• Istituti Polesani il deputato Crivellari sostiene il tavolo regionale

    ROVIGO 29/01/2016 – <Tutelare ospiti e lavoratori degli Istituti Polesani: questo è l’obiettivo che dobbiamo perseguire come istituzioni, rappresentanti politici, parti sociali e territorio. Reputo positiva la proposta di un tavolo istituzionale tra Regione, Ulss 18, Conferenza dei Sindaci e proprietà degli Istituti con i sindacati per trovare una soluzione che dia rispetto delle leggi, dell’efficienza e della qualità del servizio. Le soluzioni tampone, di breve respiro, non sono più attuabili ma occorre con forte decisione programmare scelte che consentano, ognuno per la propria parte, di mantenere l’attuale livello del servizio socio-assistenziale pensando ove possibile ad un incremento degli addetti presenti nell’Istituto.

    Per rispetto dei circa 250 ospiti e quasi 200 lavoratori, occorrono oggi scelte importanti e in tempi brevi. Tra le proroghe e decisioni disattese,  ci sono procedure di licenziamento che produrranno un taglio drastico degli operatori presenti con un rischio facilmente comprensibile di una riduzione della capacità di servizio. Una riduzione dell’efficienza e della qualità del servizio della struttura degli Istituti Polesani avrà effetti anche sulla comunità polesana , non solo economici e di bilancio.

    Per questo occorre cercare una soluzione che riesca a mettere sulla bilancia tutte le necessità e tutte le proposte delle parti interessate, sia istituzionali e sindacali sia della proprietà. Non ultimo il tentativo di piegare le norme vigenti per interpretare una necessità prettamente economica degli Istituti Polesani, diventi un precedente in grado di mettere in discussione le scelte che sta operando in tutta la regione un intero comparto, è un rischio che la comunità Polesana e l’intero ambito sanitario assistenziale non possono permettersi. Ribadisco la mia disponibilità a promuovere un tavolo di analisi in Regione affinché la questione degli Istituti Polesani trovi una soluzione duratura e risolutiva per il bene di ospiti e lavoratori>.

    Così l’on.Diego Crivellari dopo la lettera che le parti sindacali hanno inviato unitariamente a Regione e Ulss 18.

  • Littorina senza gasolio, Crivellari interroga il ministro

    ROMA 26/01/2016  – Il parlamentare polesano del Partito Democratico chiede giustificazioni dopo le numerose inefficienze.

    <Ho raccolto dai passeggeri un malessere ormai divenuto insopportabile. Troppi episodi di inefficienza e poca attenzione al servizio. Ho deciso di interrogare nuovamente il Ministro dei Trasporti dopo il caso di una settimana fa quando la “littorina” sul tratto Adria-Mestre si è bloccata a pochi chilometri dalla stazione, probabilmente per mancanza di carburante>.

    Così recita l’interrogazione al MIT dell’on.Diego Crivellari in merito al trasporto sulla linea ferroviaria polesana. <La “littorina” – ha proseguito Crivellari  –  in quell’orario è prevalentemente usata da pendolari per motivi di lavoro o di studio ed i passeggeri hanno dovuto attrezzarsi in altro modo per raggiungere la stazione di destino. Alcuni si sono riversati lungo la linea ferrata per arrivare a piedi almeno alla vicina stazione di Adria. Si tratta dell’ennesimo episodio di disservizio verificatosi lungo un tratto dell’unica e più importante linea ferroviaria locale del Polesine. Ho chiesto al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture – ha concluso Crivellari – di verificare lo stato dell’efficienza del servizio di trasporto e quali provvedimenti intenda prendere con il gestore del servizio al fine di garantire la qualità, la puntualità e la sicurezza del trasporto locale>

  • Giornata della memoria

    Il PD Polesano ed i Giovani Democratici parteciperanno al “giorno della memoria” che verrà celebrato domani in Italia, distribuendo un volantino tra gli studenti delle scuole superiori del Polesine e negli esercizi pubblici dei principali centri della provincia. Chiederemo ai giovani e ai cittadini di approfondire il significato di questa giornata, suggerendoci idee, proposte e riflessioni, con l’intento di mettere in campo nei prossimi mesi ulteriori iniziative.

