• Taglio di Po Lunedì 17 ottobre serata sul Referendum Costituzionale

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  • “Il nuovo numero verde sulla sanità si prospetta come un’altra ‘amicopoli’

    Azzalin (PD): “Il numero verde per la sanità stravolge l’organizzazione dei servizi e favorisce una logica clientelare”

    Venezia, 28 settembre 2016 – “Il nuovo numero verde sulla sanità si prospetta come un’altra ‘amicopoli’ in salsa leghista, come sta accadendo per l’accorpamento delle Ulss”. È quanto denuncia il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin, primo firmatario di un’interrogazione rivolta al presidente Luca Zaia, sottoscritta da tutto il gruppo consiliare. “Ci giungono numerose segnalazioni di utenti che con una sola chiamata sono riusciti a bypassare le normali procedure che regolano l’accesso ai servizi, ottenendo una sorta di corsia preferenziale”.

    “Il numero per la ‘patient care satisfaction’ è stato istituito ‘per sottoporre richieste ed esporre suggerimenti o reclami al fine di rendere sempre più interconnesso e dinamico il rapporto tra il Servizio Sanitario e i suoi fruitori’ dice la delibera di Giunta, ma le sue funzioni si sovrappongono a quelle affidate dalla Legge 150 del 2000 agli Uffici per le relazioni con il pubblico, che vengono sviliti. Inoltre, sulla base di quanto ci è stato riferito c’è una gestione disinvolta delle criticità dei servizi, soprattutto per quel che riguarda le liste di attesa: le informazioni raccolte, infatti, vengono trasmesse a direttori generali, primari e capi servizio, scavalcando quindi il ruolo dei Centri Unici  Prenotazione (Cup) e stravolgendo l’organizzazione sanitaria”. “La cosa più grave è che in questo modo si agevolano procedure discrezionali con favori a singoli utenti, che diventano più uguali di altri. Se questo deve essere il metodo con cui la maggioranza intende procedere anche per la riorganizzazione delle Ulss c’è poco da stare tranquilli: si conferma il prevalere di una logica clientelare. Per questo chiediamo alla Regione di rivedere le funzioni e il ruolo del servizio di ‘patient care satisfaction’, per tutelare il diritto di fruire in modo equo dei servizi sanitari in Veneto, sulla base delle procedure e della legislazione vigente”.

     

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    CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

    DECIMA LEGISLATURA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

    NUMERO VERDE PER LA SANITA’. FARE CHIAREZZA E RIVEDERE RUOLO E FUNZIONI DEL SERVIZIO.

    Presentata il 29 settembre 2016 dai Consiglieri Azzalin, Moretti, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis.

    Premesso che:

    – in data 01/09/2015 è stata approvata la Dgr n. 1138, con la quale, secondo quanto evidenziato nelle note per la trasparenza del provvedimento, “(…) la Regione attua una riorganizzazione del Coordinamento Regionale per i controlli sanitari, l’appropriatezza, le liste d’attesa e la sicurezza del paziente ed in particolare: si individua una nuova struttura regionale di afferenza, si definiscono i requisiti che deve possedere il responsabile del coordinamento, si dispone che il coordinamento sviluppi una nuova linea d’attività relativa all’istituzione e funzionamento di un numero verde per la ‘patient care satisfaction’(…);

    – con lettera dell’08/08/2016 n.305788, il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale ha comunicato ai Direttori Generali e ai Commissari delle Ulss l’attivazione del suddetto numero verde 800098528, a far data dal 1° agosto, “(…) al fine di offrire un costante miglioramento dei servizi sanitari (…)”. Si specifica inoltre che gli assistiti possono rivolgersi al suddetto numero verde “(…) per sottoporre richieste ed esporre suggerimenti o reclami al fine di rendere sempre più interconnesso e dinamico il rapporto tra il Servizio Sanitario e i suoi fruitori (…). Oltre al numero verde viene annunciata l’attivazione di un apposito indirizzo di posta elettronica (segnalazioni.salute@regione.veneto.it);

