• Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2017

  • Università a Rovigo vitale e strategica per il Polesine: occorre rivedere lo statuto del Cur, ma ribadiamo l’importanza del ruolo delle istituzioni

    Venezia, 19 dicembre 2016 – Crivellari e Azzalin (PD): “Università a Rovigo vitale e strategica per il Polesine: occorre rivedere lo statuto del Cur, ma ribadiamo l’importanza del ruolo delle istituzioni”

    “L’università in Polesine è e rimane una realtà strategica: solo chi ha seguito distrattamente le vicende della nostra città può darne una visione negativa o cercare di descrivere una realtà che sarebbe addirittura sull’orlo del fallimento”. Ad affermarlo sono l’onorevole del Partito Democratico Diego Crivellari e il consigliere regionale Graziano Azzalin in una nota congiunta.

    “Non dobbiamo dimenticare gli anni della presidenza di Roberto Tovo, espressione del centrosinistra, che hanno segnato un progressivo consolidamento delle relazioni con gli atenei di Padova e Ferrara, nonché un aumento delle iscrizioni, in un contesto di massima collaborazione istituzionale con i soci e il territori. Che l’università di Rovigo attragga studenti da fuori provincia è un dato indubbiamente positivo e una ottima base di partenza per il domani. I numeri parlano chiaro”.

    Da qui il sollecito dei due esponenti del Partito Democratico: “È fondamentale che le istituzioni territoriali confermino di credere nel futuro dell’università, con scelte conseguenti e una governance adeguata ai tempi e alle nuove progettualità da mettere in campo. Portare il confronto in via quasi esclusiva sulle ‘poltrone’, è un errore di prospettiva, che non inquadra i veri problemi e rischia di dare una immagine distorta di un ente che ha dimostrato e tuttora dimostra grande vitalità. Rivedere lo statuto del Cur sembra costituire un passaggio opportuno, nei prossimi mesi, per cogliere le sfide che si preparano, senza che ciò debba peraltro prefigurare una precipitosa ritirata del pubblico nei confronti del privato: questo passaggio potrà credibilmente diventare il momento in cui provare a strutturare nuove e virtuose sinergie e provare ugualmente a rilanciare il ruolo del capoluogo e degli enti che rappresentano il territorio. L’ateneo di Rovigo per continuare a crescere ed essere la vera università del Polesine deve necessariamente trovare la capacità di intessere relazioni sempre più solide, senza pensare che l’autarchia o l’autoreferenzialità possano costituire una via d’uscita”.

     

  • Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi…

    I rodigini hanno letto che il C.d.A  [Consiglio di Amministrazione]  del C.U.R.  [Consorzio Universitario Rodigino]  è stato confermato in blocco.
    Potrebbe essere una buona notizia: potrebbero avere ben operato.
    Ma NON è cos’ì !!
    L’Assemblea Soci (tra i quali Comune di Rovigo, C.C.I.A.A., Ente Provincia) ha PROROGATO in BLOCCO un C.d.A. che ha  prodotto risultati positivi semplicemente ZERO !!
    Nel frattempo la situazione si è incancrenita: i cittadini di Rovigo sono consapevoli che la loro struttura universitaria è sull’ orlo della Liquidazione Coatta Amministrativa.
    Cioè quello che nel diritto privato viene definito vicino al FALLIMENTO economico-finanziario.
    Noi ci chiediamo e chiediamo:
    E’ saggio?
    E lungimirante? – incaricare del rilancio di un Ente a rischio sopravvivenza proprio le stesse persone che lo hanno condotto ad una situazione di asfissia gestionale ?
    Questo C.d.A. PROROGATO (  Mauro Venturini Presidente – Enrica Zenato Vicepresidente –  Roberto Tovo – Andrea Tincani – Sofia Nicoli – Consiglieri) dove potrebbe trovare:
    motivazioni, idee, programmi, progetti, risorse economico-finanziare NUOVE nei prossimi mesi … visto che per anni NON ha realizzato nulla !!
    Il Pd rodigino si chiede e chiede perche solo il 25% degli iscritti ai corsi sono della provincia di Rovigo? Forse non e’ che la formazione e’ troppo ristretta e non risponde alle esigenze del territorio?
     “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi” (Albert Einstein”)
    E come NON essere d’accordo con Einstein?
    Attendiamo convincenti spiegazioni dai Soci del C.U.R.
    Nadia ROMEO                                                               Tosca MALAGIGINI
    Capo-Gruppo PD                                                           Segretario Unione Com.le
    Consiglio Com.le RO                                                      PD Rovigo

     

  • ONESTA’, COERENZA E TRASPARENZA DOVE STANNO?