    Il Segretario Provinciale PD – Julik Zanellato
    La Coordinatrice Provinciale Giovani Democratici – Lucia Mantovani”
  • Ricompattamento del PD di Porto Tolle

    Porto Tolle 24/01/16 – Venerdì 22 gennaio 2016 presso la sala della musica di Cà Tiepolo si è svolta un importante Assemblea Comunale del Partito Democratico di Porto Tolle con primo argomento all’O.d.g. “Approvazione documento del PD di Porto Tolle concernente il ricompattamento del Partito Comunale: Oltre ai membri eletti dal congresso del 2014 e quelli di diritto che  sono il Sindaco Claudio Bellan, i consiglieri del PD, i Coordinatori dei sette circoli e il Presidente dell’assemblea Angelo Zanellato erano presenti il Segretario Provinciale Julik Zanellato, il Consigliere regionale Graziano Azzalin, il Tesoriere Guido Azzalin e i componenti della Commissione Comunale di Garanzia.

    Dopo l’approvazione del bilancio consuntivo del 2015 il Segretario dell’Unione Massimino Zaninello ha introdotto l’approvazione del documento chiedendone l’approvazione e nello stesso tempo ha rimesso la sua fiducia all’assemblea ritenendo che sia arrivato il momento della coesione, diventata indispensabile per la vita del Partito locale.

    “ L’esigenza di programmare un incontro ufficiale con il tema “ ricompattamento del PD di Porto Tolle” è nata nel momento in cui il Partito ha cominciato ad attivarsi sui temi del territorio organizzando incontri, riunioni, convegni e prese di posizione sui principali temi socio economici che se da una parte hanno ricreato entusiasmo, nell’essere protagonista della vita politica del comune, dall’altra si è respirata una certa aria di sconforto per la mancanza della massima partecipazione di tutti gli iscritti.

    Le motivazioni di questa situazione vanno ricercate e rimosse per salvaguardare l’entità del Partito più importante del comune e ricreando future occasioni di confronto con la cittadinanza nel segno della compattezza.

    Ci sono riconosciute capacità e competenza e abbiamo un momento governante favorevole, dove si sono messi a disposizione importanti esponenti del PD Nazionale, Regionale e Provinciale e per questo che sentiamo un obbligo di conduzione più marcato, rispetto a qualsiasi altro gruppo politico.

    Per ottenere questo nuova ed efficace coesione serve l’apporto di tutte le sensibilità e la disponibilità di tutti a fare un passo indietro in una sorta d’impegno comune nuovo, basato sulla volontà di costruire, rivocando il senso di responsabilità che ci ha sempre caratterizzato nelle decisioni e iniziative.”

    Nel documento sono rimarcati alcuni concetti fondamentali: – superamento delle logiche del congresso e delle elezioni del 2013, che ci ha visto disorientati;

    – incoraggiamento a riappropriarsi del nostro ruolo svolgendo una caratterizzazione nella vita amministrativa;
    – sostegno del lavoro del Sindaco passando da una fase celata a quella di maggiore efficacia instaurando un canale diretto con i nostri amministratori del PD;

    – preparazione di un programma futuro anche in previsione delle elezioni del 2018;

    Nel atto vi è l’impegno, per favorire il percorso di coesione, nel dare:

    – un primo segnale nella nomina di due giovani a Vice-Segretari, Enrico De Bei e Paolo Saggia;
    – un secondo manifestando la volontà di aprire il tesseramento al Partito Democratico a tutte le migliori energie del campo progressista e democratico, con l’intento di recuperare vecchie e soprattutto nuove esperienze, talenti, competenze e di riabbracciare compagni e amici di sempre;
    – il terzo attivando tutte quelle iniziative che permettano al PD di distinguersi nel dare concretezza all’ineludibile richiesta di buongoverno di trasparenza nella gestione della cosa  pubblica che proviene dai cittadini.

    Il documento è stato votato all’unanimità dei presenti e con tale impegno non solo si ricompatta il partito, s’inizia una fase di rinnovamento coinvolgendo giovani capaci e motivati per la conduzione del Partito locale e l’impegno attraverso opportune iniziative di creare e sviluppare concrete iniziative a sostegno della nostra comunità.