    – sempre con medesima lettera vengono specificati i compiti affidati al personale preposto: “(…) rispondere alle chiamate per la patient care satisfaction; prendere visione delle segnalazioni pervenute sulla casella di posta elettronica dedicata; registrare le segnalazioni  pervenute all’interno di apposita procedura informatica; verificare la sussistenza di criticità in particolare per quanto riguarda il rispetto dei tempi di attesa; relazionare, in merito alle segnalazioni pervenute, alla struttura regionale competente, che provvederà a definire le azioni da porre in essere per risolvere la criticità, contattando direttamente l’Azienda se necessario; dare riscontro all’Utente autore della segnalazione (…)”;

    – tali funzioni, affidate agli operatori del servizio per la ‘patient care satisfaction’, paiono sovrapporsi alle competenze che, in base alla Legge n. 150/2000 (Disciplina delle attività di informazione e di comunizione delle pubbliche amministrazioni), vengono affidate agli Uffici per le relazioni con il pubblico (Urp). L’art. 8, co. 2 punto d, stabilisce che gli Urp vengano organizzati secondo il criterio di “attuare, mediante l’ascolto dei cittadini e la comunicazione interna, i processi di verifica della qualità dei servizi e di gradimento degli stessi da parte degli utenti”;

    – ai sottoscritti giungono ripetute segnalazioni su casi di utenti che, rivolgendosi al numero verde, hanno bypassato le normali procedure che regolano gli accessi ai servizi sanitari. Di fatto emerge che le informazioni raccolte dagli operatori vengono direttamente trasmesse ai Direttori Generali, ai primari e ai capi servizio. Tutto questo con una gestione per la risoluzione delle vere o presunte criticità, soprattutto riguardanti le liste d’attesa, che scavalca palesemente anche il ruolo dei Centri Unici Prenotazione (Cup).

    Considerato che:

    – la suddetta situazione configura uno scenario di sconvolgimento dell’organizzazione sanitaria;
    – l’emergere di procedure del tutto discrezionali, che sfuggono al controllo delle strutture preposte, finiscono per creare inevitabilmente forme di favoritismo di singoli utenti rispetto agli altri e dunque un sistema non più rispettoso di un equanime diritto di salute.

    Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri chiedono al Presidente della Giunta regionale se non intenda rivedere le funzioni ed il ruolo del suddetto servizio di ‘patient care satisfaction’, a tutela del diritto dell’utenza a fruire in modo equo, sulla base delle procedure e della legislazione vigente, dei servizi sanitari in Veneto.

  • Azzalin e Crivellari: “Parco del Delta unico, impegno preso un anno fa.

    Venezia, 28 settembre 2016 -Nessun allarmismo, la Regioni siano protagoniste per modellarlo sulle esigenze del territorio” “Un solo Delta, un unico Parco. Non c’è nessuna novità rispetto all’impegno preso un anno fa dal ministro Franceschini all’indomani del riconoscimento Rete delle riserve Uomo e Biosfera Mab Unesco, in cui si parlò della possibilità di una legge  speciale. L’emendamento al Ddl Parchi (presentato dal relatore Caleo, ndr), appena passato in commissione Ambiente, è ora atteso all’esame del Senato: l’inizio di un iter non breve, ma è bene non creare allarmismi, comunque.

    Dobbiamo essere realisti e guardare agli aspetti  positivi, auspicando un ruolo da protagonisti delle Regioni e, naturalmente, dei nostri comuni”. Questo il commento del consigliere regionale polesano e del deputato Diego Crivellari (Partito Democratico) sul progetto per riordinare, coordinare e riformare tutte le aree naturali  protette del Delta del Po tra Emilia Romagna e Veneto”. “L’unica certezza è che ci sarà un solo Parco, condiviso dalle due Regioni, poi tutto verrà demandato al decreto legislativo attutativo – dall’emendamento resta infatti fuori tutta la parte dell’assetto organizzativo.