    Martedì 20 dicembre 2016 – ore 21,00 –  Piazza Vittorio Emanuele II – Sala della Gran Guardia – Rovigo

    Confronto pubblico tra:
    – Ivaldo Vernelli, Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle
    – Julik Zanellato, Segretario Provinciale Partito Democratico

    Modera il giornalista Giuliano Ramazzina

    Saranno ammesse domande da parte del pubblico presente al confronto

    Vernelli Zanellato Incontro 20 dicembre Rovigo

  • CRIVELLARI AL MINISTRO DELL’INTERNO: SUPERIAMO IL LIMITE DI ETA’ PER IL CONCORSO DEI VIGILI DEL FUOCO

    ROMA 14/12/2016 – Interpellanza del parlamentare del Partito Democratico per chiedere il rispetto di una direttiva europea e una sentenza della corte di giustizia sulla disparità posta dal dato anagrafico.

    <Ho chiesto al Ministro dell’Interno di intervenire il prima possibile sui limiti d’età nell’accesso ai concorsi pubblici per il Corpo dei Vigili del Fuoco. Ci sono numerosi casi di persone che vengono escluse per qualche anno di superamento del limite di età e magari arrivano da attese lunghissime dei precedenti concorsi o dalle file dei volontari discontinui>. Con una interpellanza urgente il parlamentare Diego Crivellari del Partito Democratico ha sottolineato e posto il problema al Viminale. <L’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – ha continuato Crivellari – dispone il divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata sull’età.

    E’ recente la sentenza della Corte di Giustizia europea che chiarisce che nulla consente di affermare l’obiettivo di garantire il carattere operativo e il buon funzionamento dei Corpi dello Stato attraverso il mantenimento di un simile limite per l’accesso ai concorsi pubblici, e nulla dimostra che le capacità fisiche richieste siano necessariamente collegate ad una fascia predeterminata d’età. Oltretutto l’iter della selezione concorsuale prevede già il superamento di «prove fisiche rigorose ed eliminatorie» sufficienti a garantire piena operatività ai Corpi. In assenza di una ragionevole giustificazione – ha concluso Crivellari- le norme che impongono un limite d’età all’accesso ai concorsi realizzano manifestano ad oggi una disparità di trattamento>

  • “IL VO(L)TO DI DONNA”

    L’esposizione prodotta e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi è nata dal progetto della Dr.ssa Graziella Falconi, membro del Comitato Organizzativo e Membro del Comitato Scientifico della Fondazione NILDE IOTTI, ed è stata promossa dalla Fondazione NILDE IOTTI, Fondazione Bellisario e l’Associazione Culturale ArtisticaMente.


    Informazioni:

    Roma, Palazzo Montecitorio, Camera dei deputati, Sala della Regina
    dal 1° dicembre 2016 al 18 gennaio 2017
    Orari: giovedì 1° dicembre dalle 16.30 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
    dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
    domenica 11 dicembre e 15 gennaio 2017
    in occasione della manifestazione Montecitorio a Porte Aperte dalle 10.30 alle 16.00
    Ingresso di accesso: ingresso principale in Piazza Montecitorio
    Giorni di chiusura: sabato e domenica
    (compresi sabato 24 e domenica 25 dicembre e sabato 31 dicembre e domenica 1° gennaio)
    Altre chiusure: giovedì 8 dicembre, lunedì 26 dicembre 2016 e venerdì 6 gennaio 2017
    Informazioni e orari: 06 67601 – www.camera.it
    Ingresso libero

  • Colli Euganei, salta l’emendamento “taglia Parco”, soddisfazione del Pd: “Berlato è stato bloccato, la Giunta ha fatto retromarcia. È assurdo prendere decisioni senza consultare il territorio”

    Venezia, 12 dicembre 2016 – “Avevamo ragione e con noi gli amministratori e i cittadini che hanno protestato contro la legge che demoliva il Parco dei Colli. Finalmente la Giunta ha dato un segno di vita e questo cambio di rotta è un primo risultato”. Il Partito Democratico prende atto della retromarcia della Giunta con un emendamento al Collegato di Bilancio che va a sostituire quello del consigliere Sergio Berlato, che eliminava il 90% dell’area protetta.