    Si sono dimostrati soddisfatti l’Onorevole Diego Crivellari, il Consigliere Graziano Azzalin e il Segretario Provinciale Julik Zanellato che sono stati interpreti , con la loro fattiva mediazione, di questo progetto di coesione.

  • In Regione per lo sviluppo dell’Idrovia Padano Veneta

    MESTRE 22/01/2016  – Il parlamentare On.Diego Crivellari ha incontrato l’Assessore regionale veneto ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti per promuovere il traffico per le vie d’acqua interne.

     Confronto sulle vie navigabili interne e le opportunità dello sviluppo dell’idrovia per Polesine e Veneto. Questo il tema dell’incontro avvenuto in Regione Veneto tra l’Assessore ai trasporti ed infrastrutture Elisa De Berti e il parlamentare del Paritito Democratico on.Diego Crivellari, promotore in Parlamento di due leggi per la riforma della navigazione fluviomarittima.
    <La Regione Veneto – ha sottolineato l’on.Crivellari – è parte importante per lo sviluppo della più grande idrovia nazionale, uno sviluppo che passa indispensabilmente per riforme e dispositivi di legge nazionali dei quali mi sono sono fatto promotore e primo tra i sostenitori, ma anche da una visione ed una programmazione dei trasporti e delle infrastrutture di carattere regionale. Il dialogo che si è aperto con il Ministero dei Trasporti, le associazioni di categoria, i sindacati e le amministrazioni dello stato ha messo in luce che l’obiettivo è comune e largamente condiviso, ma che oggi è il momento di prendere decisioni concrete e forti.
    L’incontro con l’assessore regionale è partito da questa motivazione e da questo obiettivo: confrontarsi per lo sviluppo dell trasporto per le vie d’acqua interne per una logistica intermodale più efficiente e maggiormente compatibile con l’ambiente>.
  • Dati Veneto Agricoltura 2015

    LEGNARO 25/01/2016 – Agricoltura, Azzalin: “Dai dati dell’outlook sul 2015 emergono anche una serie di nodi strutturali del primario veneto che non possono essere affrontati solo con il Psr: anche nel bilancio serviranno segnali di attenzione ad un settore con luci e ombre”

     “L’anteprima dei dati sull’annata agraria 2015 forniti da Veneto Agricoltura mostra ancora una volta le difficoltà di zootecnia e frutticoltura, oltre a registrare un’ulteriore contrazione nel numero delle aziende, che si riflette sulla tipologia dei lavoratori che vede un crollo dei piccoli imprenditori ed una crescita dei dipendenti. Un quadro che, insieme alla luci, mostra anche delle ombre e che non si può pensare di affrontare solo con gli strumenti del Psr: nel prossimo bilancio serviranno impegni precisi per far fronte ad una situazione che richiede interventi ulteriori e puntuali”. E’ il vicepresidente della commissione regionale Agricoltura Graziano Azzalin a sottolinearlo, a margine della consueta presentazione dei dati che si è tenuta questa mattina alla Corte Benedettina di di Legnaro.

    “La produzione lorda agricola veneta – aggiunge Azzalin – attestandosi sui 5,7 miliardi di euro, rimane sostanzialmente stabile, mentre sono significative le flessioni dei prezzi per alcune produzioni cardine della nostra regione che si registrano nell’outlook: -13% il mais e -14 % la soia, che perdono anche quasi un quarto della propria resa, -7% il frumento, -12% il latte e addirittura -38% le pesche, un prodotto nostrano che, se non verrà ascoltato ‘allarme lanciato già quest’estate dai produttori, rischia di sparire dalle nostre tavole. Solo le colture orticole fanno registrare un andamento positivo, così come il vitivinicolo che non può però essere sempre il velo dietro al quale si nascondono gli altri problemi. Il calo del numero delle imprese agricole è come sempre dai due volti: da una parte segnala che il primario si sta strutturando in grandi aziende in grado di essere competitive, ma dall’altro vi è un progressivo abbandono delle campagne ed una sempre minor differenziazione di coltivazioni. Si tratta di nodi strutturali che vanno affrontati. Il Psr traccia delle buone linee guida, ma da solo non è sufficiente. Qualche segnale di attenzione deve venire con il prossimo bilancio regionale, che deve saper cogliere coerentemente queste indicazioni e agire principalmente con un adeguato sostegno alle linee di credito per favorire gli investimenti.