    Si va verso una reale semplificazione e si cercherà di raggiungere una visione condivisa di un territorio straordinario, in cui centrale sarà il ruolo di enti locali, società civile e categorie produttive. Spetterà dunque alle Regioni adeguare normativamente il nuovo Parco, modellandolo sulle esigenze del territorio, creare una nuova governance che favorisca la partecipazione del territorio e superi i limiti degli attuali assetti: da questo punto di vista non c’è una correlazione vincolante con la legge 394. Ribadiamo che in questa nuova fase servirà piuttosto assumere, anche come parte veneta, un ruolo da effettivi protagonisti: il Parco dovrà caratterizzarsi non per un aumento dei vincoli e un appesantimento della burocrazia, ma dovrà diventare una vera opportunità per il territorio e le categorie economiche”.

  • Rovigo – Arriva il Pd nazionale per il Sì

    Rovigo 26 settembre 2016- IL voto al referendum sulla riforma Costituzionale si terrà il 4 dicembre 2016. A tal proposito il comitato Basta un Sì, coordinato da Margherita Balzan, ha promosso alcune iniziative di sensibilizzazione rivolte ai cittadini di Rovigo al fine di poter votare non solo coscientemente ma anche positivamente alla legge del Governo Renzi. 

    Tre le iniziative che vedono coinvolte il comitato: la prima il 6 ottobre alle ore 21 presso l’auditorium del conservatorio Francesco Venezze con Alessia Rotta, responsabile delle comunicazioni del Partito democratico nazionale.

    Le seconda invece è prevista il 25 novembre alle ore 20.30 sempre presso l’auditorium del conservatorio Francesco Venezze, con Emanuele Fiano, responsabile delle riforme istituzionali, sicurezza e deputato – capogruppo della commissione Affari costituzionali.

    Il comitato sarà invece ospite il 15 ottobre a Castelmassa, presso la sala polivalente, dove si terrà un dibattito tra Fabio Palladini, membro del Basta un sì, ed il giurista Daniele Trabucco sostenitore del No.

  • GPL NEL PORTO DI CHIOGGIA, IL GOVERNO RACCOGLIE LE PREOCCUPAZIONI DELLA CITTA’

    Il sottosegretario al Mise Giacomelli risponde ad una interrogazione dei parlamentari Crivellari e Mognato: attenzione del Governo e contrarietà della popolazione.

    I tre serbatoi di Gpl nel porto di Chioggia saranno portati all’attenzione del Governo dichiarando la forte contrarietà della popolazione locale. Questa la conclusione della risposta del Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomenlli, interrogato dal parlamentare polesano Diego Crivellari ed il collega veneziano Michele Mognato, preoccupati dell’ampiamento di un deposito costiero di combustibili nell’area del porto commerciale di Chioggia a ridosso dell’area urbana della città.

    <Nella replica all’interrogazione – hanno continuato Crivellari e Mognato – il rappresentante del Governo è andato oltre a quella consegnata per iscritto sottolineando verbalmente che le preoccupazioni espresse e rappresentate sono legittime e giuste. Preoccupazioni che abbiamo raccolto dalla cittadinanza che fin da subito aveva criticato la scelta di aumentare in una zona molto particolare del porto e della città il deposito costiero, ma soprattutto la modifica del tipo di combustibile stoccato da oli minerali a gas propano liquido per una capacità pari a 3mila metri cubi. Nella risposta del sottosegretario Giacomelli, molto articolata e dettagliata, si fa riferimenti a tutto l’iter autorizzativo che il progetto di ampliamento ha seguito e a volte concluso. Ma ciò che premeva far emergere ancora una volta era la contrarietà al progetto dei cittadini e le complicazioni che tale deposito potrebbe creare anche per i piani di sviluppo futuri del porto stesso o dell’area portuale. La vocazione turistica di Chioggia – hanno concluso i parlamentari del PD – è riconosciuta come asse portante dello sviluppo cittadino e quindi difficilmente armonizzabile con attività ed impianti fortemente impattanti.