    “Ci siamo mobilitati da subito contro un provvedimento assurdo e dannoso, siamo contenti che anche la Zaia se ne sia accorto, meglio tardi che mai: è una scelta finalmente di buon senso che permette di affrontare un tema importante e complesso con la dovuta attenzione – spiegano i consiglieri democratici – Con il nuovo testo il perimetro non sarà ridefinito in aula, ma dovrà passare attraverso una fase di concertazione con il territorio, come previsto dallo Statuto. Questa materia, come tante altre, non doveva neanche essere inserita nel Collegato, visto che da maggio abbiamo una legge che è ferma in Commissione. Ripartiamo da lì: si metta all’ordine del giorno in Commissione e arriviamo a un progetto condiviso, seguendo le procedure previste, affrontando le problematiche in tutte le varie sfaccettature, senza scorciatoie pericolose. I Parchi sono una risorsa fondamentale per il Veneto e vanno valorizzati, nessuno nega il problema legato al contenimento della fauna selvatica, che può e deve essere affrontato senza per questo cancellare le aree protette.

    Il ripensamento della Giunta speriamo possa essere una pietra tombale anche su provvedimenti analoghi, come quello sul Parco della Lessinia”.

  • Circolo PD di Castelgugliemo: pubblico dibattito sull’esito del Referendum Costituzionale tenutosi venerdì 9 dicembre 2016,

    “Con umiltà ritengo necessario guardare all’esito del voto Referendario Confermativo sulla modificazione Costituzionale : per capire, per riflettere, per poter meglio operare in futuro.”.

    Così esordisce Maurizio TURCATO, Segretario del Circolo PD di Castelguglielmo.

    Con il 47,55% dei SI, il nostro è il terzo miglior Comune del Polesine – scandisce con orgoglio Claudio PREVIATO, Vice-Sindaco di Castelguglielmo.

    E riconosce in questo dato anche l’impegno, silenzioso ma prezioso, del Sindaco Giorgio GRASSIA; che pur assente per impegni precedentemente presi ha inviato un saluto ben augurante ai partecipanti.

     

    Come Relatore, il Senatore Domenico ROMEO – uno dei fondatori del PD Polesano –

    comunica che il Segretario Provinciale del PD,  Julik ZANELLATO, impossibilitato a partecipare all’iniziativa per impedimenti familiari, ha fatto pervenire un messaggio di apprezzamento per il buon risultato conseguito dal SI nel Comune di Castelguglielmo e per il dinamismo del locale Circolo PD, primo ad organizzare in Polesine un’assemblea degli iscritti aperta alla cittadinanza.

     

    Anche il Sen. ROMEO ha molto apprezzato questo dato e anch’egli ha lodato il Gruppo Dirigente del Circolo.

    Ha rilevato che nei piccoli Comuni dell’Alto Polesine si trovano i migliori risultati della nostra Provincia.

     

    Viceversa i peggiori risultati si sono registrati nel Delta;

    tra questi spiccano LOREO (terra natìa del Senatore forzista AMIDEI) con il 29,02% dei SI

    e ROSOLINA (terra natia del Deputato DEM CRIVELLARI) con il 30,46% dei SI

    (i due peggiori risultati dell’intera Provincia).

    Nonostante ciò il Polesine – come media provinciale – presenta un dato migliore di quelli del Veneto e financo di quello Nazionale.

    A dimostrazione del buon operato del Gruppo Dirigente Provinciale, guidato dal Segretario Provinciale, Julik Zanellato..