  • Nel Delta del Po non si trivella

    Trivellazioni: “Il Veneto ha vinto un’altra battaglia: il Governo non ha impugnato la legge che mette il Delta del Po al sicuro da ogni rischio di ricerca ed estrazione di idrocarburi”

     ROVIGO 22 gennaio 2016  – “Nella guerra contro le trivellazioni, il Veneto ha vinto un’importante battaglia ed ha messo il Delta del Po completamente al riparo dalla minaccia delle trivelle”. A sottolinearlo è il consigliere regionale Graziano Azzalin, che insieme al presidente Roberto Ciambetti rappresenta il Veneto nel gruppo di lavoro delle 10 Regioni (ora 9) proponenti il referendum anti-trivelle. La battaglia in questione è quella relativa alla legge regionale 18 del 2015, presentata proprio da Azzalin ed approvata all’unanimità del consiglio lo scorso ottobre, con la quale si modifica la legge istitutiva del Parco del Delta del Po, specificando che non solo non possono essere rilasciate autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi su tutta l’area protetta, ma nemmeno permessi di ricerca di alcun tipo.

    “Da parte del Ministero dello Sviluppo economico – spiega il consigliere – era stata inizialmente avanzata l’ipotesi di un’impugnazione per conflitto di attribuzione, in quanto, si segnalava con una nota da Palazzo Chigi, si riteneva che la legge violasse la competenza concorrente con lo Stato in tema di energia. Nella nota inviata da Roma si fa presente che ‘la disposizione censurata non consente lo svolgimento delle attività upstream’, ovvero tutto il processo che porta all’estrazione di idrocarburi, ‘limitando la realizzazione di impianti di interesse nazionale in determinate aree del territorio regionale’. I chiarimenti forniti dalla Regione, però, sono stati più che esaustivi. Si è infatti ribadito che la norma riguarda un’area protetta con gravi problemi di subsidenza e quindi si configura come una legge speciale per la tutela dell’ambiente. Una spiegazione che ha fatto sì che il Governo decidesse di non impugnare la legge, che è quindi ora pienamente in vigore: il territorio dei Comuni di Adria, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina, Ariano nel Polesine, Taglio di Po, Loreo, Corbola e Papozze, quindi, è e resterà libero dalle trivelle”.

    “La modifica della legge – evidenzia Azzalin – si è resa necessaria dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della Northsun ed abrogato la delibera con la quale la Regione non concedeva il permesso di ricerca, perché effettuato senza prospezioni, ma con l’uso di Vibroseis, non esplicitamente vietati Con la nuova formulazione si eviterà ogni tipo di fraintendimento semantico e si ribadisce una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto. Ora, come veneti, ci mettiamo in cammino, sempre unitariamente verso il referendum: il quesito ammesso dalla Corte Costituzionale ha ovviamente un significato che va oltre l’abrogazione della norma specifica, perché costringerà il Governo a confrontarsi con tutti i cittadini sulla politica energetica da seguire, accertando attraverso il voto se davvero il Paese vuole le trivellazioni o meno. Il Veneto ha già detto no”.

  • Nuovo carcere di Rovigo, il sottosegretario Ferri: attenzione massima per una tempestiva funzionalità

    ROMA 22/01/2016 – Il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia  Cosimo Ferri è intervenuto in Commissione Giustizia assicurando l’attenzione del governo nazionale sul carcere di Rovigo in risposta ad una interrogazione a risposta immediata giunta dai deputati del Movimento 5Stelle.

    Soddisfazione per il deputato polesano del Pd Diego Crivellari: “Le parole del rappresentante di Governo confermano che non è mai calata l’attenzione sulla nuova infrastruttura e che ci sono anche novità positive alle porte. Naturalmente continueremo a vigilare e ad accompagnare il percorso verso la piena funzionalità di una struttura così importante per la città”. Queste le parole del on.Ferri: “Nel caso specifico ritengo doveroso ricordare che l’opera in questione è stata lungamente interessata da operazioni di collaudo, sia statico che di natura tecnico-amministrativo di competenza del Ministero delle infrastrutture e che, soltanto in data 31 dicembre 2015, la stessa è stata provvisoriamente presa in consegna dall’Amministrazione Penitenziaria, ancorché priva di utenze (energia elettrica, gas, acqua e telefono)”.

