorale

  • Festa del PD a Gaiba_26 maggio 2017

    Con la collaborazione dei circoli dell’Alto Polesine Sinistra Po, stiamo organizzando un momento conviviale per l’avvio di una nuova fase politica della vita del Partito Democratico Polesano a seguito della conclusione della fase congressuale.

    Saranno presenti il Segretario Regionale Alessandro Bisato, gli onorevoli Diego Crivellari e Giulia Narduolo e altri graditissimi ospiti che daranno conferma nei prossimi giorni.

    La cena si terrà Venerdì 26 maggio alle ore 20,30 a Gaiba.

    E’ indispensabile la prenotazione. I contatti telefonici sono: Emanuela 340.81.62.110 – Michele 335 77. 89 640 – Beatrice 347.90.66.707 – Giorgia 336.71.88.928

  • Nadia Romeo, unica polesana a fianco di Matteo Renzi.

    Roma 7 maggio 2017 – Domenica 7 maggio 2017 l’assemblea nazionale del Partito Democratico ha eletto Nadia Romeo, unica polesana a fianco di Matteo Renzi.
    Nadia, esprime tutta la sua soddisfazione per l’elezione e dichiara “Mi farò portavoce del nostro territorio”.

    “Sono la prima e unica polesana eletta a membro del direttivo nazionale composto da 120 membri, a cui si aggiungono membri di diritto come Sindaci città di capoluogo, i Presidenti di Regione e gli ex Segretari: Trai i componenti ci sono anche il premier Paolo Gentiloni e tutti i ministri Dem del governo.
    Inoltre fanno parte della Direzione 20 ragazzi (9 uomini e 11 donne) nati tra gli anni 80 e gli anni 2000, scelti da Renzi, chiamati “Millennials”.

    Spero che questo mio nuovo impegno politico possa servire anche a pacificare le guerre interne al nostro partito, viste e considerate tutte le ultime vicende. Io avrò il compito di rappresentare tutto il Polesine e tutte le anime del partito del nostro territorio. E così farò”.

    “Il Polesine non sarà più considerato un bacino di voti: ora ho l’onore e l’onere di rappresentarlo e farò in modo di rilanciare il nostro territorio e di dare voce alle nostre problematiche a livello nazionale”.

  • Legge MatteottiI_Intervento alla Camera dei Deputati dell’on Diego Crivellari

    Roma 8 maggio 2017 – “Il crimine più orribile mai commesso da qualunque governo”: con queste parole un giovane giornalista americano, Ernest Hemingway, commentava il rapimento e l’assassinio di Giacomo Matteotti, avvenuto nel 1924. Una pagina tragica, un evento che ha segnato in profondità la nostra storia e che ha mostrato il vero volto del fascismo, la violenza, la sopraffazione, le pulsioni totalitarie – che nel giro di pochi mesi sarebbero sfociate in una dittatura che avrebbe trascinato il nostro Paese fino al disastro della Seconda guerra mondiale.

    Oggi, però, non ci troviamo semplicemente a commemorare un fatto o la memoria di una persona, di una figura storica, di un pezzo di storia d’Italia. Pensiamo che questa legge possa rappresentare veramente qualcosa di più e portarci a compiere una riflessione più approfondita che nasca dall’esempio di Matteotti e si proietti verso il futuro, chiamando in causa lo stato della nostra democrazia e le sue prospettive.

    Promuovere oggi la memoria di una figura luminosa come quella di Giacomo Matteotti può e deve avere almeno un duplice significato: diffondere certamente la conoscenza della straordinaria esperienza umana e intellettuale del deputato polesano, affiancare al “mito” sedimentato nel corso delle generazioni la ricerca, l’educazione, la conoscenza storica e, insieme, confermare la fedeltà del Parlamento e delle istituzioni repubblicane ai propri valori fondanti, alla propria memoria, alla propria storia migliore.