     

    Il Senatore ROMEO arriva a dubitare che l’alta partecipazione (quasi il 70% dei votanti) sia

    NON solo un segnale di voglia di partecipare dei cittadini;

    ma sia ANCHE sia anche frutto di una FORTE “tifoseria”: tipica della cosiddetta 2° Repubblica.

     

    Inoltre il prestigioso Relatore risponde a MARCHETTO, lodandolo per il dotto intervento.

    In particolare rimarca che l’ Unione Europea ha il grande merito di decenni di Pace, dopo due guerre mondiali: costate il sangue di milioni di morti.

    Ma contemporaneamente ha il grande limite  – da parte dei suoi gruppi dirigenti che negli ultimi lustri sono stati espressione della destra conservatrice – di mancanza di coraggio di andare oltre la moneta “unica”.

    In particolar modo,  è mancato e tutt’ora manca un Governo Europeo, che si assuma la completa responsabilità su
    * Politica ESTERA
    * Forze ARMATE
    * Forze POLIZIA
    * MONETA Unica per una vera politica Economico-Finanziaria comunitaria.

    Componenti questi per una UNIONE POLITICA degna di tal nome!

    Massimo MARCHIORI, Tesoriere del Circolo,  fa notare che anche mentre si affrontano importanti scadenze, occorre impegnarsi per superare i ritardi sulla viabilità, ad esempio: è ancora  fermo lo sviluppo ed il proseguimento della “Transpolesana” fino al mare.

    Franco MELOTTI, ex-Sindaco di Castelguglielmo, ha rilevato che il voto Referendario è stato “dirottato” a causa dalle vicende del Governo Renzi.

    Nicola MALANCHIN, iscritto al locale Circolo, rafforza quest’ultima tesi, sostenendo che tantissimi cittadini hanno votato contro Renzi, piuttosto che sul merito della Riforma.
    Si è rivelato un errore personalizzare.

    E afferma che pure la vicenda di Banca Etruria ha pesato su codesto esito.

    Interpellato dal Senatore, un giovane neo-elettore ha confermato le analisi nazionali sul distacco elettorale tra giovani elettori e PD di Renzi.

    IL Sen. Domenico ROMEO conclude il suo ragionamento spiegando che la sfida di Renzi è stata di unire l’ Italia,
    per essere più FORTI sul terreno Europeo.

  • De Menech, lingua veneta un inutile pretesto. Lingua e identità ridotte a strumento degli imbonitori

    Padova, 9 Dicembre 2016 _ Con un tempismo che assume i contorni del colpo di genio, a due giorni dal referendum con cui la maggioranza degli italiani ha respinto il più ampio progetto riformatore dal secondo dopoguerra, il Consiglio regionale ha approvato una legge che indica i veneti come minoranza linguistica. Un provvedimento che solletica il desiderio di citare il commento di Fantozzi a proposito del film “La corazzata Kotiomkin”. Però, se i processi di riforma, pur ritenuti indispensabili per attrezzare il nostro Paese a interagire con un mondo sempre più piccolo, sono reversibili, è comprensibile la necessità politica di coltivare la piccola patria veneta.

    E’ chiaro che la questione del veneto, inteso come dialetto, è solo un oggetto preso a pretesto per esigere qualche finanziamento ad hoc a carico del contribuente italiano. Non è, di fatto una questione culturale perché, come ha spiegato efficacemente lo scrittore padovano Massimo Carlotto in una intervista a Repubblica, la lingua veneta è solo immaginata. Semplicemente non esiste, mentre esiste – e come se esiste – una miriade di dialetti veneti che cambiano ad ogni voltar di strada, che hanno assorbito e ricostruito migliaia di termini italiani.

    Forse, visto che la lingua veneta è un’invenzione politico-burocratica, il problema risiede nella necessità di definire un’identità precisa, diversa e separata dei veneti rispetto al resto delle popolazioni italiane. In questo la legge è efficace, e da oggi, tutti noi possiamo felicemente considerarci una minoranza. Faccio notare, per altro, che l’identità veneta è istituzionalmente coltivata dal 2003 (grazie alla legge regionale n. 3 del 14 gennaio 2003, articolo 22) e lautamente finanziata: nel solo periodo 2003-2014 il contribuente veneto ha messo qualcosa come 10 milioni 314 mila 800 euro per manifestazioni quali feste della befana, sagre di paese travestite da rievocazioni medievali, spettacoli di teatro dialettale, giornalini locali. Una enorme, quanto inutile mangiatoia in grado di coltivare succose clientele, ma del tutto inefficace a promuovere la “cultura veneta”, posto che ce ne sia una.