    Siamo convinti che l’impegno preso dal sottosegretario quest’oggi di seguire la vicenda e rappresentarla al Governo nazionale sottolineando la contrarietà della popolazione, possa far riflettere e scegliere nel migliore dei modi e per il bene della città di Chioggia. Infine le stesse attenzioni e preoccupazioni sono state espresse anche dall’on. Epifani Presidente della Commissione Attività Produttive>.–

  • Donzella Porto Tolle. Incontro sulla Riforma Costituzionale Basta un sì per cambiare l’Italia

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  • I massimi sistemi e le buche…

    Rovigo 21 settembre 2016 – L’immigrazione è un problema urgente ed epocale, da affrontare con mezzi adeguati.

    E’ questione di miseria e guerre, ma anche di equilibri da preservare nelle comunità che accolgono.
    Il controllo di questo fenomeno include strumenti estremamente complessi, che toccano le norme che vincolano i paesi nelle loro relazioni all’interno di organismi sovranazionali, i patti di reciprocità tra stati sovrani, la cooperazione allo sviluppo ed il controllo militare delle frontiere.

    Come sempre nelle difficoltà, però, c’è chi, guardando il cielo, non vede la luna, ma il dito che la indica…
    Accade in tutti i periodi di crisi che lo stolto si diletti ad indicare un capro espiatorio, per ignoranza sulla vera natura delle difficoltà o in malafede:  siano i sacrifici umani, gli ebrei o i migranti, di qualcuno sarà la colpa…

    Anche il nostro Sindaco ha le sue false certezze: è colpa sempre di qualcun altro.
    Un amico, nottambulo per lavoro, ieri mi ha detto che, andando in giro la sera, il pericolo, più che dai ragazzi di colore che incontra di rado, sono le buche in cui la sua auto finisce all’improvviso, le strade senza illuminazione e cosi via lamentandosi…

    A Bergamin voglio dire: occupati di questo, che ora il Sindaco sei tu e questi sono i tuoi compiti!
    Invece di sparlare dei massimi sistemi o fare ronde per distrarre la gente dal tuo fallimento, studia e fai: pulisci le strade, crea occasioni per nuove imprese sul territorio del comune, partecipa agli incontri in Prefettura per coordinare i tuoi vigili con le forze di Polizia, adegua l’illuminazione pubblica e la videosorveglianza sul territorio, in modo che le telecamere abbiamo un definizione utile ad eventuali indagini e registrino quello che accade.

    Non fuffa, cose concrete da Sindaco: gli anni passano e non si vede niente di serio e utile.

    Virna Riccardi
    Segretaria Circolo P.D. di Rovigo

  • CLASSIFICAZIONE SISMICA, ATTENZIONE PER LE AREE PARTICOLARI 

    ROMA 15/09/2016 –   Il parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari deposita interrogazione:<il Polesine pur non essendo zona a rischio è stato colpito da fenomeni di rilevante intensità>.
    <Gli organi competenti e i Ministeri interessati si devono adoperare per far sì che la riclassificazione del territorio possa tenere conto della particolarità di quelle realtà che, come il Polesine, pur non essendo classificate come a rischio sismico sono state negli ultimi anni colpite da fenomeni di rilevante intensità>.
    Il parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari ha presentato una interrogazione per sensibilizzare l’amministrazione dello stato per considerare in maniera attenta e particolareggiata la classificazione delle aree a rischio di terremoto. <L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo – ha continuato Crivellari – per la sua particolare posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica, attualmente, nonostante parte della provincia di Rovigo sia stata duramente colpita dal sisma del 2012, il territorio polesano risulta tuttora classificato come area soggetta a «minimo rischio sismico».
    Il recente decreto, firmato dal capo della protezione civile e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dei 18 agosto 2016 che assegna i contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico, ha escluso difatti completamente la provincia di Rovigo. In base alla relativa classificazione nazionale, con la quale vengono ripartiti 123 milioni 381 mila euro, gli stessi comuni polesani colpiti e danneggiati dal terremoto del maggio 2012 risultano così essere esclusi dal rischio sismico. Appare dunque utile, anche alla luce dei recenti eventi sismici che hanno interessato l’area polesana, valutare l’opportunità di correggere o comunque adeguare i requisiti che hanno portato alla classificazione del rischio. Dal 2015 è in corso la redazione una nuova mappa che sarà presentata nei primi mesi dell’anno prossimo e che integrerà i dati raccolti nel decennio – ha concluso Crivellari – con la quale mi auguro che possano venir considerati tutti i fattori di rischio e di prevenzione>.