    Il discorso di Matteotti alla Camera del 30 maggio 1924 rappresenta una delle più significative testimonianze di coraggio, intransigenza, omaggio al valore delle istituzioni, riconoscimento della centralità del Parlamento nella vita pubblica di un paese civile. Non è banale ricordarlo oggi, nel momento in cui da più parti, anche in Europa, sono tornati a soffiare con forza i venti dell’antiparlamentarismo, del populismo più becero, del rifiuto della democrazia e delle istituzioni rappresentative. Il tema è attuale, la nostra democrazia, in Italia e nel mondo, ha bisogno di rinnovarsi, di crescere, ma anche di riconoscere e riscoprire le proprie radici, i propri grandi esempi.

    Sono passati pochi mesi da quando, proprio qui a Roma, una targa commemorativa del barbaro assassinio è stata distrutta. Un segnale inquietante, che abbiamo voluto doverosamente ricordare anche in quest’aula.

    Eccoci, allora, al primo punto delle nostre considerazioni. Preservare la memoria di Giacomo Matteotti. Su questo punto occorre, come si è accennato, andare oltre il mito, andare anche oltre il luogo comune troppo a lungo abusato di Matteotti quale “famoso sconosciuto”. Lo ha ricordato recentemente Valentino Zaghi, autorevole studioso e biografo del politico socialista, nel corso di una iniziativa che ci ha visti partecipi a Fratta Polesine, nella casa natale di Matteotti: esiste una ormai ampia bibliografia di scritti, di saggi, di studi dedicati a Matteotti, che consentono a tutti noi di poter accedere ad una ricca miniera di informazioni e di avere un ritratto sostanzialmente completo dell’uomo e del dirigente politico. Questa dimensione in cui si intrecciano ricerca storiografica, memoria, passione civile, accumulata negli anni, trova pochi, pochissimi eguali per importanza e per profondità all’interno della galleria delle grandi figure politiche che hanno fatto l’Italia del Novecento.

    Conoscere e studiare o ristudiare la figura di Matteotti significa porsi nell’ottica di affrontare con una rinnovata consapevolezza l’evoluzione di una intera parabola umana e politica, breve, è vero, ma piena di pagine e di spunti degni di riflessione e di approfondimento: dal giovanissimo Matteotti amministratore locale e dirigente cooperativo all’analisi del suo originale profilo di intellettuale e di giurista, dalla sua attività sindacale alla sua esperienza di pacifista durante la Prima guerra mondiale, dalla rete dei rapporti intessuti con le socialdemocrazie europee ad un esame attento e articolato della sua formidabile attività parlamentare concentrata tra il 1919 e il 1924. Tutto quello che precede e accompagna l’estremo sacrificio, “la fine di Matteotti ne riassume in gran parte la vita”, per usare le parole di Mario Isnenghi.

    Matteotti è anche il simbolo dell’evoluzione della coscienza democratica nel socialismo italiano e del progressivo riconoscimento del Parlamento come luogo centrale per l’avanzamento dei diritti e per le conquiste del movimento operaio e democratico. Egli non fu un teorico nel senso classico del termine, ma seppe come pochi analizzare e cogliere lucidamente la radicale cesura rappresentata dal movimento fascista nell’inquieto panorama dell’Italia liberale e il suo carattere antidemocratico. La sua è anche l’eredità di un pensiero lucido e lungimirante.

    La Costituzione repubblicana è innervata dalle idee e dai valori del socialismo democratico e dell’azionismo e chi oggi volesse – dopo anni di relativo oblio, seguiti alle tempeste di Tangentopoli e ad una sorta di “damnatio memoriae” sulla vicenda socialista – recuperare pienamente questa storia, questa dimensione, dovrebbe rifarsi ai nomi di Nenni, Saragat, Lombardi, Pertini, Craxi, ma non potrebbe certamente omettere o relegare in qualche seconda fila le idee e l’esperienza di Matteotti.

    In questo stesso provvedimento, abbiamo inoltre fortemente voluto riconoscere Casa Matteotti a Fratta Polesine come monumento nazionale, immaginando un ideale connubio con Casa Gramsci di Ghilarza. Un passaggio che a nostro avviso riveste grande importanza. Due figure diverse, sotto molti aspetti, ma entrambe germogliate dal movimento socialista di inizio secolo, diventate ben presto esempi di lotta e riscatto in tutto il mondo e destinate a veder interrotto il proprio impegno parlamentare di fronte al dilagare della violenza fascista.