    Indicare i veneti come minoranza linguistica da proteggere costituisce tuttavia un salto di qualità nella guerra fredda ingaggiata dalla classe dirigente politica regionale nei confronti dello stato. Tralascio i riferimenti storici al cosmopolitismo della Serenissima, chiunque abbia avuto il tempo di sfogliare un Bignami di storia o persino la pagina di wikipedia ha contezza che la forza mercantile e politica della Repubblica di Venezia si basava su un complesso sistema di relazioni declinato nel verso dell’apertura al mondo, non certo nella chiusura autoreferenziale. Dato che la posta in gioco non è la lingua, non è l’identità, ma un ormai lungo contenzioso tra stato e regione in materia economica e fiscale e che lingua e identità vengono utilizzate strumentalmente allora credo, da bellunese, sia tornato il tempo di rimarcare le differenze tra l’area dolomitica e la pianura veneta e degli enormi svantaggi economici a cui le popolazioni, gli amministratori e le imprese che insistono sul nostro territorio sono costretti a causa della totale assenza di autonomia concessa dalla Regione del Veneto, a dispetto di venti e più anni di proclami, annunci e leggi rimaste lettera morta. Così come credo legittimo a questo punto che pure il Polesine, l’Altopiano di Asiago, la Lessinia e la Laguna di Venezia alzino la propria voce verso un’amministrazione regionale abile a manipolare il consenso contro il governo nazionale, quando è retto dal centrosinistra, ma del tutto inadeguata a valorizzare le differenze di cui si compone. Se gli imbonitori di turno vogliono darci la patente di minoranza linguistica, noi vogliamo essere protagonisti nella scelta di quale lingua sia parte fondamentale della nostra identità e rimaniamo convinti che per far conoscere ed esportare il prosecco sia più utile conoscere inglese, cinese, russo e magari un (bel) po’ di codice html.

  • SULLA MORTE DI CALLEGARO OCCORRE FARE CHIAREZZA, CRIVELLARI INTERROGA IL MINISTRO DELLA DIFESA

    ROMA 07/12/2016 – Il parlamentare polesano con una interrogazione chiede quali azioni verranno messe in atto per porre luce sulla tragedia che ha avuto come vittima il militare di Gavello, stimato ed onesto servitore dello Stato.

    <Se sono emerse possibili correlazioni tra le indagini sulla presunta truffa sulla blindatura dei veicoli militari a Kabul e la tragica morte del militare Marco Callegaro occorre fare chiarezza e ricercare la verità>. Con queste parole il parlamentare Diego Crivellari ha presentato un’interrogazione urgente al Ministero della Difesa per conoscere le azioni da intraprendere al fine di porre luce sulla drammatica vicenda che ha visto la morte di Marco Callegaro polesano originario di Gavello capocellula amministrativa dell’Italfor e ritrovato esanime il 25 luglio del 2010 nel suo ufficio all’aeroporto di Kabul. <Da quello che emerge di nuovo – ha continuato Crivellari – sembra poter essere meno evidente l’ipotesi del suicidio.

    La procura militare di Roma ha scoperto una presunta truffa incentrata sulla blindatura, risultata più leggera e di conseguenza meno cara, di quella pattuita, sui veicoli civili destinati ai militari di vertice e alle personalità in visita al contingente italiano.  A sei ufficiali è stato recapitato un avviso di conclusione indagini per il reato di truffa aggravata militare. Il soldato Callegaro aveva espresso il disagio nell’essere spettatore di una simile truffa. Callegaro era militare e persona stimata da tutti alla quale gli era stata riconosciuta da conoscenti e colleghi onestà e dedizione al lavoro Il sacrificio per lo Stato Italiano del militare polesano – ha concluso Crivellari – chiede oggi verità e rispetto>.