     

  • Porto Tolle. Polesine osservato speciale. Ambiente e Rifiuti tra Centrale e discariche.

    Sabato 24 settembre alle ore 10 presso la sala della Musica a Cà Tiepolo di Porto Tolle  in via Giordano 3, iniziativa su: Polesine osservato speciale. Ambiente e Rifiuti tra Centrale e discariche.

    Sarà presente l’on. Alessandro Bratti parlamentare del Partito Democratico, Presidente della Commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali.

    Le questioni sollevate dall’indagine della Commissione in provincia di Rovigo sono state da qualche tempo oggetto d’attenzione e approfondimento: per ladiscarica del Taglietto dove non sono nuove le posizioni del Partito Democratico e tantomeno le richieste d’intervento da parte delle amministrazioni, per quanto riguarda la Coimpo più volte oggetto d’interrogazioni e quesiti di chiarimenti. Non ultimo, per il sito Enel di Polesine Camerini e la necessità di un piano ambientale e di un programma chiaro di dismissione e bonifica.

    E’ di questi giorni, poi, la notizia: la Camera ha approvato la “ Relazione sulla gestione del ciclo rifiuti in Veneto”, realizzata dalla Commissione bicamerale d’inchiesta e presieduta da Alessandro Bratti con cui, assieme ad altri amministratori e politici del Partito Democratico, avremmo modo di approfondire e porre con forza alcune riflessioni sulla questione ambientale, divenuta cruciale per il nostro territorio.

     

    Il Segretario dell’Unione Comunale di Porto Tolle
    Massimino Zaninello

  • BASE DI ZELO NESSUN CENTRO PROFUGHI, IL VIMINALE CONFERMA

    ROMA 16/09/2016 – Il parlamentare del Partito Democratico a colloquio con il prefetto De Luca del Ministero degli Interni: non sussistono le condizioni per l’utilizzo del sito per accoglienza di persone richiedenti asilo.

    <Il Viminale ha confermato che la ex base militare di Zelo, nel comune di Ceneselli, non verrà utilizzata per l’accoglienza dei profughi>. Così il parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari dopo l’incontro con il prefetto del Ministero degli Interni Maddalena De Luca. <In questi giorni – prosegue il deputato Crivellari – abbiamo avuto contatti con il ministero degli Interni e in particolare con gli uffici del sottosegretario Manzione, che ha la delega per l’immigrazione. Ieri, in particolare, abbiamo avuto un proficuo colloquio con il prefetto De Luca, capo di gabinetto del sottosegretario, con l’obiettivo di fare un primo punto della situazione e poter aggiornarci in merito alle notizie fin qui trapelate nella nostra provincia. Viene confermato che, al momento, è in corso una ‘indagine conoscitiva’ sui siti presenti sul territorio, vale a dire una mappatura complessiva e una ricognizione generale che il ministero compie abitualmente rispetto alle strutture demaniali e non solo e che, quindi, per problematiche ed ostacoli strutturali non siamo alla vigilia dell’applicazione di piani particolari per Zelo o allo spostamento di persone in questa sede. Si tratta di naturalmente di una questione che comunque merita e meriterà la massima attenzione. Ho avuto peraltro modo di segnalare al prefetto De Luca – ha concluso Crivellari –  le condizioni molto precarie della ex base e il suo sostanziale stato di abbandono, elementi concretamente verificabili che la rendono oggi un luogo certamente non idoneo per l’accoglienza di persone immigrate come per altre analoghe attività>.