    Continua il sottosegretario: “Peraltro, nonostante la provvisorietà dell’acquisizione, sono state attivate da parte della Amministrazione tutte le iniziative possibili per favorire la tempestiva funzionalità della struttura e, per assicurare l’esecuzione di lavorazioni aggiuntive finalizzate alla sicurezza ed alla funzionalità del nuovo istituto ed emerse in corso d’opera, è stata assegnata alla Sede Centrale del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Triveneto la somma di  233.750,00 euro. Inoltre, secondo quanto verificato dal competente Dipartimento, non risultano riscontrate le ulteriori doglianze. In particolare, i servizi generali – sia amministrativi che di polizia – non risulta siano stati ancora attivati, eccezion fatta per il servizio di guardiania, svolto da due agenti per ogni turno di servizio per evitare rischi di furti e di vandalismo. Attualmente, nessun altro operatore penitenziario presta servizio nella nuova struttura. Nessun aggravio in termini lavorativi può, quindi, ipotizzarsi a carico del personale tutto.

    Quanto alla riferita situazione di conflittualità tra le OO.SS. e la direttrice dell’istituto, rappresento che nel citato incontro del 12 gennaio scorso tra Provveditore regionale, direttore e sigle sindacali sono stati affrontati i profili di potenziale conflittualità e sono state valutate le possibili soluzioni con rinnovato spirito di collaborazione per il raggiungimento dei comuni obiettivi istituzionali. Si assicura, quindi, la costante attenzione all’istituto di Rovigo ed in tale ottica comunico la determinazione già assunta dalla Direzione Generale del personale e della formazione di destinare 15 unità al nuovo carcere di Rovigo in occasione dell’assegnazione dei neo agenti del 170° corso”.

  • Relazione del Segretario Provinciale Julik Zanellato Assemblea Provinciale del 18 gennaio 2016

    Carissime, carissimi,

    una parte di Voi, preoccupata della situazione di stallo del PD Polesano, ha richiesto la convocazione dell’Assemblea Provinciale per valutare e discutere l’opportunità di celebrare un Congresso Provinciale Straordinario in concomitanza al Congresso Regionale. Lo ha fatto sottoscrivendo un documento nel quale si attribuisce alla Segreteria Provinciale, uno “status di procurata insignificanza politica”, testimoniata dalla “latitanza su tutti i temi di natura politica ed amministrativa che investono il territorio” e da “un partito all’angolo in tutte le maggiori istituzioni”. E’ stato quindi espresso un giudizio particolarmente severo nei confronti del mio operato, ritenuto “foriero solamente di opacità, fallimenti e disgregazione”.

    Solo su un punto sono d’accordo: al PD Polesano serve un immediato cambio di passo; il partito non può rimanere prigioniero di una permanente guerriglia interna, caratterizzata da forzature, rivalse, personalismi, veleni, che lo rendono ingovernabile.

    Il partito dev’essere un mezzo non un fine; dev’essere lo strumento tramite il quale la nostra comunità politica, democratica, riformista e progressista, porta avanti un’azione politica utile al nostro territorio, puntando a migliorare la qualità della vita dei cittadini, senza dimenticare gli ultimi e i più deboli.

    Non possiamo continuare a sprecare energie per conflitti interni; quei personalismi e quei rancori che hanno segnato la complicata vita del PD Polesano, da quando è sorto, vanno totalmente superati. Serve un momento di rottura, di profondo cambiamento, di spinta rigenerativa che solo un nuovo congresso  provinciale può assicurare.

    Auspico che sia un congresso per tesi, che dia la possibilità ai nostri iscritti di partecipare attivamente ad un confronto politico e programmatico vero, incentrato sui temi, sulle strategie e sulle prospettive per la crescita del territorio.

    Abbiamo di fronte sfide importanti che necessitano di un PD Polesano coeso, autorevole, credibile.

    Ne ricordo alcune:

    • le elezioni amministrative negli 8 Comuni polesani al voto nel prossimo giugno, fra cui il secondo Comune più popoloso della provincia;
    • il referendum sulle riforme istituzionali nel prossimo autunno;
    • il riassetto amministrativo derivante dalla futura scomparsa delle province e la costruzione dal basso della prima Area Vasta del Veneto tra Polesine, Bassa Padovana e Basso Veneziano.