    Come tanti, in questi giorni ho avuto modo di ammirare proprio qui a Montecitorio gli originali dei “Quaderni” gramsciani, insieme ai libri in possesso del filosofo sardo, ed è stato veramente un momento emozionante. Ma torniamo a Matteotti.

    Se esiste un luogo simbolo della difesa della sovranità del Parlamento e delle nostre libertà, questo può certamente essere rappresentato dalla dimora che, nel cuore della provincia di Rovigo, è diventata sede di un importante archivio e depositaria di una memoria incancellabile. Ecco, allora, la casa museo di Fratta pensata come tappa di un percorso vivo e concreto della nostra memoria, santuario laico, ma anche luogo aperto ai giovani, ai cittadini, agli studiosi… in cui la dimensione della “memoria sacralizzata” può attualizzarsi, coniugarsi al futuro, guardare ad esperienze di formazione e ad occasioni di approfondimento capaci di tenere insieme territorio, mondo della scuola, mondo della ricerca. Una sfida da cogliere in pieno, quella della casa museo, per poter preservare adeguatamente la memoria di Matteotti e diffonderne gli insegnamenti.

    Questa parte del discorso si lega direttamente al secondo punto della nostra riflessione, ad una riflessione più generale sul ruolo e sulle prospettive del Parlamento. L’esperienza del grande polesano richiama immediatamente come la crisi delle istituzioni parlamentari e la crisi della rappresentanza siano questioni dirimenti per il futuro della democrazia e per il nostro Paese.

    Per certi versi, giova qui ricordare l’ammonimento del politologo Giovanni Sartori: “Il parlamento è indispensabile, se si desidera un regime democratico. Ma se vogliamo che l’istituto regga alla prova e sia vitale, occorre avvertire quanto c’è di anacronistico nel nostro modo di concepire i parlamenti di oggi alla luce di principii e di criteri di ieri (…) Si tratta soprattutto di instaurare una prassi conforme a una più avvertita e aggiornata presa di coscienza”.

    Parole illuminanti. Ne consegue, oggi, la necessità di lavorare per accorciare la distanza con i cittadini e con il paese reale, riaffermare il ruolo dei partiti e la democrazia dentro i partiti, snellire o rendere più funzionali le procedure parlamentari, riarticolare il rapporto con le istanze e gli strumenti di democrazia diretta, ma anche riarticolare il rapporto con i corpi intermedi e gli enti locali, contenere la spesa, riaprire al più presto una stagione di riforme che rendano sempre più il Parlamento luogo capace di comporre l’interesse generale e di produrre decisioni che possano incidere concretamente nella vita della nazione, nonché di relazionarsi nelle forme più efficaci con il peso crescente della dimensione sovranazionale.

    Anche per questi motivi, la memoria di Matteotti deve essere pensata o ripensata come occasione, per i cittadini e per le nostre istituzioni, di una più ampia riflessione sulla tenuta delle istituzioni parlamentari, sui rischi di pulsioni e tentazioni antidemocratiche, sulle possibili strade verso una compiuta riforma/autoriforma del sistema che faccia da argine ad esperimenti demagogici e a derive assemblearistiche, alla illusione di una assoluta trasparenza della rete, al mito di una “democrazia sostanziale o integrale” che si proponga di liquidare e mettere in secondo piano una cornice ordinata di regole e di procedure “formali”.

    La democrazia parlamentare è un sistema vitale, che deve essere in grado di recepire le novità del mondo contemporaneo, la sua complessità, i suoi sviluppi, ma senza tradire la promessa di emancipazione da cui è nata e senza rinnegare i valori individualistici e umanistici su cui poggia la sua storia e che ne costituiscono l’eredità più feconda.

    on. Diego Crivellari

  • Risultati Primarie 30 aprile