    Prepariamo quindi un Congresso Provinciale Straordinario che ci permetta di essere protagonisti di una fase di profondo cambiamento del nostro Paese.

    Propongo di arrivare a quel Congresso dopo le elezioni amministrative o in abbinamento al futuro Congresso Regionale, tramite una gestione collegiale del partito che passi attraverso il coinvolgimento delle varie sensibilità politiche interne in un ufficio politico snello che affianchi il Segretario in carica.

    Detto questo, permettetemi di tornare al contenuto del documento dei 29 firmatari; ciò mi da la possibilità anche di chiarire alcuni aspetti sollevati sulla stampa da qualche dirigente del partito e da qualche amministratore comunale.

    Premetto che negli ultimi mesi 3-4 mesi ho deciso di non replicare sulla stampa agli attacchi personali, per non alimentare continue polemiche che non fanno altro che esasperare i nostri militanti ed elettori. Scelgo questa sede per esporre la mia opinione.

    Non mi scalfiscono i vari epiteti che mi sono stati affibbiati. Non invidio l’arroganza e la malafede che hanno partorito quegli epiteti; di me parlano la storia ed i fatti: la politica non mi ha mai regalato nulla, così come ho sempre scelto di essere uomo libero da condizionamenti politici nella mia sfera professionale.

    Nel mio lavoro hanno sempre parlato i risultati e non mi sono mai sottratto a sfide nuove ed impegnative; in politica ho sempre operato con passione, onestà e spirito volontario. Non mi interessa vivere di politica, ma mi appassiona fare politica.

    Ritengo che in politica siano ingredienti importanti anche la lealtà e la coerenza, che determinano un’eticità dei comportamenti.

    Nei miei primi quindici mesi di segreteria provinciale ho cercato di attuare con coerenza il progetto di cambiamento del PD e di rinnovamento della politica polesana con cui al Congresso mi ero presentato agli iscritti ottenendo un largo consenso: circa 1400 voti a favore su 1800 partecipanti (numeri importanti, numeri veri!); così come ritengo di essere stato estremamente leale con il partito in ogni momento ed in ogni situazione, a partire dagli appuntamenti elettorali: ho profuso il massimo impegno, ho salvaguardato la pluralità nella composizione degli organismi dirigenti, non ho mai polemizzato con i nostri rappresentanti nelle istituzioni, ho sempre provocato occasioni di confronto e di dibattito ampie, coinvolgendo tutti (dirigenti provinciali, coordinatori di circolo, amministratori comunali), ho contribuito a far assumere al partito posizioni chiare ed univoche sulle principali tematiche e questioni relative al nostro territorio.

    Quando abbiamo deciso, tutti, di fare squadra in maniera leale, il PD ha raggiunto risultati significativi: salvaguardia dei presidi di sicurezza sul territorio, completamento ed apertura del nuovo carcere rodigino, avvio di investimenti massicci nel servizio idrico integrato tramite gli “hydrobond”, completamento della prima fase di bonifica e riutilizzo della vecchia discarica di Taglietto 1, ingresso di nostri rappresentanti in AS2, Ecoambiente, Cda Consorzio di bonifica Adige Po, conferma della presidenza della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 18 di Rovigo. Quando invece una parte dei nostri amministratori comunali ha deciso di far da sé, senza il supporto del partito, abbiamo collezionato unicamente degli insuccessi: commissariamento del Parco del Delta del Po, esclusione dal Cda Consorzio di bonifica Delta Po, assegnazione al centrodestra della Presidenza della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 19 di Adria e del Portavoce del Contratto di Fiume.

    Nelle campagne elettorali (provinciali 2014, regionali ed amministrative 2015) ho sicuramente fatto la mia parte fino in fondo; non tutti i dirigenti e gli amministratori possono dire di essere stati leali con il PD, al pari del sottoscritto.

    Mi assumo le responsabilità che mi competono da un punto di vista politico relativamente alle sconfitte elettorali nei Comuni di Rovigo e Villadose, ma respingo ai mittenti qualsiasi critica al sottoscritto sull’esito delle provinciali oltre a rivendicare il miglior risultato conseguito dal PD nel Veneto alle regionali.

    Per tutti questi motivi trovo completamente infondate, oltreché inopportune ed ineleganti, le accuse di presunte opacità, che mi piacerebbe capire a cosa fossero riconducibili.

    Chiudo con un passaggio doveroso sull’ormai famosa lettera al Ministro Orlando: lasciamo le bieche strumentalizzazioni a Vernelli, a Bergamin e a qualche altro avversario politico; so che quell’iniziativa ha creato malumori e disagio e di questo mi scuso, soprattutto con la nostra base; col senno di poi quella lettera non la riscriverei ed utilizzerei altri strumenti per condurre una battaglia di civiltà contro la spettacolarizzazione delle inchieste giudiziarie, dannosa tra l’altro alla stessa efficacia delle inchieste.

    Mi rammarica che autorevoli esponenti del nostro partito, travisando lo spirito di quell’iniziativa, mi abbiano attribuito una volontà di contrasto all’indipendenza della magistratura, cardine di una società democratica; sono cresciuto a pane e Costituzione, per cui rispetto profondamente l’indipendenza ed il ruolo della magistratura. Non oserei mai criticare un’indagine od interferire con l’azione dei magistrati.

    Sono anche dell’idea che, come stabilito dall’art. 27 della nostra Carta Costituzionale, l’imputato non sia da considerarsi colpevole sino alla condanna definitiva e non debba essere sottoposto ad una preventiva gogna mediatica; per questo considero errata la spettacolarizzazione mediatica delle inchieste (avvenuta nel caso specifico da un articolo di stampa a tutta pagina immediatamente seguente a delicate operazioni di perquisizione domiciliare e di consegna agli indagati delle apposite informazioni di garanzia) e ho sentito il dovere di interloquire con il Ministro della Giustizia, tramite una missiva personale spedita in plico sigillato, che qualche codardo ha deciso di divulgare alla stampa, arrecando danno a me stesso ma anche al Partito Democratico.

    Ci ho comunque messo la faccia, ho liberato da qualsiasi responsabilità altre figure ed organismi dirigenti del PD a qualsiasi livello, così è cessato subito ogni imbarazzo.

    A testa alta e con la schiena dritta riprendiamo a lavorare tutti assieme per il bene del Polesine!

     

    Il Segretario Provinciale
    Julik Zanellato

     

  • Prova di maturità superata per il PD Polesano.

    L’Assemblea Provinciale ha deliberato quasi all’unanimità un documento che traccia un percorso da me proposto nella relazione introduttiva di ieri sera.

    Si va verso un Congresso straordinario da tenersi successivamente alla tornata elettorale amministrativa che a giugno coinvolgerà 8, forse 9, Comuni polesani.

    Le amministrative rappresentano una delle sfide importanti che ci attendono, assieme alla preparazione del referendum sulle riforme istituzionali del prossimo autunno e al riassetto amministrativo che seguirà alla scomparsa delle province.

    Il PD riparte, con una volontà pressoché generale di superare le polemiche e di tornare a lavorare sui veri obiettivi di un partito autenticamente riformista. Anche il Polesine, infatti, può e deve partecipare da protagonista alla stagione di forte cambiamento che sta riguardando l’Italia.

    Sappiamo di poter contare su basi solide di elaborazione programmatica, che andranno attualizzate e dovranno far percepire ai nostri concittadini, con chiarezza e semplicità, la nostra visione del futuro: città intelligenti e creative, tradizioni culturali e identità dei luoghi, economia sostenibile e qualità della vita, pianificazione strategica ed efficace governance possono infatti costituire l’architrave su cui attivare risorse concrete e procedure innovative per guidare lo sviluppo del nostro territorio.

    Il rilancio del PD nella nostra provincia passerà per la capacità del suo gruppo dirigente di fare squadra; per questo è opportuno che il Segretario provinciale sia affiancato da un ufficio politico in grado di rappresentare le varie sensibilità politiche interne al partito e che la Direzione provinciale, opportunamente integrata, ridiventi il luogo fondamentale, effettivamente collegiale, della elaborazione e delle decisioni politiche. Ciò vincolerà tutti a fare la propria parte con estrema lealtà verso gli obiettivi che andremo comunemente a definire.

    Julik Zanellato
    Segretario Provinciale del PD